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rocciconsulenze.it - News

In occasione del Videoforum dello scorso 15 Gennaio 2019 tra l’Agenzia delle entrate e il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, sono state fornite interessanti precisazioni in tema di fatturazione elettronica.

Le risposte fornite dall’Amministrazione finanziaria ai quesiti posti riguardano i seguenti argomenti:

  • Contenuto delle fatture elettroniche

  • Emissione e ricezione

  • Conservazione

  • QR code

  • Obblighi invio dati per dichiarazione precompilata

  • Spese per carburanti

  • Rapporti con l’estero

  • Portale fatture e corrispettivi

  • Deleghe

Qui potete scaricare l’intero documento (clicca QUI)

 

Fattura elettronica obbligatoria del 1 gennaio 2019: come devono comportarsi tutti quei soggetti che, considerando le tempistiche concesse per la trasmissione elettronica della fattura al SDI (Sistema di Interscambio), si trovano in difficoltà nella gestione del flusso attivo (emissione)?

Ristoranti, agriturismo, negozi, bar, commercianti al dettaglio in genere, normalmente rilasciano scontrino o ricevuta fiscale, ma sono tenuti all’emissione di fattura a richiesta del cliente. La fattura, se emessa nell’immediato, ha valore sostitutivo dello scontrino/ricevuta e, nelle attività di somministrazione di alimenti e bevande, il cliente non può lasciare il locale sprovvisto di un valido giustificativo ai fini fiscali.

Come comportarsi? La fattura elettronica, per sua natura, non sarà mai realmente “immediata”: essa, infatti, si considera emessa nel momento in cui la stessa viene trasmessa al SDI e tale procedura si perfezione solamente nel momento in cui vi è l'accettazione del file da parte del Sistema di Interscambio, che per i controlli può concedersi fino a cinque giorni di tempo.In pratica è tecnicamente impossibile far sì che un soggetto “lasci i locali” accompagnato da una fattura elettronica validamente emessa, in tempo reale, come invece era possibile fare con le fatture cartacee.

N.B.: il D.L. 119/2018, recentemente convertito in Legge, consente tempi alquanto estesi per la trasmissione dei flussi al Sistema di Interscambio.Per tutto il primo semestre 2019, la fattura elettronica non sarà sanzionabile se emessa, cioè se trasmessa al SDI, entro il termine della propria liquidazione IVA (quindi con tempi diversi a seconda che l’emittente sia un soggetto tenuto alla liquidazione IVA a cadenza mensile o trimestrale). A partire dal 1 luglio 2019, la discrasia tra momento di effettuazione dell’operazione e momento di emissione e trasmissione della fattura al Sistema di Interscambio sarà prevista “a regime” dalla norma che, con riscrittura delle disposizioni di cui al D.P.R. 633/72, prevede che la fattura possa essere formata e trasmessa entro 10 giorni dalla data di avvenuta esigibilità dell’imposta.

Qual è la soluzione proposta dall'Agenzia delle Entrate? L'Amministrazione finanziaria, nelle nuove FAQ pubblicate il 21 dicembre, ha fornito chiarimenti in merito a tali problematiche. Nello specifico la risposta fornita si riferisce alla situazione di un dettagliante, che ai sensi dell’articolo 22 del DPR 633/72, emette fattura solo su richiesta del cliente, ma è tenuto dalla norma a farlo entro e non oltre il momento dell’effettuazione dell’operazione, mentre in assenza di fattura il corrispettivo deve essere certificato mediante ricevuta fiscale o scontrino.

Alla luce di una similare situazione, l’Agenzia offre due soluzioni possibili:

  • Soluzione A - EMISSIONE DI FATTURA DIFFERITA, mediante emissione nell’immediato di una ricevuta fiscale o uno scontrino fiscale - ai sensi dell’art. 3, comma 3 del d.P.R. n. 696/1996 - da utilizzarsi come “documenti idonei” ai fini dell’emissione in un secondo momento di una “fattura differita” ai sensi dell'articolo 21, comma 4, terzo periodo, lettera a), del d.P.R. n.633/1972. In buona sostanza, in questo caso la ricevuta fiscale o lo scontrino assumono valore di documento equipollente al DDT, e la fattura potrà essere emesse in via differita entro il giorno 15 del mese successivo, con riferimento a tutte le operazioni intercorse nel mese precente. Il cliente lascerà quindi i locali “accompagnato” da una ricevuta fiscale o da uno scontrino, cui seguirà fattura differita. Onde evitare che il corrispettivo venga ad essere duplicato, come già previsto con la circolare n. 249/E del 11 ottobre 1996, l’ammontare dei corrispettivi certificati da ricevuta/scontrino fiscale e oggetto di fatturazione differita dovrà essere scorporato (estromesso) dal totale giornaliero dei corrispettivi.

