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rocciconsulenze.it - News

L’Agenzia delle entrate è intervenuta sul tema della fatturazione elettronica con il provvedimento n. 89757/2018 e con la circolare 8/E/2018 del 30/04/2018.

Il provvedimento tratta delle regole di emissione e ricezione delle fatture elettroniche. La circolare, invece, si occupa delle misure introdotte in tema di cessione di carburanti e delle relative modalità di pagamento e fatturazione.

 

Provvedimento n. 89757/2018

Il provvedimento n. 89757/2018 annuncia importanti novità finalizzate a semplificare il processo di emissione e gestione della e-fattura.

Le fatture elettroniche potranno essere generate con strumenti resi disponibili gratuitamente dall’Agenzia (una procedura web, una app e un software da installare su pc) o con software di mercato. Le e-fatture viaggeranno tramite il Sistema di Interscambio (SdI) e potranno essere trasmesse, anche tramite intermediari, via posta elettronica certificata oppure utilizzando le stesse procedure web e app; in alternativa, previo accreditamento al SdI, potranno essere inviate tramite un “web service” o per mezzo di un sistema di trasmissione dati tra terminali remoti (FTP). In caso di superamento dei controlli minimi su alcuni dati obbligatori della fattura, sarà recapitata - entro 5 giorni - una “ricevuta di consegna” del file della fattura elettronica al soggetto che lo ha inviato e la fattura si considererà emessa.

Se la fattura elettronica è destinata a un consumatore finale, un soggetto Iva che rientra nei regimi agevolati di vantaggio o forfettario o dell’agricoltura, l’emittente potrà valorizzare solo il campo “Codice Destinatario” con un codice convenzionale e la fattura sarà recapitata al destinatario attraverso la messa a disposizione del file in un’apposita area web riservata dell’Agenzia delle Entrate. Della stessa semplificazione potrà usufruire anche il cessionario/committente Iva che non si trovi nelle condizioni di poter utilizzare, né direttamente né tramite un intermediario appositamente delegato, i canali standard per la ricezione (Pec, web service, Ftp): troverà le fatture nell’apposita area web riservata dell’Agenzia.

I cedenti/prestatori e i cessionari/committenti residenti, stabiliti o identificati in Italia possono conservare elettronicamente le fatture elettroniche e le note di variazione trasmesse e ricevute attraverso il Sistema di interscambio, utilizzando il servizio di conservazione elettronica, conforme a quanto previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale (Cad), gratuitamente messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, dopo aver aderito, anche tramite intermediari, all’accordo di servizio pubblicato nell’area riservata del sito web dell’Agenzia. L’Agenzia metterà, inoltre, a disposizione un servizio di ricerca, consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche emesse e ricevute all’interno di un’area riservata del sito.

Tutte le modalità di trasmissione avverranno attraverso protocolli sicuri su rete internet, come descritto nelle specifiche tecniche allegate al provvedimento. Inoltre, la consultazione degli archivi informatici dell’Agenzia delle Entrate è garantita da misure di sicurezza che prevedono un sistema di profilazione, identificazione, autenticazione e autorizzazione dei soggetti abilitati alla consultazione, di tracciatura degli accessi effettuati, con indicazione dei tempi e della tipologia delle operazioni svolte.

 

Circolare 8/E/2018

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato anche una circolare sulle ultime novità in tema di fatturazione e pagamento per la cessione di carburanti interessati dall’e-fattura a partire dal prossimo luglio. Nel documento di prassi vengono, inoltre, forniti primi chiarimenti sull’ambito applicativo delle nuove regole sui contratti d’appalto.

In considerazione dell’approssimarsi del 1° luglio 2018, data dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica per le “cessioni di benzina o di gasolio destinati a essere utilizzati come carburanti per motori” (articolo 1, comma 917, L. 205/2017), l’Agenzia delle entrate ha fornito importanti chiarimenti sul punto con la circolare 8/E/2018.

