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rocciconsulenze.it - News

 

E stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 210 del 10 settembre 2018 il D. Lgs. 105/2018 contenente le disposizioni integrative e correttive del Codice del Terzo settore (approvato lo scorso anno con il D. Lgs. 117/2017).

Le onlus, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale hanno tempo fino al 3 agosto 2019 per adeguare i propri statuti, con le maggioranze previste per l’assemblea ordinaria, alle nuove disposizioni contenute nel codice del Terzo settore o per introdurre clausole che escludono l’applicazione di nuove disposizioni derogabili (articolo 32, modifica dell’articolo 101, D. Lgs 117/2017).

Il Dlgs 105/2018 modifica l’intero quadro normativo delineato dal Codice del Terzo settore, coinvolgendo sia gli aspetti civilistici sia quelli fiscali e contabili.

Ecco una sintesi di alcune novità dal punto di vista della normativa tributaria:

  • attività di interesse generale: l’attività propria degli enti del Terzo settore (elemento distintivo e qualificante delle organizzazioni non profit) deve essere svolta in via “esclusiva o principale” (articolo 2, modifica dell’articolo 4, Dlgs 117/2017);

  • scritture contabili e bilancio: viene delineato il contenuto delle disposizioni in materia di scritture contabili e modalità di redazione e deposito del bilancio di esercizio da parte degli enti del Terzo settore, anche per esigenze di coordinamento con la disciplina fiscale (articolo 4, modifica dell’articolo 13, Dlgs 117/2017);

  • disposizioni in materia di imposte sui redditi: si considerano entrate derivanti da attività non commerciali i contributi, le sovvenzioni, le liberalità, le quote associative dell’ente e ogni altra entrata assimilabile alle precedenti (compresi i proventi e le entrate considerate non commerciali ai sensi dei commi 2, 3 e 4 dell’articolo 79, Dlgs 117/2017) tenuto conto altresì del valore normale delle cessioni o prestazioni afferenti le attività svolte con modalità non commerciali; il mutamento della qualifica, da ente di terzo settore non commerciale a ente di terzo settore commerciale, opera a partire dal periodo d’imposta in cui l’ente assume natura commerciale (articolo 23, modifica dell’articolo 79, Dlgs 117/2017);

  • regime forfetario degli enti del Terzo settore non commerciali: viene aggiornato il riferimento normativo relativo agli indici sintetici di affidabilità fiscale, dalla cui disciplina sono esclusi gli enti che optano per il regime forfetario (articolo 24, modifica dell’articolo 80, Dlgs 117/2017);

  • social bonus: per quanto riguarda il credito d’imposta a favore di coloro che effettuano erogazioni liberali in denaro per gli enti del Terzo settore non commerciali che abbiano predisposto un progetto per sostenere il recupero degli immobili pubblici inutilizzati e dei beni confiscati alla criminalità organizzata (social bonus), è previsto che i destinatari delle erogazioni liberali utilizzano gli immobili da recuperare esclusivamente (e non in via prevalente) per lo svolgimento di attività di interesse generale con modalità non commerciali (articolo 25, modifica dell’articolo 81, Dlgs 117/2017);

  • disposizioni in materia di imposte indirette e tributi locali: gli atti costitutivi, e quelli connessi allo svolgimento delle attività delle organizzazioni di volontariato, sono esenti dall’imposta di registro (articolo 26, modifica dell’articolo 82, Dlgs 117/2017);

  • detrazioni e deduzioni per erogazioni liberali: ferma restando la non cumulabilità della detrazione del 30% e della deduzione del 10% per le erogazioni liberali in denaro o in natura a favore degli enti del Terzo settore non commerciali, coloro che effettuano tali erogazioni liberali non possono cumulare la detrazione e la deduzione con altra agevolazione fiscale dello stesso tipo prevista da altre disposizioni di legge a fronte delle stesse erogazioni (articolo 27, modifica dell’articolo 83, Dlgs 117/2017);