  • Soluzione B - RILASCIO DI UNA QUIETANZA, cui segue una fattura immediata. In questo caso, a “certificare provvisoriamente” l’operazione dovrà essere rilasciata una apposita quietanza (ex art. 1199 del codice civile) che assume rilevanza solo commerciale e non fiscale. In sostanza, il cliente dovrà lasciare i locali con “un qualcosa” che certifichi provvisoriamente la transazione, tant’è che le FAQ indicano come strada percorribile anche l’utilizzo di una semplice stampa della fattura ovvero dalla ricevuta del POS, in caso di pagamento elettronico. Sarà poi emessa fattura immediata (ovvero riportante la medesima data dell’operazione), e questa potrà essere poi trasmessa – per il primo semestre 2019 – entro il termine della propria liquidazione IVA. Resta comunque possibile, anche con fattura immediata a seguire, rilasciare scontrino/ricevuta fiscale(oppure “documento commerciale” nel caso l’esercente effettui la memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi mediante registratore telematico ai sensi dell’art. 2 del d.Lgs. n. 127/15). In presenza di ricevuta fiscale o scontrino, o documento commerciale, esattamente come nella prima opzione illustrata, l’ammontare dei corrispettivi oggetto di fatturazione andrà scorporato dal totale dei corrispettivi giornalieri.

Quando una fattura elettronica viene emessa a seguito di rilascio di scontrino o ricevuta fiscale, o “documento commerciale” nel caso di trasmissione telematica dei corrispettivi, è sempre necessario che la fattura richiami il documento originariamente emesso. Si tratta di un passaggio fondamentale per dimostrare che l’importo è stato estromesso dai corrispettivi poiché oggetto di fatturazione. Le informazioni relative alla ricevuta fiscale o scontrino dovranno essere indicati nei campi deputati del tracciato XML di fatturazione elettronica che, ricordiamo, si trovano nel blocco informativo “AltriDatiGestionali”.

La compilazione dovrà essere effettuata come segue:

  • nel campo “TipoDato” occorrerà indicare il tipo di documento originariamente rilasciato, utilizzando i termini “NUMERO SCONTRINO”, oppure “NUMERO RICEVUTA” oppure “NUMERO DOC. COMMERCIALE”;

  • nel campo “RiferimentoTesto” occorrerà indicare l’identificativo alfanumerico del documento cui sopra, quindi in numero dello scontrino o della ricevuta o del documento commerciale;

  • nel campo “RiferimentoNumero” il numero progressivo dello scontrino o della ricevuta o del documento commerciale;

  • nel campo “RiferimentoData” la data dello scontrino, ricevuta o documento commerciale.

Attenzione! L’Agenzia ha ricordato, inoltre, che se il cliente è un soggetto “non titolare di partita IVA, deve essere emessa e consegnata una copia cartacea della fattura, a meno che il cliente stesso non vi rinunci espressamente. Nel caso di controlli successivi che evidenzino difformità tra la copia analogica e la e-fattura, salvo prova contraria, prevarranno comunque le informazioni riportate nella fattura elettronica.

 

Addio agli studi di settore. Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria ha firmato, in data 28/12/2018, il decreto che approva l’introduzione di 106 nuovi indici sintetici di affidabilità (ISA) fiscale dei contribuenti, dopo i primi 69 introdotti nel marzo scorso (totale 175 indici).

I nuovi ISA riguarderanno varie attività economiche quali agricoltura, manifatture, commercio e professioni e saranno validi già per la dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2018.

Il nuovo sistema introduce una scala di valori con cui l’Agenzia delle Entrate potrà verificare normalità e coerenza della gestione aziendale e professionale dei contribuenti definendone il grado di affidabilità con un voto da 1 a 10: tanto più alto il punteggio raccolto, tanto più elevato il premio riconosciuto al soggetto virtuoso che potrà, con un 10, ritrovarsi anche esonerato dagli accertamenti sintetici.

Comunicato Stampa N° 225 del 28/12/2018

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, ha firmato oggi il decreto che approva l’introduzione di 106 nuovi indici sintetici di affidabilità (ISA) fiscale dei contribuenti, dopo i primi 69 introdotti nel marzo scorso. Per un totale di 175.

