La Corte di Giustizia UE, con riferimento all’aliquota ridotta applicata in Francia e Lussemburgo alle cessioni di libri digitali, ha stabilito che agli E-book è applicabile l’aliquota IVA ordinaria.

E' pertanto verosimile che anche per l’Italia sia emanata una declaratoria di illegittimità a seguito dell’introduzione dall’1.1.2015 di una normativa simile.

I Giudici comunitari sostengono il contrasto della normativa nazionale di Francia e Lussemburgo con la Direttiva n. 2006/112/CE: la prestazione oggetto di una possibile agevolazione è la “fornitura di libri su qualsiasi tipo di supporto fisico”. Tale disposizione non può essere applicata ai libri elettronici, poiché, anche se il libro elettronico necessita, ai fini della sua lettura, di un supporto fisico, quale un computer, un simile supporto non è tuttavia incluso nella fornitura di libri elettronici (interpretazione restrittiva).

La Corte precisa inoltre che la “vendita” di un libro elettronico non costituisce una cessione di beni, ma una prestazione di servizi, poiché il libro elettronico non rappresenta un bene materiale; rappresenta infatti un “servizio fornito per via elettronica”, cioè un servizio fornito “attraverso Internet o una rete elettronica e la cui natura rende la prestazione essenzialmente automatizzata, corredata di un intervento umano minimo e impossibile da garantire in assenza della tecnologia dell’informazione”.

L’art. 98, par. 2, comma 2, Direttiva n. 2006/112/CE esclude espressamente la possibilità di applicare un’aliquota IVA ridotta ai servizi forniti per via elettronica e, pertanto, deve applicarsi l’aliquota ordinaria.

 


 

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