  • regime fiscale delle organizzazioni di volontariato: la previsione secondo cui i redditi degli immobili, destinati in via esclusiva allo svolgimento di attività non commerciale da parte delle organizzazioni di volontariato, sono esenti dall’Ires viene estesa anche alle organizzazioni di volontariato che, a seguito di trasformazione in enti filantropici, sono iscritte nella specifica sezione del Registro unico nazionale del Terzo settore (articolo 28, modifica dell’articolo 84, Dlgs 117/2017);

  • tenuta e conservazione delle scritture contabili degli enti del Terzo settore: la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’ente deve essere distintamente rappresentata nel bilancio di esercizio (in luogo di un apposito documento); gli enti del Terzo settore non commerciali, che non applicano il regime forfetario, possono tenere per l’anno successivo, in luogo delle scritture contabili, il rendiconto di cassa qualora non abbiano conseguito in un anno proventi di ammontare superiore a 220mila euro (in luogo di 50mila); viene esteso a sei mesi (in luogo di quattro) il termine per il deposito del rendiconto specifico per le raccolte fondi (articolo 30, modifica dell’articolo 87, Dlgs 117/2017);

  • coordinamento normativo: il decreto correttivo introduce diverse previsioni di coordinamento della disciplina del codice del Terzo settore con la normativa vigente in materia di imposte dirette, Iva e di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare (articolo 31).

 

 

Modifiche alla normativa sulla privacy in vigore dal 19 settembre 2018

E' stato pubblicato in GU il nuovo codice della privacy, con l'obiettivo di adeguare la normativa italiana alle disposizioni GDPR. 

Entrerà in vigore il 19 settembre 2018 il Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n. 101, recante disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 205 del 4 settembre 2018.

Il provvedimento, composto da 27 articoli, definisce il significato di “comunicazione” e di “diffusione” dei dati personali e affida al Garante della Privacy il compito di promuovere l’adozione di regole deontologiche che dovranno essere oggetto di consultazione pubblica, per almeno 60 giorni, prima di essere approvate.

 Principali novità:

  • consenso al trattamento dei dati da parte dei minori di 14 anni,
  • adozione di misure di sicurezza basate sulle tecniche di cifratura e cosiddetta pseudonomizzazione,
  • eredità del dato in caso di decesso.

 

VECCHIA DISCIPLINA “ITALIANA” vs NUOVA DISCIPLINA “UE”

Il decreto costituisce una sorta di raccordo tra la privacy “italiana” e quella “europea”:

  • resta in vigore, con diverse correzioni, il codice della privacy (dlgs 196/2003);
  • affida al Garante della privacy il compito di setacciare le autorizzazioni generali ed un taluni codici deontologici,
  • istituisce misure di garanzia per settori particolarmente delicati (dati genetici, biometrici e relativi alla salute).

E’ prevista l’emanazione di misure di semplificazione per le piccole e medie imprese: L’art. 154-bis del codice della privacy, introdotto dall’art. 14 del decreto 101/2018 prevede che in considerazione delle esigenze di semplificazione delle micro, piccole e medie imprese, il garante ha il compito di promuovere modalità semplificate di adempimento degli obblighi del titolare del trattamento.

N.B.: Il decreto contiene, a riguardo delle sanzioni amministrative, un invito al Garante di tenere conto nei primi otto mesi che siamo nella fase di prima applicazione.

 

Altri articoli sulla "nuova privacy":

 

L'art. 11 del D.L. n. 87/2018 (c.d. Decreto Dignità, convertito nella L. 09/08/2018, n. 96, pubblicata sulla GU Ufficiale 11/08/2018, n. 186) mette mano alle scadenze relative alla trasmissione telematica delle fatture emesse e ricevute, cioè allo spesometro.

Sono state confermate le scadenze relative allo spesometro semestrale:

  • 30/09/2018 per il primo semestre 2018;
  • 280/20/2019 per il secondo semestre 2018.

Tale intervento opera sul dato normativo precedente, pertanto la comunicazione semestrale appare ancora una facoltà.