I nuovi ISA, che subentreranno agli studi di settore, riguarderanno varie attività economiche quali agricoltura, manifatture, commercio e professioni e saranno validi già per la dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2018.

Il nuovo sistema introduce una scala di valori con cui l’Agenzia delle Entrate potrà verificare normalità e coerenza della gestione aziendale e professionale dei contribuenti definendone il grado di affidabilità con un voto da 1 a 10: tanto più alto il punteggio raccolto, tanto più elevato il premio riconosciuto al soggetto virtuoso che potrà, con un 10, ritrovarsi anche esonerato dagli accertamenti sintetici.

 Fine degli studi di settore, entrano in vigore gli indici di affidabilità dei contribuenti - download PDF

Roma 28/12/2018”

Fonte: www.mef.gov.it



Maxiemendamento del Governo 1.9000

Edizione provvisoria del 23/1272018

 

Il comma 429-ter modifica in più punti la disciplina relativa alla Zona Franca Urbana Sisma Centro Italia (recata dall’art. 46 del D.L. 50/2017) al fine di concedere le agevolazioni previste dalla normativa vigente anche alle imprese che intraprendono una nuova iniziativa economica all’interno della stessa zona franca urbana (ZFU) entro il 31 dicembre 2019 (ad esclusione delle imprese operanti nel settore dell’edilizia e dell’impiantistica che alla data del 24 agosto 2016 non avevano la sede nei territori colpiti). La fruibilità delle agevolazioni viene (conseguentemente) estesa ai periodi di imposta 2019 e 2020, a valere sulle risorse stanziate dalla normativa vigente e non fruite dalle imprese beneficiarie.

Viene inoltre demandata all’INPS l’emanazione (entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione) di provvedimenti volti a disciplinare le modalità di restituzione dei contributi non dovuti dai soggetti beneficiari delle agevolazioni.

La lettera a) – che riscrive il comma 3 dell’art. 46 del D.L. 50/2017 – prevede che le esenzioni previste per la zona franca urbana (ZFU) siano riconosciute anche alle imprese che intraprendono una nuova iniziativa economica all’interno della stessa ZFU entro il 31 dicembre 2019 (a differenza del testo vigente che pone il limite del 31 dicembre 2017).

Viene inoltre introdotto un periodo aggiuntivo in base al quale sono escluse dai citati benefici le imprese che svolgono attività appartenenti alla categoria F della codifica ATECO 2007 (sostanzialmente identificabili con le imprese operanti nel settore dell’edilizia e dell’impiantistica) che alla data del 24 agosto 2016 non avevano la sede legale od operativa nei c.d. comuni del cratere, cioè quelli individuati dagli allegati 1, 2 e 2-bis.

La norma non specifica che gli allegati citati sono quelli del D.L. 189/2016 ove è contenuta la disciplina per la ricostruzione nei territori colpiti dagli eventi sismici in questione.

La lettera b) modifica il comma 4 dell’art. 46 del D.L. 50/2017 al fine di estendere fino al periodo di imposta 2020 la fruibilità delle agevolazioni riconosciute all’interno della ZFU.

Il testo vigente prevede che le citate agevolazioni sono concesse per il periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 50/2017 e per quello successivo.

La lettera c) introduce, nel testo dell’art. 46 del D.L. 50/2017, un nuovo comma 4-bis che prevede che l’INPS disciplina con propri provvedimenti, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, le modalità di restituzione dei contributi non dovuti dai soggetti beneficiari delle agevolazioni di cui al presente articolo che sono versati all’entrata del bilancio dello Stato.

La lettera d) aggiunge un periodo alla fine del comma 6 dell’art. 46 del D.L. 50/2017 in base al quale per i periodi d’imposta dal 2019 al 2020, le agevolazioni sono concesse a valere sulle risorse stanziate dal medesimo comma e non fruite dalle imprese beneficiarie.

Il citato comma 6, come modificato dall'art. 1, comma 747, della L. 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018), ha autorizzato la spesa di 194,5 milioni di euro per l'anno 2017, di 167,7 milioni di euro per l'anno 2018 e di 141,7 milioni di euro per l'anno 2019, che costituisce limite annuale per la concessione delle agevolazioni riconosciute nella “ZFU Sisma Centro Italia”.

 

Fonte: versione del 23-12-2018 del Maxi-emendamento alla Legge di Bilancio 2019, art. 1, c. 429-ter (Zona Franca Urbana Sisma Centro Italia) approvata dal Senato della Repubblica.