La circolare in sintesi:

  1. l’obbligo di fatturazione elettronica nel periodo 01.07.2018-31.12.2018 riguarderà esclusivamente le cessioni di benzina e gasolio per motori a uso autotrazione.
  2. sono esonerati dall’obbligo della fatturazione elettronica coloro che applicano il regime forfetario o il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità;
  3. la fattura elettronica dovrà essere emessa secondo le ordinarie regole, pertanto non è prevista l’indicazione di elementi come ad targa o altro estremo identificativo del veicolo al quale sono destinati (come previsto per la c.d. “scheda carburante”). Tali elementi identificativi (targa, modello, ecc.) non dovranno necessariamente essere riportati nelle fatture elettroniche, salvo che il contribuente non ritenga comunque opportuno esporli per esigenze gestionali;
  4. se sono effettuate più operazioni, tutte da esporre in un’unica fattura, ma solo alcune di esse soggette all’obbligo di fatturazione elettronica, quest’ultima forma si rende obbligatoria per l’intero documento (esempio: acquisto di carburante e piccoli interventi di riparazione o lavaggio del veicolo);
  5. potrà essere emessa in formato elettronico anche la fattura differita, se le cessioni sono state tutte accompagnate da un documento di trasporto o da altro documento, analogico o digitale, idoneo a identificare il momento dello scambio e le parti (la circolare precisa che, come documenti, potranno essere utilizzati anche i buoni consegna rilasciati dalle attrezzature automatiche);
  6. la detraibilità dell’Iva e la deducibilità del costo sarà subordinata al ricorso di strumenti di pagamento tracciabili. Tale obbligo di tracciabilità troverà applicazione anche in tutti i casi in cui il pagamento avviene in un momento diverso dalla cessione. N.B.:  tale obbligo di pagamento non si accompagna necessariamente all’obbligo della fatturazione elettronica, con riferimento al quale è sempre necessario far riferimento alla disciplina Iva. Esempio: se vengono emessi dei buoni carburanti o carte ricaricabili che consentono al cliente di rifornirsi di carburante presso un qualsiasi distributore della rete, la fattura elettronica dovrà essere emessa al momento di ricarica della carta o di acquisto del buono; se, invece, la carta consente l’acquisto presso soggetti diversi oppure l’acquisto di diversi beni o servizi, dovrà essere qualificata come un semplice documento di legittimazione, la cui cessione non è soggetta ad Iva e non richiede l’emissione della fattura elettronica al momento del pagamento con strumenti tracciabili. Considerata tuttavia la circostanza che in passato erano stati forniti chiarimenti diversi, non troveranno comunque applicazione sanzioni fino al prossimo 31 dicembre 2018

 

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Aree colpite dai terremoti 2016 e 2017, la Commissione europea approva il regime di sostegno (fonte: www.sviluppoeconomico.gov.it)

"La Commissione europea ha stabilito che il regime di aiuto volto a sostenere nuovi investimenti nelle regioni del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e del 2017 è in linea con le norme dell'Unione in materia di aiuti di Stato. L’incentivo assume la forma di un credito d'imposta per tutte le imprese che effettuano, a partire dalla data di approvazione del regime (in pratica da oggi) investimenti iniziali nella zona. Sono interessati tutti i 140 comuni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria inclusi nelle liste dei comuni colpiti dai terremoti del 2016 e del 2017. Il sostegno alle grandi imprese sarà consentito solo per la costituzione di una nuova impresa, la diversificazione dell'attività di un'impresa o l'acquisizione degli attivi di un'impresa che ha chiuso. Il regime, che ha una dotazione complessiva di 43,9 milioni di euro, coprirà il periodo 2018-2019, ma, in considerazione della sua data di entrata in vigore, la Commissione si è dichiarata fin da ora d’accordo per una sua estensione fino al 2020. L’incentivo approvato mira a integrare le misure di compensazione già in essere, per attenuare i danni economici e sociali subiti nelle zone colpite sotto forma di forte calo del Pil e pesante perdita di posti di lavoro. Per maggiori informazioni: Comunicato della Commissione europea"

 

Credito d’imposta 2018-2020 per investimenti nel cratere sismico 2016

E’ un’agevolazione per le aree de cratere sismico introdotta con la conversione in legge del D.L. n. 8/2017 che ha integrato il testo con l’articolo 18-quater dal titolo Credito d’imposta per investimenti.

