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Maxiemendamento del Governo 1.9000

Edizione provvisoria del 23/1272018

 

Il comma 429-ter modifica in più punti la disciplina relativa alla Zona Franca Urbana Sisma Centro Italia (recata dall’art. 46 del D.L. 50/2017) al fine di concedere le agevolazioni previste dalla normativa vigente anche alle imprese che intraprendono una nuova iniziativa economica all’interno della stessa zona franca urbana (ZFU) entro il 31 dicembre 2019 (ad esclusione delle imprese operanti nel settore dell’edilizia e dell’impiantistica che alla data del 24 agosto 2016 non avevano la sede nei territori colpiti). La fruibilità delle agevolazioni viene (conseguentemente) estesa ai periodi di imposta 2019 e 2020, a valere sulle risorse stanziate dalla normativa vigente e non fruite dalle imprese beneficiarie.

Viene inoltre demandata all’INPS l’emanazione (entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione) di provvedimenti volti a disciplinare le modalità di restituzione dei contributi non dovuti dai soggetti beneficiari delle agevolazioni.

La lettera a) – che riscrive il comma 3 dell’art. 46 del D.L. 50/2017 – prevede che le esenzioni previste per la zona franca urbana (ZFU) siano riconosciute anche alle imprese che intraprendono una nuova iniziativa economica all’interno della stessa ZFU entro il 31 dicembre 2019 (a differenza del testo vigente che pone il limite del 31 dicembre 2017).

Viene inoltre introdotto un periodo aggiuntivo in base al quale sono escluse dai citati benefici le imprese che svolgono attività appartenenti alla categoria F della codifica ATECO 2007 (sostanzialmente identificabili con le imprese operanti nel settore dell’edilizia e dell’impiantistica) che alla data del 24 agosto 2016 non avevano la sede legale od operativa nei c.d. comuni del cratere, cioè quelli individuati dagli allegati 1, 2 e 2-bis.

La norma non specifica che gli allegati citati sono quelli del D.L. 189/2016 ove è contenuta la disciplina per la ricostruzione nei territori colpiti dagli eventi sismici in questione.

La lettera b) modifica il comma 4 dell’art. 46 del D.L. 50/2017 al fine di estendere fino al periodo di imposta 2020 la fruibilità delle agevolazioni riconosciute all’interno della ZFU.

Il testo vigente prevede che le citate agevolazioni sono concesse per il periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 50/2017 e per quello successivo.

La lettera c) introduce, nel testo dell’art. 46 del D.L. 50/2017, un nuovo comma 4-bis che prevede che l’INPS disciplina con propri provvedimenti, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, le modalità di restituzione dei contributi non dovuti dai soggetti beneficiari delle agevolazioni di cui al presente articolo che sono versati all’entrata del bilancio dello Stato.

La lettera d) aggiunge un periodo alla fine del comma 6 dell’art. 46 del D.L. 50/2017 in base al quale per i periodi d’imposta dal 2019 al 2020, le agevolazioni sono concesse a valere sulle risorse stanziate dal medesimo comma e non fruite dalle imprese beneficiarie.

Il citato comma 6, come modificato dall'art. 1, comma 747, della L. 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018), ha autorizzato la spesa di 194,5 milioni di euro per l'anno 2017, di 167,7 milioni di euro per l'anno 2018 e di 141,7 milioni di euro per l'anno 2019, che costituisce limite annuale per la concessione delle agevolazioni riconosciute nella “ZFU Sisma Centro Italia”.

 

Fonte: versione del 23-12-2018 del Maxi-emendamento alla Legge di Bilancio 2019, art. 1, c. 429-ter (Zona Franca Urbana Sisma Centro Italia) approvata dal Senato della Repubblica.

MARZO 2019 - Escono di scena gli studi di settore ed entrano in vigore gli ISA 2019: ogni contribuente obbligato alla compilazione avrà un voto e i più virtuosi accederanno a un regime premiale

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È on-line il nuovo e-book sugli indicatori sintetici di affidabilità fiscale edito da Fisco e Tasse della Maggioli Editore.Con la predisposizione della dichiarazione dei redditi Unico 2019 relativo ai redditi 2018 debutteranno i nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale (ISA) che sostituiranno definitivamente gli studi di settore.

Con la predisposizione della dichiarazione dei redditi Unico 2019 relativo ai redditi 2018 debutteranno i nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale (ISA) che sostituiranno definitivamente gli studi di settore.