GIUGNO 2019: Scontrino elettronico (eBook 2019). Guida alla trasmissione telematica dei corrispettivi, contesto normativo, modalità di assolvimento dell'obbligo e soggetti esonerati; pdf di 76 pag

 

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Dal 1° luglio 2019, sempre nell’ottica di favorire i processi di digitalizzazione delle imprese, entrerà in vigore un nuovo adempimento di carattere fiscale. Infatti, dopo l’avvento della fatturazione elettronica nei rapporti B2B e B2C sarà la volta del c.d. “scontrino elettronico”.

Tutti gli operatori economici obbligati all’emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale dovranno trasmettere, quotidianamente, all’Agenzia delle Entrate i dati relativi agli incassi giornalieri rilevati nei propri misuratori fiscali.

Tale rivoluzione, come anzi detto, connessa all’avvento della fatturazione elettronica tra privati, ha come scopo principale quello di combattere l’evasione fiscale favorendo uno scambio immediato delle informazioni tra contribuente e amministrazione finanziaria.

Nel presente e-book affronteremo le principali tematiche connesse al nuovo adempimento con un focus particolare sugli ultimi provvedimenti normativi e sulle ultime risoluzioni emanate dall’Agenzia delle Entrate.

Il nuovo adempimento sarà obbligatorio, dal 1° luglio 2019, solo per i soggetti che hanno realizzato nell’anno d’imposta 2018 un volume d’affari pari o superiore a 400.000 euro.

Per tutti gli altri soggetti l’obbligo entrerà in vigore solamente a partire dal 1° gennaio 2020, data in cui verrà esteso l’adempimento a prescindere dal volume d’affari realizzato. Successivamente all’entrata in vigore di tale obbligo non sarà più possibile utilizzare le vecchie ricevute o l’emissione dello scontrino fiscale che dovranno essere sostituiti dalla fatturazione elettronica o dalla emissione dello scontrino c.d. elettronico.

Allo stato attuale sussistono ancora alcuni dubbi relativamente all’applicazione di tale obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi soprattutto in relazione a particolari categorie di soggetti che sembrerebbero esonerati dalla fatturazione elettronica ma obbligati all’emissione dello scontrino elettronico.

Nella prima parte della pubblicazione verrà affrontato il contesto normativo di riferimento con un focus particolare sui recenti provvedimenti emanati dall’Agenzia delle Entrate e dal Ministero delle Economia e Finanza.

Nella seconda parte verranno affrontate, con un taglio operativo, le modalità di assolvimento del nuovo obbligoe le particolarità connesse al funzionamento dei misuratori fiscali.

Nella terza parte verrà affrontata la questione relativa ai soggetti esonerati dall’adempimento e alle criticità connesse alla loro individuazione.

Indice

Introduzione
1. Contesto normativo di riferimento
1.1 Legge n. 311 del 30/12/2004
1.2 Decreto legislativo n. 127 del 05/08/2015
1.3 Decreto Ministero Economia e Finanze del 10/05/2019
1.4 Risoluzione 116/E del 21/12/2016 e Risoluzione 47/E del 8/05/2019
2. I corrispettivi elettronici: modalità di assolvimento dell’adempimento 
2.1 Implicazioni del nuovo adempimento
2.2 Modalità operative di assolvimento dell’adempimento
2.3 Obbligo di certificazione: il documento di ASSIREVI
2.3 Regime sanzionatorio
2.4 Ultimi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate
2.5 Fattura elettronica semplificata: un’alternativa da considerare
3. I soggetti esonerati dalla trasmissione telematica dei corrispettivi 
3.1 Esenzione per commercio elettronico indiretto
3.2 Trasmissione telematica dei corrispettivi anche per i forfetari
4. Credito d’imposta per acquisto o adeguamento misuratori fiscali
4.1 Esemplificazione pratica determinazione e utilizzo del credito d’imposta
5. Modalità operative per l’adeguamento dei misuratori fiscali 
5.1 Le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate
5.2 Guida alla configurazione e adattamento dei registratori telematici
5.2.1 Primo passo: dotarsi di un registratore telematico
5.2.2 Secondo passo: ottenere le credenziali per accedere al portale
5.2.3 Terzo passo: accreditamento del Registratore Telematico
5.2.4 Quarto passo: installazione, censimento, attivazione e messa in servizio del Registratore Telematico
5.2.5 Quinto passo: utilizzo dei servizi messi a disposizione del soggetto obbligato
5.2.6 Sesto passo: consultazione
6. Il cronoprogramma degli adeguamenti 
Appendice normativa

  • Decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127
  • Decreto MEF del 10 maggio 2019
  • Risoluzione n.116 /E del 21 dicembre 2016
  • Risoluzione n. 47/E dell’8 maggio 2019
  • E Book – Collana I PRATICI di Fiscoetasse 4
  • Risoluzione N. 33 /E del 1 marzo 2019
  • Provvedimento Agenzia delle Entrate n. 99297/2019

Isbn: 9788868058104

 

 


 

MARZO 2019 - Escono di scena gli studi di settore ed entrano in vigore gli ISA 2019: ogni contribuente obbligato alla compilazione avrà un voto e i più virtuosi accederanno a un regime premiale

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È on-line il nuovo e-book sugli indicatori sintetici di affidabilità fiscale edito da Fisco e Tasse della Maggioli Editore.Con la predisposizione della dichiarazione dei redditi Unico 2019 relativo ai redditi 2018 debutteranno i nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale (ISA) che sostituiranno definitivamente gli studi di settore.

Con la predisposizione della dichiarazione dei redditi Unico 2019 relativo ai redditi 2018 debutteranno i nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale (ISA) che sostituiranno definitivamente gli studi di settore.

Nei fatti, come noto, l’entrata in vigore dei suddetti indicatori risultava già prevista a decorrere dal precedente periodo d’imposta, per il quale è intervenuta la proroga contenuta nell’art. 1, comma 931, L. 205/2017 (Legge di bilancio 2018).

Gli ISA prevedono un meccanismo particolare di calcolo per gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni riconducibile principalmente ad una rappresentazione di sintesi di indicatori elementari atti a verificare la normalità e la coerenza della gestione aziendale o professionale, esprimendo con un giudizio di sintesi da 1 a 10 il grado di affidabilità fiscale riconosciuto a ciascun contribuente (più basso sarà il risultato e minore sarà l’affidabilità fiscale del contribuente).

Nel caso in cui i contribuenti vengano definiti, in riferimento all’applicazione degli ISA, come “affidabili fiscalmente” potranno accedere al regime premiale normativamente previsto.

In merito alle metodologie di calcolo occorre specificare come per la determinazione del valore finale di affidabilità fiscale verranno presi in considerazione due macro indicatori elementari:

  • indicatore di affidabilità;
  • indicatore di anomalia.

Rimandando ad approfondimenti specifici nei successivi paragrafi, risulta possibile, in sintesi, definire come il calcolo per determinare il punteggio sintetico di affidabilità fiscale di ciascun contribuente venga fatto applicando la media aritmetica semplice ai risultati di analisi degli indicatori suddetti.

L’obiettivo della presenta pubblicazione è quello di presentare una sintesi esaustiva sugli indicatori di affidabilità fiscale pur considerando come, allo stato attuale, manchino alcuni tasselli fondamentali per la definitiva entrata in vigore.

 

 

 

 


 DICEMBRE 2018

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Dettagli prodotto

Con la presente pubblicazione, si intende fornire un supporto tecnico-operativo utile alla gestione di un’attività di farmacia.
Come noto, nel corso degli ultimi anni, le farmacie hanno subito importanti novità normative caratterizzate dalla necessità di allineare tale attività economica al nuovo contesto concorrenziale di mercato.

In tale lavoro verranno affrontate le principali tematiche connesse alla gestione contabile e fiscale di un’attività di farmacia.

Nello specifico, viene anzitutto analizzato l’attuale inquadramento normativo, a seguito delle novità introdotte dalla L. 4/08/2017 n.124 c.d. Decreto concorrenza, caratterizzato da un ampliamento della platea dei soggetti che possono acquisire la proprietà di una farmacia.

Successivamente, vengono analizzate le principali tematiche contabili e fiscali quali a titolo esemplificativo e non esaustivo:

  • la tipologia dei ricavi in farmacia,
  • il regime IVA applicabile,
  • le modalità di tenuta dei registri contabili e fiscali ed i principali adempimenti connessi,
  • il trattamento della fiscalità in ipotesi di cessione di un’attività di farmacia.

In sintesi, gli autori sperano di aver raggiunto l’obiettivo di fornire un quadro complessivo relativo alle modalità di gestione di una farmacia, al fine di poter supportare il lettore, sia esso professionista che operatore di settore, nella risoluzione delle principali problematiche connessa a tale particolare attività economica.

 

 



 

 

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