"Art. 18-quater. (Credito d'imposta per investimenti nelle regioni
dell'Italia centrale colpite dagli eventi sismici). - 1.  Nei  Comuni
delle Regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo  colpiti  dagli  eventi
sismici succedutisi dal 24 agosto 2016, di cui agli allegati 1 e 2 al
decreto-legge  n.  189  del  2016,  il  credito  d'imposta   di   cui
all'articolo 1, commi 98 e seguenti, della legge 28 dicembre 2015, n.
208, fino al 31 dicembre 2018 e' attribuito nella misura del  25  per
cento per le grandi imprese, del 35 per cento per le medie imprese  e
del 45 per cento per le piccole imprese. 
    2. In relazione agli interventi di cui al comma 1  si  applicano,
in quanto compatibili, le disposizioni dell'articolo 1,  commi  98  e
seguenti, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. 
    3. La disposizione di cui al comma 1  del  presente  articolo  e'
notificata, a cura  del  Ministero  dello  sviluppo  economico,  alla
Commissione europea ai sensi  dell'articolo  108,  paragrafo  3,  del
Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. 
    4. Agli oneri derivanti dal presente  articolo,  valutati  in  20
milioni di euro per l'anno 2017 e in 23,9 milioni di euro per  l'anno
2018, si provvede mediante corrispondente riduzione  della  dotazione
del Fondo per interventi strutturali di  politica  economica  di  cui
all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307."

Le norma estende agli investimenti effettuati (fino al 31 dicembre 2018) dalle imprese nei comuni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici del 2016 il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi nel Mezzogiorno, disciplinato dalla legge di stabilità 2016 (articolo 1, commi 98 e successivi, della legge n. 208 del 2015 e successivamente modificato dall’articolo 7-quater del D.L. n. 243 del 2016). 

Beneficiari: società e enti titolari di reddito d’impresa ubicate nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo) e nei Comuni delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria colpiti dal sisma ad agosto ed ottobre 2016.

Investimenti agevolabili: acquisto macchinari, impianti e attrezzature (nuovi, no usato) per

  • la creazione di un nuovo stabilimento,
  • l’ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente,
  • diversificare la produzione di uno stabilimento al fine di ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente,
  • un cambiamento del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente.

Agevolazioni: a chi investe viene riconosciuto un credito d’imposta da utilizzare in compensazione in dichiarazione dei redditi. L’entità dell’agevolazione varia in relazione alle dimensioni aziendali:

  • 45% PMI,
  • 35% Medie Imprese,
  • 25% Grandi Imprese. 

Il limite massimo per ciascun progetto d’investimento è

  • 3.000.000 per le PMI,
  • 10.000.000 per le medie imprese,
  • 15.000.000 per le grandi imprese.

Il credito d’imposta è commisurato alla quota del costo complessivo degli investimenti, al lordo degli ammortamenti fiscali dedotti nel periodo d’imposta per beni appartenenti alle medesime categorie di quelli oggetto dell’investimento (macchinari, impianti e attrezzature), con esclusione comunque degli ammortamenti relativi al bene agevolato,

Alle imprese attive nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, nel settore della pesca e dell’acquacoltura, e nel settore della trasformazione e della commercializzazione degli stessi gli aiuti sono concessi nei limiti e alle condizioni previsti dalla normativa europea in materia di aiuti di Stato nei settori agricolo, forestale e delle zone rurali e ittico.

Come accedere all’agevolazione: è prevista una comunicazione preventiva per la fruizione del credito d’imposta che deve essere presentata su apposito modello all’Agenzia delle Entrate esclusivamente in via telematica. Se la comunicazione si riferisce a più progetti d’investimento, per ogni progetto va compilato un distinto modulo. Il credito d’imposta, una volta concesso, deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale sono stati sostenuti i costi.

 

 

 

Nuovo bando per il 2018 destinato alle imprese colpite dal sisma. 


La Camera di Commercio di Macerata intende continuare a sostenere la ripresa produttiva dell’area colpita dagli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016 con contributi a fondo perduto, nell’ambito dell’iniziativa del Fondo di Solidarietà dell’ Unioncamere, al fine di riparare ai gravi danni occorsi ai beni mobili strumentali, alle scorte delle attività produttive industriali, agricole, zootecniche, commerciali, artigianali, turistiche, nonché, in caso di loro delocalizzazione per le spese relative a interventi su macchinari, attrezzature ed impianti, volti a ripristinare la piena funzionalità dell’impresa ed infine alle spese tecniche documentate e riferite alla delocalizzazione per il riavvio dell’impresa.

