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Con la Circolare 41/E del 03/10/2016 l'Agenzia delle Entrate definisce le modalità di riammissione alla rateazione per i contribuenti che

  • sono decaduti dal piano di rateazione,

  • hanno definito le somme dovute mediante adesione all’accertamento, o al processo verbale di constatazione, all’invito a comparire al contraddittorio, oppure hanno prestato acquiescenza all’accertamento.

Nessuna possibilità di riammissione per la decadenza riferita alla rateazione degli atti di conciliazione giudiziale e accordi di mediazione.

Ai sensi della riforma del sistema sanzionatorio in vigore dal 1° gennaio 2016, dettata dal D.Lgs. n. 158/2015, l’omessa e/o errata indicazione di redditi in dichiarazione (c.d. dichiarazione infedele) è sanzionabile con l’applicazione di una sanzione che va dal 90% al 180% della maggiore imposta o della differenza di credito (prima della riforma la sanzione andava dal 100% al 200%). Tale sanzione è più elevata quando si omette di dichiarare in tutto o in parte il canone di locazione d’immobili ad uso abitativo i quali (nel periodo d’imposta oggetto della dichiarazione) erano soggetti al regime della cedolare secca. In questi casi la sanzione per l’infedele dichiarazione è raddoppiata: si va dal 180% al 360% qualora i canoni di locazione soggetti a cedolare non sono stati dichiarati parzialmente. Inoltre, la sanzione è ancora più alta se il canone non è dichiarato interamente (si va dal 240% a 480%).

 

 

L’invio di una dichiarazione integrativa di Unico 2016, corretta e inviata entro 90 giorni dalla scadenza dell’Unico, cioè entro il 29/12/2016, ha sanzione fissa di 27,78 euro, poiché è equiparata a una dichiarazione tardiva.

La presentazione dell’integrativa permette di correggere errori e omissioni compiuti nel modello originario, con il pagamento di 1/9 della sanzione di 250 euro pari a 27,28 euro. Se dall’integrazione emerge anche che è stato effettuato un minor versamento, si applica la sanzione del 30% anch’essa riducibile con il ravvedimento operoso (a 1/8 del 30%), in aggiunta alla sanzione fissa di 27,28 euro.

L’art. 3, co. 3 del D.Lgs. 175/2014 stabilisce che le aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, i policlinici universitari, le farmacie, pubbliche e private, i presidi di specialistica ambulatoriale, le strutture per l'erogazione delle prestazioni di assistenza protesica e di assistenza integrativa, gli altri presidi e strutture accreditati per l'erogazione dei servizi sanitari e gli iscritti all'Albo dei medici chirurghi e degli odontoiatri, debbano comunicare al Sistema Tessera Sanitaria i dati relativi alle prestazioni erogate nel 2015 e, ovviamente, anche i dati relativi al 2016, ad esclusione di quelle già previste nel co. 2, ai fini della loro messa a disposizione dell'Agenzia delle Entrate.

Qual è la disciplina IVA da applicare alle cessioni di veicoli da parte di società, imprenditori o liberi professionisti?

L’articolo 19-bis 1, comma 1, lett. c), DPR 633/1972, stabilisce che l’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di veicoli stradali a motore è ammessa in detrazione nella misura del 40% se tali veicoli non sono utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione. La disposizione non si applica, in ogni caso, quando i predetti veicoli formano oggetto dell’attività propria dell’impresa e per gli agenti e rappresentanti di commercio.

Per veicoli stradali a motore si intendono tutti i veicoli a motore, diversi dai trattori agricoli o forestali, normalmente adibiti al trasporto stradale di persone o beni la cui massa massima autorizzata non supera 3.500 kg e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a otto.

Se all'atto dell'acquisto vi è stata una detrazione ridotta, la successiva rivendita del mezzo va gestita in maniera simmetrica, ovvero riducendo la base imponibile IVA in relazione all’imposta effettivamente detratta all’atto dell’acquisto, pertanto, al fine di stabilire il corretto trattamento IVA della cessione di un veicolo aziendale, va innanzitutto verificata la detrazione dell'imposta operata al momento dell’acquisto.

Si possono presentare i seguenti casi:

  • IVA integralmente detratta all’atto dell’acquisto. E' il caso dei veicoli utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’attività o il caso degli agenti e rappresentanti di commercio: l’intero corrispettivo pattuito per la relativa cessione del veicolo va assoggettato ad IVA con aliquota ordinaria.
  • IVA integralmente non detratta all’atto dell’acquisto. E' il caso di acquisto operato da medici o agenti di assicurazione (indetraibilità soggettiva) che presentano un pro-rata di indetraibilità pari al 100%. Ai fini IVA l’operazione di cessione del veicolo va qualificata come operazione esente ai sensi dell’articolo 10, comma 27-quinquies, DPR 633/1972, e questa indicazione va riportata nella fattura.
  • IVA parzialmente detratta all’atto dell’acquisto. In base all’articolo 13, comma 5, del DPR 633/1972 “Per le cessioni che hanno per oggetto beni per il cui acquisto o importazione la detrazione è stata ridotta ai sensi dell’articolo 19-bis.1 o di altre disposizioni di indetraibilità oggettiva, la base imponibile è determinata moltiplicando per la percentuale detraibile ai sensi di tali disposizioni l’importo determinato ai sensi dei commi precedenti”.

Attenzione: dal 2001 ad oggi si sono succedute diverse percentuali di indetraibilità dell’IVA sugli acquisti di autovetture, perciò andrà verificata quale percentuale di indetraibilità sia stata applicata al momento della registrazione della fattura di acquisto.

In caso di cessione del mezzo, sarà da assoggettare ad IVA nella misura ordinaria la base imponibile determinata moltiplicando il corrispettivo per la percentuale di detrazione operata, scorporando poi l’IVA e la quota residua, sarà “Fuori campo IVA ex articolo 13, comma 5, DPR 633/1972”.

 

ESEMPIO: un autoveicolo per il quale all’atto dell’acquisto era stata detratta l’IVA nella misura del 40%, viene venduto al prezzo di vendita di 20.000 euro.

Base imponibile IVA: (prezzo di vendita x 40%) / (1 + 22% x 40%)

(20.000 x 0,40) = € 8.000

(8.000 / 1,088) = € 7.352,94

In fattura saranno riportati i seguenti importi:

IMPONIBILE

7,352,94

IVA 22%

1,617,65

FUORI CAMPO IVA ART. 13, CO. 5, DPR 633/1972

11.029,41

TOTALE

20.000,00


Nel caso di acquisto effettuato presso un privato o da soggetti che hanno applicato il regime del margine ex articolo 36 D.L. 41/1995, al momento della rivendita dovrà essere applicato il regime del margine: sulla fattura non dovrà essere esposta l’IVA, ma dovrà essere indicato che si tratta di “Operazione soggetta al regime del margine di cui all’articolo 36 del D.L. n. 41/95 e successive modificazioni”.

 

 

 

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