Il calendario delle scadenze risulta leggermente modificato. La prima scadenza dell’anno è stata quella del 31/05/2018, termine entro cui bisognava inviare lo spesometro del primo trimestre 2018. Tale scadenza ha natura facoltativa perché a maggio i contribuenti hanno potuto esercitare l’opzione per l’invio dello spesometro semestrale, esercitabile con comportamento concludente (cioè non inviando nulla e inviando successivamente lo spesometro semestrale). Per quanto riguarda il secondo trimestre o il primo semestre il termine resta invariato ed è fissato al 30/09/2018.

In merito alle istruzioni e ai dati obbligatori da trasmettere con lo spesometro, il DL 148/2017 ha semplificato le informazioni da inviare in modalità telematica.

Il Decreto si è limitato ad introdurre una proroga della scadenza del terzo trimestre rinviata dal 30/11/2018 al 28/02/2019. In merito alle scadenze dello spesometro semestrale, invece, non sono state introdotte novità.

ATTENZIONE: lo spesometro verrà abolito dal 01/01/2019 per effetto dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica, ma resterà in vita per le operazioni con l’estero (provvedimento delle Entrate del 30 aprile 2018).

In sintesi:

  • entro il prossimo 01/10/2018 (il 30/09/2018 cade in domenica) deve essere effettuata la trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute nel primo semestre 2018;
  • il 28/02/2019scadrà il termine per la trasmissione dei dati delle fatture relative al secondo semestre 2018, anche scomposte in 2 trimestri.

Resta invariata la scadenza del 16/09/2018 (che cadendo di domenica slitta al 17/09/2019) per la trasmissione delle liquidazioni Iva (LIPE) del secondo trimestre 2018 (NON slitta alla fine del prossimo mese come lo spesometro).

Secondo l'art. 21-bis D.L. n. 78/2010 le scadenze per le liquidazioni e per lo spesometro dovrebbero coincidere, però nello scadenziario pubblicato dall'Agenzia delle Entrate risulta la scadenza del 17/09/2019, tenuto conto che per le liquidazioni l'invio è rimasto trimestrale.

 

Esonero per gli "agricoltori minimi" (volume affari < 7.000 Euro)

Agricoltori esonerati - Scatta l'esonero dalla trasmissione dello spesometro per le imprese agricole che nell'anno precedente hanno realizzato un volume d'affari non superiore a 7.000 euro, costituito per almeno 2/3 da cessioni di prodotti agricoli e che non abbiano rinunciato al regime di esonero o non abbiano optato per il regime normale. L'art. 11 D.L. n. 87/2018, così come risulta modificato con la legge di conversione, ne abolisce l'obbligo, abrogando l'art. 36, c. 8 D.L. n. 179/2012. La norma prevede espressamente l'abolizione con effetto dal 01/01/2018. Tale adempimento non dovrà essere osservato nemmeno per il primo semestre di quest'anno. L'esenzione, fino ad ora, era circoscritta alle sole zone montane e si applicava ai produttori agricoli che esercitavano l'attività in terreni ubicati, in misura superiore al 50%, in zone montane.

 

Bando Avvio Nuova Impresa - Domande entro il 30 novembre 2018
 

La farmacia è sempre più “azienda nel mercato” (leggi anche Farmacie: come approcciare le novità del decreto concorrenza): accanto e intorno alla figura professionale del farmacista si è costruita una vera e propria azienda. Rispetto al passato dobbiamo considerare più variabili nella gestione e nella valutazione del nostro operato.

Il mercato aperto ai capitali impone delle valutazioni che in passato venivano trascurate. Chi intende investire analizza ogni aspetto dell'azienda e misura la sua performance sotto diversi punti di vista per poter valutare l'investimento e per poterlo confrontare con gli altri offerti dal mercato.

Nel mercato la farmacia è un'azienda e, come tale, è soggetta a valutazioni e confronti. Come viene valutata una farmacia? “In base al fatturato” è la risposta più frequente. Il solo fatturato non basta, è solo una delle tanti grandezze da considerare: crediti, debiti, utili, indici di redditività, indice di rotazione, indici di liquidità, ecc.

Non bisogna guardare la farmacia solo come un'organizzazione che fattura e genera fatturato, ma come una organizzazione che genera margini, utili, come un'azienda che remunera i fattori impiegati: dobbiamo ottenere benefici economico-finanziari dal capitale investito nell'attività, il lavoro del farmacista deve essere remunerato, l'azienda deve generare utile.