La dotazione finanziaria prevista per tale intervento è pari a € 480.135,75 ed i contributi saranno erogati fino ad esaurimento della predetta somma.

Le domande di contributo dovranno essere compilate esclusivamente sull'apposito modello di domanda, sottoscritte in formato digitale dal legale rappresentante del soggetto richiedente e spedite ESCLUSIVAMENTE, a pena di nullità, via PEC all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Modulistica:

Bando 
Domanda [docx]
Allegati 


 
Le domande possono essere trasmesse a partire dalle 00,00 dell'11 aprile 2018 e fino alle 24,00 del 31 dicembre 2018. Saranno escluse le domande spedite prima del termine iniziale e dopo il termine finale. Saranno inoltre escluse le domande pervenute nei termini a partire dal momento in cui saranno esaurite le risorse disponibili. Per ogni informazione ulteriore si invita a consultare il bando e la modulistica e a contattare l'Ente all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

La Cassazione, con l’ordinanza n. 9433/18, ha stabilito che, ai fini delle agevolazioni fiscali cosiddette “prima casa”, il termine di 18 mesi previsto dalle norme per il trasferimento della residenza inizia a decorrere dalla data del rogito, anche se l’immobile è in corso di costruzione.

Sintesi dei fatti. L’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso avverso la sentenza con cui la Commissione Tributaria Regionale della Toscana ha dato regione a un contribuente che ha atteso l’ultimazione dei lavori di costruzione dell’immobile per trasferire la propria residenza, come previsto dalla disciplina delle agevolazioni fiscali “prima casa”. La CTR ha ritenuto che il termine di 18 mesi per il trasferimento della residenza presso il Comune ove è ubicato l’immobile rispetto al quale il contribuente aveva richiesto le agevolazioni “prima casa” decorresse dall’ultimazione dei lavori, cioè dal momento in cui si ottiene la certificazione di regolare ultimazione dei lavori, invece che dalla stipulazione dell’atto. La Cassazione ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate e ha ribadito che “in tema di imposta di registro, la fruizione delle agevolazioni cosiddette "prima casa" postula, nel caso di acquisto di immobile ubicato in un comune diverso da quello di residenza dell'acquirente, che quest'ultimo trasferisca ivi la propria residenza entro il termine di diciotto mesi dall'atto, altrimenti verificandosi l'inadempimento di un vero e proprio obbligo del contribuente verso il fisco, con conseguente decadenza dal beneficio, provvisoriamente accordato dalla legge, salva la ricorrenza di una situazione di forza maggiore, caratterizzata dalla non imputabilità al contribuente e dall'inevitabilità ed imprevedibilità dell'evento, la cui ricorrenza va esclusa in caso di mancata ultimazione di un appartamento in costruzione, atteso che, in assenza di specifiche disposizioni, non vi è ragione di differenziare il regime fiscale di un siffatto acquisto rispetto a quello di un immobile già edificato” (Cass. n. 7067/2014). Secondo la Cassazione, la CTR di Firenze commette un errore limitandosi a considerare lo stato dell’immobile (in costruzione) oggetto dell’agevolazione senza ricercare una specifica e obiettiva causa di forza maggiore e sostenendo che il termine di diciotto mesi avrebbe dovuto tener conto delle “lungaggini” burocratiche. La Suprema Corte ha deciso la causa nel merito e ha respinto il ricorso introduttivo del contribuente, condannandolo al pagamento delle spese del giudizio di legittimità.

 

 

 

Nel settore edile le prestazioni di servizi sono soggette a particolari disposizioni in materia IVA.

Al regime del “reverse charge” (art. 17, co. 6, lett. a, D.P.R. 633/1972) applicabile alle “prestazioni di servizi, compresa la prestazione di manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l’attività di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell’appaltatore principale o di un altro subappaltatore”, si è aggiunta, attraverso la Legge di Stabilità 2015, una ulteriore categoria di servizi relativi ad edifici soggetta al medesimo meccanismo di inversione contabile (Circolare Agenzia delle Entrate 14/E/2015).

Tale ulteriore categoria soggetta al meccanismo del reverse charge (art. 17, co. 6, lett. a-ter, D.P.R. 633/1972) riguarda le “prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici”.