Nei fatti, come noto, l’entrata in vigore dei suddetti indicatori risultava già prevista a decorrere dal precedente periodo d’imposta, per il quale è intervenuta la proroga contenuta nell’art. 1, comma 931, L. 205/2017 (Legge di bilancio 2018).

Gli ISA prevedono un meccanismo particolare di calcolo per gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni riconducibile principalmente ad una rappresentazione di sintesi di indicatori elementari atti a verificare la normalità e la coerenza della gestione aziendale o professionale, esprimendo con un giudizio di sintesi da 1 a 10 il grado di affidabilità fiscale riconosciuto a ciascun contribuente (più basso sarà il risultato e minore sarà l’affidabilità fiscale del contribuente).

Nel caso in cui i contribuenti vengano definiti, in riferimento all’applicazione degli ISA, come “affidabili fiscalmente” potranno accedere al regime premiale normativamente previsto.

In merito alle metodologie di calcolo occorre specificare come per la determinazione del valore finale di affidabilità fiscale verranno presi in considerazione due macro indicatori elementari:

  • indicatore di affidabilità;
  • indicatore di anomalia.

Rimandando ad approfondimenti specifici nei successivi paragrafi, risulta possibile, in sintesi, definire come il calcolo per determinare il punteggio sintetico di affidabilità fiscale di ciascun contribuente venga fatto applicando la media aritmetica semplice ai risultati di analisi degli indicatori suddetti.

L’obiettivo della presenta pubblicazione è quello di presentare una sintesi esaustiva sugli indicatori di affidabilità fiscale pur considerando come, allo stato attuale, manchino alcuni tasselli fondamentali per la definitiva entrata in vigore.

 

 

 

 


 DICEMBRE 2018

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Dettagli prodotto

Con la presente pubblicazione, si intende fornire un supporto tecnico-operativo utile alla gestione di un’attività di farmacia.
Come noto, nel corso degli ultimi anni, le farmacie hanno subito importanti novità normative caratterizzate dalla necessità di allineare tale attività economica al nuovo contesto concorrenziale di mercato.

In tale lavoro verranno affrontate le principali tematiche connesse alla gestione contabile e fiscale di un’attività di farmacia.

Nello specifico, viene anzitutto analizzato l’attuale inquadramento normativo, a seguito delle novità introdotte dalla L. 4/08/2017 n.124 c.d. Decreto concorrenza, caratterizzato da un ampliamento della platea dei soggetti che possono acquisire la proprietà di una farmacia.

Successivamente, vengono analizzate le principali tematiche contabili e fiscali quali a titolo esemplificativo e non esaustivo:

  • la tipologia dei ricavi in farmacia,
  • il regime IVA applicabile,
  • le modalità di tenuta dei registri contabili e fiscali ed i principali adempimenti connessi,
  • il trattamento della fiscalità in ipotesi di cessione di un’attività di farmacia.

In sintesi, gli autori sperano di aver raggiunto l’obiettivo di fornire un quadro complessivo relativo alle modalità di gestione di una farmacia, al fine di poter supportare il lettore, sia esso professionista che operatore di settore, nella risoluzione delle principali problematiche connessa a tale particolare attività economica.

 

 



 

 

Fonte: http://www.mc.camcom.it

 

Bando Imprese Innovative - Anno 2018.


La Camera di Commercio di Macerata ha emanato il Bando Imprese Innovative - Anno 2018, al fine di:

- attivare la domanda da parte delle imprese di servizi avanzati e innovativi, favorendo altresì lo sviluppo di un'offerta qualificata;

- supportare l'avvio di percorsi virtuosi di trasferimento di conoscenza e di tecnologia per introdurre innovazioni nei processi di produzione, nei prodotti e nei modelli organizzativi delle MPMI;

- favorire la collaborazione fra i sistemi produttivi locali e il mondo della ricerca;

- valorizzare i risultati degli investimenti in Ricerca, Sviluppo e Innovazione da parte delle MPMI;

- sostenere le ricadute sul territorio dei risultati della ricerca scientifica;

- facilitare l’adozione di tecnologie digitali e strategie di mercato legate alle potenzialità del web.