Come valutiamo la performance di una farmacia? Uno strumento utile per valutare lo “stato di salute” di una farmacia è l'analisi per indici: in base al rapporto tra diverse grandezze misuriamo l'efficacia e l'efficienza della gestione. Partendo dal bilancio di esercizio costruiamo degli indici che funzioneranno come delle vere e proprie “spie” di un cruscotto, saranno degli utilissimi indicatori.

Senza addentrarci in analisi complicate introduciamo qualche semplice indice che ci aiuta a comprendere il tipo di approccio che dobbiamo avere nella gestione e nella valutazione dei risultati.

  1. ROE (return on equity): è il rapporto tra utile e patrimonio netto e ci permette di capire quanto viene remunerato (se viene remunerato) il capitale proprio. Il capitale proprio è remunerato con il reddito prodotto. Il ROE indica in che misura è “conveniente” investire nell’azienda o trovare investimenti alternativi.

  2. ROS (Return On Sales): è dato dal rapporto tra Reddito Operativo e Ricavi Netti e misura la redditività delle vendite. Vendere è importante, ma bisogna saper vendere bene: le vendite si traducono in reddito?

  3. Primo margine: è determinato dal rapporto (Ricavi netti di vendita - Costo del venduto) / Ricavi netti di vendita. Il costo del venduto è dato dalla somma delle rimanenze iniziali e degli acquisti al netto delle rimanenze finali. Generalmente, nel settore delle farmacie, tale rapporto dovrebbe essere maggiore o uguale al 30%. In caso di valori più bassi è opportuno analizzare il magazzino, il metodo di approvvigionamento e la politica promozionale e degli sconti alla clientela.

  4. Incidenza del costo del lavoro sui costi: è il rapporto tra il costo totale del fattore lavoro, nel quale confluisce il “costo del titolare” (che può essere effettivamente pagato o solo figurativo, ma che è fondamentale considerare nella nuova visione di azienda: non lavorate gratis!) e i costi totali. Tramite questa grandezza abbiamo una indicazione sulla struttura dei costi della farmacia

  5. Indice di rotazione: indica quante volte in un periodo (un anno) il nostro magazzino ruota. E' determinato mediante la seguente formula: costo del venduto / costo scorta media. Il funzionamento del magazzino ha implicazioni sull'intera performance della farmacia:

    • valori elevati dell'indice di rotazione corrispondono a elevati livelli di redditività;

    • per tenere sotto controllo la solidità finanziaria (soprattutto nel breve termine) è opportuno confrontare la giacenza media (in giorni) con i tempi di pagamento (budget di cassa). Bisogna cioè considerare il ciclo del circolante, ossia il tempo che intercorre tra l'uscita monetaria legata all'acquisto dei fattori produttivi/prodotti e l'entrata monetaria derivante dalla vendita dei prodotti.

  1. Indice di liquidità primaria: è un rapporto tra liquidità immediate e differite e passività correnti. Indice di liquidità primaria = (Liquidità immediate + Liquidità differite) / Passività correnti. Esso esprime la capacità della farmacia nel coprire le uscite a breve termine generate dalle passività correnti con le entrate generate dalle poste maggiormente liquide delle attività correnti.

  2. Margine di tesoreria: è dato dalla differenza tra liquidità immediate e differite e passività correnti. Margine di tesoreria = Liquidità immediate + Liquidità differite – Passività correnti. Il margine di tesoreria indica di quanto le liquidità immediate e differite sono superiori rispetto alle passività correnti e segnala la capacità dell’impresa di far fronte alla uscite future connesse con l’esigenza di estinguere le passività a breve, con i mezzi liquidi a disposizione e con il realizzo delle attività a breve.

     

Tramite l'analisi di questi indici (e di tanti altri) è possibile valutare la performance della farmacia e individuare punti di forza, punti di debolezza e aree di intervento.

 

 

 

Fabio Rocci

Dottore Commercialista e Revisore Legale

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Website: www.rocciconsulenze.it

Tel. 3930884585

 

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