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I contribuenti che chiudono la dichiarazione annuale IVA con un credito ne devono valutare le possibili ed alternative modalità di utilizzo:

  • Opzione 1 - in presenza delle condizioni previste dall’art. 30, comma 3, lett. da a) a e) del D.P.R. 633/72 è possibile ottenere il rimborso dell’eccedenza;

  • Opzione 2 - il credito può essere riportato nell’anno successivo ed utilizzato in compensazione

    • verticale” con l’IVA a debito risultante dalle liquidazioni periodiche;

    • orizzontale” con altri tributi (attenzione ai limiti di € 5.000 e al visto di conformità).

 

Per poter accedere al rimborso del credito IVA annuale occorre la presenza di almeno uno dei requisiti di cui all’art. 30, comma 3, DPR n. 633/72, cioè:

- aliquota media delle operazioni attive inferiore a quella degli acquisti;

- operazioni non imponibili superiori al 25% del totale delle operazioni effettuate;

- acquisti di beni ammortizzabili e spese per studi e ricerche;

- prevalenza di operazioni non soggette ad IVA ;

- soggetti non residenti.

Il credito IVA deve essere superiore a € 2.582,28. Il rimborso può essere richiesto anche solo per una parte del credito, ancorché inferiore al predetto importo minimo.

 

La richiesta di rimborso è effettuata mediante la compilazione del quadro VX della dichiarazione IVA annuale. La restituzione delle somme dovute non può eccedere il limite massimo di 700.000 euro per ciascun anno solare. Tale limite è comprensivo degli importi che sono stati o saranno compensati nel modello F24 nel corso dell’anno in cui la richiesta viene presentata.

L’art. 38-bis del D.P.R. 633/72 disciplina anche la possibilità, al verificarsi di determinate condizioni, di ottenere il relativo rimborso del credito IVA maturato trimestralmente: rimborsi infrannuali.

L’istanza di rimborso o di compensazione va inoltrata mediante la presentazione del modello TR entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento. Il modello può essere presentato in relazione ai primi tre trimestri solari, entro l’ultimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento (30 aprile, 31 luglio e 31 ottobre).


L’imposta a credito annuale o trimestrale può essere richiesta a rimborso senza particolari formalità fino a concorrenza dell’importo di
30.000 euro (rispetto al precedente ammontare di 15.000 euro, novità introdotta dal D.L. 193/2016). Al di sotto della soglia di € 30.00 i rimborsi IVA annuali e trimestrali sono eseguiti senza prestazione di garanzia e senza altri adempimenti (tra cui l’apposizione del visto di conformità o le attestazioni di solidità e regolarità contributiva), oltre all’indicazione del credito maturato sulla dichiarazione IVA o sul modello TR.

 

Rimborso Iva per gli investimenti in beni strumentali

L'Agenzia delle Entrate, nella risoluzione n. 147/E del 9 giugno 2009, ha chiarito che il diritto al rimborso spetta a condizione che i beni e i servizi acquistati siano destinati ad operazioni imponibili o che comunque attribuiscano al contribuente il diritto alla detrazione dell’imposta. La spettanza del diritto alla detrazione non è, comunque, necessariamente esclusa dalla iniziale esiguità delle operazioni imponibili attive in quanto, in virtù del principio della neutralità dell’IVA, anche le spese di investimento devono essere rapportate all’attività economica esercitata.

I beni ammortizzabili, relativamente ai quali spetta il diritto al rimborso dell’IVA assolta, sono individuati dalle disposizioni in materia di imposte sui redditi e, in particolare, dagli artt. 102 e seguenti del TUIR: sono considerati ammortizzabili i beni strumentali, ossia quelli utilizzati direttamente dall’imprenditore nel ciclo produttivo, ovvero dal professionista nell’esercizio di arti e professioni. L'Amministrazione finanziaria tende a circoscrivere il diritto al rimborso relativamente ai soli beni soggetti alla procedura di ammortamento e a condizione che le relative quote siano deducibili ai fini delle imposte dirette.

 

ATTENZIONE: Va evidenziata l’inapplicabilità, in materia di rimborsi, dei nuovi limiti introdotti dal D.L. 24 aprile 2017 n. 50/2017, che trovano applicazione esclusivamente riguardo alle compensazioni.

In particolare, l’art. 3 del D.L. 50/2017 ha introdotto l’obbligo di richiedere l’apposizione del visto di conformità per le compensazioni di crediti IVA per importi annui superiori a 5.000 euro (rispetto alla precedente soglia di 15.000 euro). L’intervento non riguarda i rimborsi per i quali l’apposizione del visto di conformità è necessaria solo per le richieste di ammontare complessivo superiore a 30.000 euro.

 

 

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