Grazie a questa iniziativa, le imprese possono richiedere un contributo in relazione alle spese sostenute per le prestazioni di assistenza e consulenza professionale, scientifica e tecnica previste dal Bando e ascrivibili ai seguenti ambiti (con esclusione delle spese di formazione):

- Assistenza per l’innovazione dei modelli di business per l’economia digitale e web;

- Consulenza per l’avvio di strategie digitali e di strategie di mercato legate alle potenzialità del web, anche in ottica di omnicanalità;

- Check-up per Innovazione di Prodotto ;

- Check-up per Innovazione di Processo ;

- Check-up per Innovazioni nell’Organizzazione aziendale ;

- Check-up per Innovazioni di Marketing e Commerciali ;

- Consulenza per Ricerca Industriale e Applicata , per Sviluppo Sperimentale e Pre-competitivo ;

- Assistenza alla prototipazione e fabbricazione digitale;

- Studi di fattibilità per brevettabilità e Servizi di assistenza tecnico-legale per la domanda di un brevetto per invenzione industriale.


Le richieste di contributo possono essere presentate, secondo le modalità previste dal Bando, esclusivamente via PEC all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. dalle ore 00:00 del 13 settembre 2018 alle ore 24:00 del 31 dicembre 2018, salvo chiusura anticipata per esaurimento dei fondi disponibili.

:: Bando Imprese Innovative

:: Modello "Imprese Innovative - Domanda" 

:: Scheda Impresa e Intervento


Per ogni informazione ulteriore si invita a consultare il bando e la modulistica e a contattare l’Ente all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

 

E’ stato approvato l’emendamento con le disposizioni di semplificazione in tema di fatturazione elettronica per gli operatori sanitari

E' in corso oggi in Aula l'esame del disegno di legge n. 886, di conversione del D.L. n. 119, in materia fiscale e finanziaria (scadenza 22 dicembre). La Commissione Finanze, lunedì 26 novembre, ne ha concluso l'esame, avviato martedì 30 ottobre.

Con l'approvazione dell'emendamento 10.0.100 la Commissione in sede referente propone l'introduzione di un nuovo articolo in materia di fatturazione elettronica per gli operatori sanitari, prevedendo l'esonero dall'obbligo di fatturazione elettronica, per il periodo d'imposta 2019, per i soggetti tenuti all'invio dei dati al Sistema tessera sanitaria.

La norma si applica ai soggetti tenuti all'invio dei dati, ai fini dell'elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, ai sensi dell'articolo 3, commi 3 e 4, del decreto legislativo n. 175 del 2014 (recante "Semplificazione fiscale e dichiarazione dei redditi precompilata").

L’esonero di cui sopra opera per:

  • le aziende sanitarie locali,
  • le aziende ospedaliere,
  • gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico,
  • policlinici universitari,
  • le farmacie, pubbliche e private,
  • i presidi di specialistica ambulatoriale,
  • le strutture per l'erogazione delle prestazioni di assistenza protesicae di assistenza integrativa,
  • gli altri presidi e strutture accreditati per l'erogazione dei servizi sanitari
  • gli iscritti all'Albo dei medici chirurghi e degli odontoiatri.

Questi soggetti sono tenuti ad inviare al Sistema tessera sanitaria i dati relativi alle prestazioni erogate dal 2015, con alcune esclusioni, ai fini della elaborazione della dichiarazione dei redditi.

Si attende ora che il testo venga definitivamente approvato da entrambe le Camere.

 

Fonte: fiscoetasse.com

 

 

L'Agenzia delle Entrate, nel corso del video-forum organizzato da “Italia Oggi” il giorno 15 novembre 2018,

ha fornito i primi chiarimenti sul tema della fatturazione elettronica.

Ecco in sintesi i chiarimenti forniti

 

MODELLI INTRA

Domanda: Si chiede se, con l'introduzione della fatturazione elettronica a partire dal prossimo 1° gennaio 2019, per le cessioni in ambito comunitario resta obbligatoria la presentazione del modello INTRA ovvero se il fornitore italiano emette la fattura con indicazione della sigla XXXXXXX, in quanto destinatario non residente, resta comunque obbligatorio il detto adempimento.

Risposta: Il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate n. 194409 del 25 settembre 2017 - emanato in attuazione delle disposizioni dell'articolo 50, comma 6, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331 (da ultimo modificato dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19) – ha introdotto misure di semplificazione degli obblighi comunicativi dei contribuenti in relazione agli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie (c.d. “Intrastat”).