La disciplina di cui alla lettera a) è circoscritta alle prestazioni rese dal subappaltatore nei confronti dell’appaltatore o di un altro subappaltatore. Il meccanismo dell’inversione contabile trova applicazione solo in presenza di un contratto di subappalto e relativamente alle attività identificate dalla sezione F della codifica ATECO 2007

La disciplina di cui alla lettera a-ter) è applicabile alle sole prestazioni di “pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento” riferite ad “edifici” (sono esclusi i terreni). Il reverse charge riguarda non soltanto le opere effettuate nei contratti di subappalto, ma tutte le prestazioni rese nei rapporti B2B, anche nei confronti dei committenti che non operano nel settore edile o dei contraenti generali (indipendentemente dal settore di appartenenza e dal “proprio” codice ATECO). In questo caso è determinante il tipo di prestazione effettuata tra soggetti passivi IVA.

I seguenti codici ATECO individuano le prestazioni che, svolte tra soggetti passivi IVA (B2B) e a prescindere dall’attività (codice ATECO) da essi esercitata, rientrano nel meccanismo dell’inversione contabile:

Servizi di pulizia

43.39 – Pulizia di nuovi edifici dopo la costruzione (trattasi di altri lavori di completamento e rifinitura);

43.99.01 – Pulizia a vapore, sabbiatura e attività simili per pareti esterne di edifici;

81.21.00 – Pulizia generale (non specializzata) di edifici;

81.22.02 – Altre attività di pulizia specializzata di edifici e di impianti e macchinari industriali (escludendo la pulizia di impianti e macchinari);

81.29.10 – Servizi di disinfestazione (con esclusivo riferimento a edifici).

Servizi di demolizione

43.11.00 – Demolizione (esclusione della demolizione di altre strutture).

Installazione di impianti

43.21.01 – Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione (inclusa manutenzione e riparazione);

43.21.02 – Installazione di impianti elettronici (inclusa manutenzione e riparazione);

43.22.01 – Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria in edifici o in altre opere di costruzione;

43.22.02 – Installazione di impianti per la distribuzione del gas (inclusa manutenzione e riparazione);

43.22.03 – Installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la manutenzione e riparazione);

43.22.04 – Installazione di impianti di depurazione per piscine (inclusa manutenzione e riparazione);

43.22.05 – Installazione di impianti di irrigazione per giardini (inclusa manutenzione e riparazione);

43.29.01 – Installazione, riparazione e manutenzione di ascensori e scale mobili;

43.29.02 – Lavori di isolamento termico, acustico o antivibrazioni;

43.29.09 – Altri lavori di costruzione e installazione n.c.a. (solo se riferite ad edifici);

Completamento

43.31.00 – Intonacatura e stuccatura;

43.32.01 – Posa in opera di casseforti, forzieri, porte blindate;

43.32.02 – Posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili;

43.33.00 – Rivestimento di pavimenti e di muri

43.34.00 - Tinteggiatura e posa in opera di vetri

43.39.01 – Attività non specializzate di lavori edili – muratori

43.39.09 - Altri lavori di completamento e finitura di edifici

 

Devono invece ritenersi escluse le prestazioni di servizi riconducibili ad altre tipologie di contratti, quali quelli di trasporto o di prestazione d’opera intellettuale.

Attenzione: come chiarito nella circolare dell’Agenzia delle Entrate 14/E/2015, per entrambe le fattispecie (sia per la lettera a) che per la lettera a-ter) il reverse charge si applica alle sole prestazioni di servizi, essendo escluse, tra l’altro, le cessioni di beni con posa in opera.

Sempre nella circolare 14/E/2015, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che rientra a pieno titolo nella nuova disciplina del “reverse charge” nel comparto edile:

  • l’appalto avente ad oggetto prestazioni di completamento di un edificio rese nei confronti di un’impresa di costruzioni;
  • un servizio di pulizia reso da un’impresa nei confronti di uno studio professionale.

Devono, invece, ritenersi escluse dalla disciplina del “reverse charge”:

  • le attività di costruzione di un edificio, per le quali continuerà a trovare applicazione il meccanismo del “reverse charge” solo in presenza di prestazioni dipendenti da subappalto, rese nei confronti di un appaltatore, ai sensi della lett. a), dell’art. 17, co. 6, D.P.R. 633/1972;
  • le forniture di beni con posa in opera, in quanto tali operazioni, ai fini Iva, costituiscono cessioni di beni e non prestazioni di servizi, quando la posa in opera assume una funzione accessoria rispetto alla cessione del bene (circolare 14/E/2015).