In particolare, in considerazione dell'obbligo di comunicazione dei dati delle fatture transfrontaliere di cui all'articolo 1, comma 3bis, del D.Lgs. n.127/15, restano in vigore le predette semplificazioni per le quali:

  • l'obbligo di comunicazione mensile dei modelli INTRA 2bis resta in capo – ai soli fini statistici – ai soggetti passivi che hanno effettuato acquisti di beni intracomunitari per importi trimestrali pari o superiori a 200.000 euro;

  • l'obbligo di comunicazione mensile dei modelli INTRA 2quater resta in capo – ai soli fini statistici – ai soggetti passivi che hanno effettuato acquisti di servizi intracomunitari per importi trimestrali pari o superiori a 100.000 euro.

Per maggiori approfondimenti: Provvedimento del 25 settembre 2017.

 

DELEGHE DEI CONTRIBUENTI

Domanda: Il conferimento delle deleghe anche per utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica deve essere sottoscritto dal contribuente e consegnato anche da un intermediario; si chiede quale sia la procedura, giacché alcuni Uffici periferici chiedono la presentazione di una procura ad hoc e l'attestazione in calce al modello che la firma è originale da parte dello stesso intermediario.

Risposta: Le procedure per il conferimento della delega ai servizi di fatturazione elettronica messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate nel portale “Fatture e Corrispettivi” sono quelle definite con il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate n. 291241 del 5 novembre scorso, disponibile anche nell'area tematica della fatturazione elettronica accessibile dalla home page del sito internet dell'Agenzia delle entrate.

 

SEZIONALI IVA

Domanda: In vigenza del D.M. 23/1/2004 in presenza di alcune fatture elettroniche, per evitare di dover conservare anche quelle cartacee in modo sostitutivo, era stata individuata la possibilità di adottare numerazioni e/o annotazioni sezionali delle fatture elettroniche (circolare 36/E/2006 § 5.3, risoluzioni 161/E/2007 e 267/E/2007). Il D.M. 17/6/2014, a differenza del precedente decreto del 2004, non richiede espressamente l'obbligo di operare, per periodo d'imposta, la medesima modalità di conservazione per tutti i documenti rientranti nella medesima categoria. Ferma restando la facoltà per il contribuente, è corretto ritenere quindi che la suddetta adozione di sezionali non è più obbligatoria al fine di evitare di ricadere nell'obbligo di conservare in modo sostitutivo anche le fatture analogiche?

Risposta: In linea con la piena equiparazione tra fattura analogica ed elettronica, i contribuenti non sono tenuti ad adottare registri sezionali/sotto sezionali ai fini della registrazione e della conservazione delle fatture elettroniche e analogiche, potendo avvalersi di modalità di conservazione sia elettroniche - obbligatorie per le fatture elettroniche ai sensi dell'articolo 39 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 – sia analogiche. Inoltre, la numerazione delle fatture elettroniche e di quelle analogiche può, come già chiarito dalla risoluzione n. 1/E del 10 gennaio 2013, proseguire ininterrottamente, a condizione che sia garantita l'identificazione univoca della fattura, indipendentemente dalla natura analogica o elettronica. Così, ad esempio, alla fattura numero 1 analogica, possono succedere la numero 2 e 3 elettroniche, la numero 4 analogica e così via, senza necessità di ricorrere a separati registri sezionali, fermo restando il rispetto del sopra richiamato articolo 39.

 

CONSERVAZIONE A NORMA

Domanda: È previsto che la conservazione per 15 anni delle fatture XML da parte dell'Agenzia delle Entrate è necessario sottoscrivere un accordo di durata triennale, rinnovabile. Il rinnovo non è attualmente tacito e quindi l'Agenzia delle Entrate prevede un sistema di “allarme” prima della scadenza? E se il contribuente dimentica il rinnovo, quali sono le conseguenze? È possibile ratificare comunque l'allungamento della gestione di conservazione?

Risposta: Attraverso il servizio di conservazione elettronica offerto gratuitamente dall'Agenzia delle entrate – attivabile con la sottoscrizione della Convenzione nel portale “Fatture e Corrispettivi” – tutte le fatture elettroniche emesse e ricevute dal contribuente attraverso il Sistema di Interscambio sono automaticamente portate in conservazione, mantenute e rese disponibili all'utente per 15 anni, anche in caso di decadenza o recesso dal servizio. La durata della Convenzione è di 3 anni, quindi, per poter continuare a fruirne occorre una nuova sottoscrizione alla scadenza secondo le modalità previste dal portale “Fatture e Corrispettivi”. Nel predetto portale sarà implementato un servizio che metterà in evidenza all'operatore l'approssimarsi della scadenza della Convenzione. Qualora l'operatore rinnovi in ritardo la predetta Convenzione, una volta sottoscritta nuovamente la stessa, potrà portare in conservazione manualmente – mediante upload sempre nel portale “Fatture e Corrispettivi” – le singole fatture elettroniche emesse e ricevute nel lasso di tempo scoperto dalla Convenzione stessa.

 

DETRAZIONE IVA

Domanda: Risulta tuttora vigente il DPR 100/1998 che permette di portare in detrazione l'IVA emergente dalle fatture registrate riferibili al periodo precedente (mese o trimestre) entro il termine della liquidazione riferibile al detto periodo. Stante i tempi fisiologici del Sistema di interscambio, quindi, una fattura di acquisto del mese gennaio, pervenuta nei primi giorni di febbraio, può partecipare alla liquidazione del mese di gennaio?

Risposta: L'articolo 14 del decreto legge n. 119 del 23 ottobre scorso – attualmente in fase di conversione in legge – ha introdotto una modifica all'articolo 1, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100, stabilendo che – entro il giorno 16 di ciascun mese può essere esercitato il diritto alla detrazione dell'imposta relativa ai documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione, fatta eccezione per i documenti di acquisto relativi ad operazioni effettuate nell'anno precedente. Pertanto, ad esempio, per una fattura elettronica di acquisto che riporta la data del 30 gennaio 2019 ed è ricevuta attraverso il SdI il giorno 1 febbraio 2019, potrà essere esercitato il diritto alla detrazione dell'imposta con riferimento al mese di gennaio.

 

TRASMISSIONE DELLA FATTURA ELETTRONICA

Domanda: È possibile trasmettere al SdI la fattura emessa entro il termine della scadenza della liquidazione iva periodica? ad esempio, incasso il corrispettivo il 20 agosto, trasmetto la fattura entro il 15 settembre, con data documento (data emissione) 20 agosto, registro la fattura nel registro Iva acquisti con competenza agosto, verso l'Iva pagata correttamente il 16 settembre.

Risposta: Si, l'esempio riportato nel quesito risulta in linea con le disposizioni che consentono la disapplicazione delle sanzioni per il primo semestre 2019.

 

AUTOFATTURA AGRICOLTORI

Domanda: Un agricoltore che si avvale del regime di esonero e che splafona è soggetto alle sanzioni per omessa fatturazione perché non ha trasmesso le fatture al SdI?

Risposta: L'articolo 34, comma 6, del d.P.R. n. 633 del 1972 prevede, in caso di superamento del limite dei 7.000 euro di volume d'affari annuo, la cessazione del regime speciale dal periodo d'imposta successivo, a condizione che non sia superato il limite di un terzo delle cessioni di beni diversi da quelli cui si applica il regime speciale di cui al comma 1 del medesimo art. 34. In tale ultimo caso occorre, invece, annotare tutte le fatture emesse e ricevute in apposito registro. In nessun caso, tuttavia, muta in corso d'anno il regime IVA applicabile ai prodotti agricoli, di cui alla Tab. A, parte I, del d.P.R. n. 633 del 1972, che rimangono soggetti alla c.d. aliquota di compensazione, mentre alle cessioni di prodotti diversi si applica l'aliquota IVA propria del bene. Peraltro, atteso che le “autofatture” emesse dai committenti/cessionari e le fatture di acquisto dei soggetti in parola transitano comunque dal Sistema di Interscambio, si ritiene che nessuna ulteriore emissione di fattura debba essere effettuata dagli operatori agricoli che fuoriescono dal regime speciale.

 

CONTRIBUENTI IN REGIME DI VANTAGGIO

Domanda: Nel caso di superamento in corso d'anno di più del 50% del volume di euro 30.000 scatta l'obbligo di assoggettare ad Iva le operazioni anche precedentemente effettuate. Come va coordinata tale situazione con i nuovi obblighi di fatturazione attraverso il SdI, in particolare nel caso in cui – in via facoltativa – detto contribuente abbia già emesso fattura elettronica (anziché analogica) ma non soggetta a Iva (N2)?