Sono escluse, quindi, dal meccanismo del “reverse charge” di cui all’art. 17, co. 6, lett. a-ter), D.P.R. 633/1972, analogamente a quanto già previsto “per le prestazioni di servizi rese da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l’attività di costruzione o ristrutturazione di immobili” (a cui si rimanda per un maggior approfondimento), le forniture di beni con posa in opera poiché tali operazioni, ai fini Iva, costituiscono cessioni di beni e non prestazioni di servizi.

 

Come si emette la fattura in questi casi?

Gli operatori coinvolti dovranno comportarsi nel seguente modo:

  • il prestatore, emette fattura (nei termini ordinari) senza addebitare l’imposta, inserendo una dicitura come la seguente “Prestazione soggetta al meccanismo di inversione contabile, articolo 17, comma 6 lett. a (oppure a-ter) DRP 633/1972”;
  • il committente soggetto passivo, entro il mese di ricevimento (oppure anche successivamente ma comunque entro 15 giorni e con riferimento al mese di ricevimento) integra la fattura ricevuta con l’indicazione dell’aliquota Iva e della relativa imposta, e la registra nel registro vendite/corrispettivi, assolvendo così l’imposta. La medesima fattura va poi annotata anche nel registro acquisti per la detrazione dell’imposta assolta. Nel caso in cui il committente effettui soltanto operazioni attive esenti, non avrà la facoltà di detrarsi l’Iva relativa all’acquisto, e quindi si troverà nella situazione di dover versare l’Iva a suo debito relativa all’operazione.

 

ATTENZIONE ALLE SANZIONI: Con la circolare n. 16/E del 10/05/2017 l'Agenzia delle Entrate ha chiarito il trattamento sanzionatorio previsto per ogni tipo di violazione in materia di reverse charge. Risultano colpite più duramente sono le violazioni commesse con un intento di evasione o di frode oppure che comportano l’occultamento dell’operazione o un debito d’imposta, mentre vengono punite in modo più mite le fattispecie irregolari per le quali l’imposta risulta comunque assolta.

Ecco una sintesi delle possibili fattispecie:

  • quando l’operazione rientra nell’inversione contabile ma per errore il cedente/prestatore ha emesso fattura con addebito di Iva come per un’operazione ordinaria, se l’imposta è stata assolta seppur in modo irregolare (cioè se la fattura è stata registrata dal cedente e l’imposta è confluita nella liquidazione periodica) si applica una sanzione fissa da 250 euro a 10mila euro. In un’ottica di semplificazione, non occorre che il cessionario o committente regolarizzi l’operazione ed è fatto salvo il diritto alla detrazione.
  • Stessa sanzione anche quando l’Iva, anziché essere assolta in via ordinaria, è stata sottoposta a reverse charge da parte del cessionario o committente.Anche in questo caso, se l’imposta è stata comunque assolta nonostante l’errore, il diritto di detrazione per il cessionario è salvo e il cedente o prestatore non è obbligato a versare l’Iva. Non deve trattarsi, però, di ipotesi palesemente estranee al regime dell’inversione contabile. In entrambi i casi la sanzione si applica in via solidale a cedente e cessionario e non scatta per singola fattura errata, ma una sola volta per ogni liquidazione periodica con riferimento a ciascun fornitore.
  • Quando il reverse charge viene applicato a operazioni che sono esenti, non imponibili, non soggettead imposta o inesistenti, il debito d’imposta e la relativa detrazione si annullano. In sede di accertamento, infatti, vengono espunti sia il debito sia il credito d’imposta confluiti nella liquidazione periodica. In caso di operazioni inesistenti, però, si applica la sanzione, compresa tra il 5 e il 10% dell’imponibile, con un minimo di 1.000 euro.

Le disposizioni previste per le sanzioni (decreto n. 158/2015) sono entrate in vigore 01/01/2016. Per il principio del favor rei le nuove regole trovano applicazione anche per le violazioni commesse fino al 31/12/2015, purché non siano stati emessi atti che si sono resi “definitivi” anteriormente al 01/01/2016.

 

 

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