Risposta: Nel caso prospettato nel quesito, l'operatore dovrà emettere una nota di variazione elettronica che riporti l'ammontare dell'IVA non addebitata nella originaria fattura elettronica. Dal punto di vista tecnico, si precisa che per la nota di variazione si può utilizzare la “fattura semplificata”. In particolare, sarà necessario:

  • inserire gli estremi della fattura che si vuole rettificare (blocco 2.1.2 della rappresentazione tabellare della fattura), per non violare il controllo sull'importo massimo;

  • valorizzare il dato dell'importo (elemento 2.2.2 della rappresentazione tabellare della fattura) e il dato dell'imposta (elemento 2.2.3.1 ) entrambi con l'importo della variazione;

  • non valorizzare il dato dell'aliquota (elemento 2.2.3.2 della rappresentazione tabellare).

 

MODULI POLIVALENTI RICEVUTE/FATTURE

Domanda: Quale sarà la sorte, dal 2019, dei moduli polivalenti delle ricevute/fatture fiscali acquistati presso le tipografie autorizzate e adottati in molti settori (alberghi, ristoranti, artigiani che prestano servizi in locali aperti al pubblico o presso i clienti e quant'altro)?

Risposta: Si premette che, a seguito delle semplificazioni introdotte con il dPR n. 696 del 1996, recante norme regolamentari per la semplificazione degli obblighi di certificazione dei corrispettivi, l'emissione ed il rilascio della ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale non è necessaria se, per la stessa operazione, sia stata emessa fattura ai sensi dell'articolo 21 del dPR n. 633 del 1972. Conseguentemente non ricorre più l'obbligo di utilizzo della “fattura-ricevuta fiscale” su prestampati fiscali di cui all'articolo 3 del decreto ministeriale 28 gennaio 1983. Ciò detto, l'articolo 1, comma 3, del D.Lgs. n. 127 del 2015 ha stabilito che per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, e per le relative variazioni, sono emesse esclusivamente fatture elettroniche utilizzando il Sistema di Interscambio. Conseguentemente, coloro che ancora utilizzano la “fattura-ricevuta”, dovranno emettere esclusivamente fatture elettroniche via SdI. I predetti stampati fiscali potranno essere utilizzati eventualmente solo dagli operatori esonerati dall'obbligo di fatturazione elettronica sempre ai sensi dell'articolo 1, comma 3, del D.Lgs. n. 127/15.

 

OPERAZIONI PRIVE DI CONTROPARTE (AUTOCONSUMO, AUTOFATTURA PER PASSAGGI INTERNI)

Domanda: I nuovi obblighi 2019 di fatturazione elettronica regolamentati dal provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 30/4/2018 riguardano anche le operazioni prive di controparte? Ci si riferisce, ad esempio, al caso dell'autoconsumo dell'imprenditore individuale, ovvero all'autofattura per passaggi interni fra contabilità separate.

Risposta: Le fatture utilizzate per documentare l'autoconsumo o il passaggio tra contabilità separate devono essere fatture elettroniche inviate al SdI.

 

OPERAZIONI CON L'ESTERO (CESSIONARI/COMMITTENTI ESTERI)

Domanda: Secondo la circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 13/E/2018, non è incompatibile con la decisione del Consiglio del 16 aprile 2018 la possibilità di indirizzare la fattura elettronica a cessionari e/o committenti “non residenti identificati in Italia”, sempre che sia assicurata loro, su richiesta, la possibilità di ottenere copia cartacea del documento. Al riguardo, si chiede di precisare se la fatturazione elettronica nei confronti di soggetti esteri identificati in Italia sia obbligatoria oppure facoltativa. Si chiede, inoltre, se i predetti soggetti siano tenuti ad attrezzarsi per poter ricevere la fattura elettronica (attivazione codice destinatario, apertura Pec, abilitazione Fisconline per accedere al cassetto fiscale) e, in caso di risposta affermativa, se debbano procedere alla conservazione elettronica ai sensi del dm 17 giugno 2014, oppure possano limitarsi a richiedere al fornitore la copia cartacea.

Risposta: I soggetti passivi IVA residenti e stabiliti in Italia hanno l'obbligo, dal 1° gennaio 2019, di emettere le fatture elettroniche via SdI anche nei confronti degli operatori consumatori finali (B2C), nei confronti degli operatori che rientrano nel regime di vantaggio e in quello forfettario e anche nei confronti dei soggetti identificati. Come precisato dal provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018, per trasmettere al Sistema di Interscambio le fatture elettroniche destinate ai predetti cessionari/committenti, il cedente/prestatore potrà inserire il valore predefinito “0000000” nel campo “codice destinatario” della fattura elettronica, salvo che il cliente non gli comunichi uno specifico indirizzo telematico (PEC o codice destinatario). Le fatture elettroniche trasmesse al SdI saranno poi messe a disposizione dei cessionari/committenti nelle loro specifiche aree riservate del sito dell'Agenzia delle entrate. Si ritiene opportuno, inoltre, che il cedente/prestatore consegni al cliente una copia della fattura elettronica inviata al SdI evidenziando a quest'ultimo che potrà acquisire l'originale del documento nella sua area autenticata del sito dell'Agenzia delle entrate. Gli operatori che rientrano nel regime di vantaggio o nel regime forfettario e gli operatori identificati (anche attraverso rappresentante fiscale) in Italia non hanno, invece, l'obbligo di emettere le fatture elettroniche e di conservarle elettronicamente.

 

FATTURAZIONE DIFFERITA

Domanda: Ai sensi dell'art. 21, comma 4, lett. a), del D.P.R. 633/72, è possibile ricorrere alla c.d. fattura differita anche per “le prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione”. Si chiede di conoscere il parere dell'Agenzia in merito alla idoneità di documenti quali la c.d. “fattura proforma” (o “avviso di parcella”), riportanti la descrizione delle prestazioni fornite, a supportare il differimento dell'emissione della fattura al giorno 15 del mese successivo a quello dell'incasso del corrispettivo.

Risposta: Come previsto dall'articolo 21, comma 4, lett. a), del D.P.R. 633/72, è possibile emettere fatture differite per le prestazioni di servizi: un documento come la c.d. “fattura proforma”, contenente la descrizione dell'operazione, la data di effettuazione e gli identificativi delle parti contraenti, può certamente essere idoneo a supportare il differimento dell'emissione della fattura elettronica.

 

INVERSIONE CONTABILE

Domanda: Posto che le fatture elettroniche non sono modificabili, si chiede di sapere se, nei casi in cui il debitore dell'imposta sia il cessionario/committente, sia indispensabile che questi, ai fini dell'assolvimento del tributo, provveda a generare un documento informatico riportante l'integrazione della fattura del fornitore, da associare alla fattura stessa, oppure possa ritenersi sufficiente che gli elementi per il calcolo dell'imposta dovuta emergano direttamente ed esclusivamente dalla registrazione della fattura ai sensi dell'art. 23, D.P.R. n. 633/72.

Risposta: Per quanto riguarda le operazioni in reverse charge bisogna fare una distinzione di base. Per gli acquisti intracomunitari e per gli acquisti di servizi extracomunitari, l'operatore IVA residente o stabilito in Italia sarà tenuto ad effettuare l'adempimento della comunicazione dei dati delle fatture d'acquisto ai sensi dell'art. 1, comma 3bis, del D.Lgs. n. 127/15. Per gli acquisti interni per i quali l'operatore IVA italiano riceve una fattura elettronica riportante la natura “N6” in quanto l'operazione è effettuata in regime di inversione contabile, ai sensi dell'articolo 17 del d.P.R. n. 633/72, l'adempimento contabile previsto dalle disposizioni normative in vigore prevede una “integrazione” della fattura ricevuta con l'aliquota e l'imposta dovuta e la conseguente registrazione della stessa ai sensi degli articoli 23 e 25 del d.P.R. n. 633/72. Al fine di rispettare il dettato normativo, l'Agenzia ha già chiarito con la circolare 13/E del 2 luglio 2018 che una modalità alternativa all'integrazione della fattura possa essere la predisposizione di un altro documento, da allegare al file della fattura in questione, contenente sia i dati necessari per l'integrazione sia gli estremi della stessa. Al riguardo, si evidenzia che tale documento – che per consuetudine viene chiamato “autofattura” poiché contiene i dati tipici di una fattura e, in particolare, l'identificativo IVA dell'operatore che effettua l'integrazione sia nel campo del cedente/prestatore che in quello del cessionario/committente – può essere inviato al Sistema di Interscambio e, qualora l'operatore usufruisca del servizio gratuito di conservazione elettronica offerto dall'Agenzia delle entrate, il documento verrà portato automaticamente in conservazione.

 

 

 

 

 

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