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Il Decreto Legge n. 119/2018 introduce importanti novità per i contribuenti residenti nei Comuni del Centro Italia colpiti dagli eventi sismici del 2016 e del 2017.

 

In particolare:

  • per coloro che hanno già presentato la dichiarazione di adesione alle precedenti “Definizioni” introdotte dal D.L. n. 193/2016 (“prima rottamazione”) e, successivamente, dal D.L. n. 148/2017 (“rottamazione-bis”) e la loro richiesta è stata accolta, l’importo dovuto sarà automaticamente ripartito in 10 rate consecutive di pari importo (fino a 5 anni), con scadenza il 31 luglio ed il 30 novembre di ciascun anno, a partire dal 31 luglio 2019. 
    A tal fine, senza alcun adempimento a loro carico (e quindi senza necessità di presentare una nuova dichiarazione di adesione), l’Agente della riscossione, invierà, entro il 30 giugno 2019, una nuova “Comunicazione” con la ripartizione dell’importo dovuto unitamente ai bollettini precompilati.
    Per ciascuna rata sarà dovuto il tasso di interesse dello 0,3% calcolato a decorrere dal 1° agosto 2019.
  • Coloro invece che non hanno aderito alle precedenti “Definizioni” introdotte dal D.L. n. 193/2016 (“prima rottamazione”) e, successivamente, dal D.L. n. 148/2017 (“rottamazione-bis”) potranno aderire alla nuova Definizione agevolata 2018 (cosiddetta “rottamazione-ter”).
    Consultare la sezione sulla Definizione agevolata 2018 e le modalità di adesione

 

Link al form per richiedere copia della comunicazione

Elenco dei comuni interessati

 

Fonte: www.agenziaentrateriscossione.gov.it

 

Nella nota del 26 ottobre 2018 Assonime ha analizzato le disposizioni in materia di IVA e di accise del cd. Decreto Legge fiscale (G.U. n. 247 del 23 ottobre 2018: D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, collegato alla legge di Bilancio 2019).

Il Decreto Legge è entrato in vigore il 24 ottobre 2018 e contiene, tra le altre cose, numerose disposizioni in materia fiscale finalizzate sia a semplificare l'adozione della fatturazione elettronica, sia a contrastare l'evasione.

Assonime, nel documento pubblicato, segnala le disposizioni in materia di IVA più rilevanti.

Ecco gli aspetti evidenziati nella citata nota.

 

Art. 10 - Norme di semplificazione per l'avvio della fatturazione elettronica

Il Decreto Legge, tenendo conto delle difficoltà che potrebbero incontrare gli operatori nel primo semestre di operatività della fatturazione elettronica, prevede, fino al 30 giugno 2019, la non applicazione delle sanzioni per la ritardata emissione delle fatture elettroniche, se esse sono emesse entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica dell'IVA. L'articolo prevede, inoltre, una riduzione dell'80% delle sanzioni se le fatture sono emesse entro il termine per la liquidazione IVA relativa al periodo successivo.

 

Art. 11 - Norme di semplificazione in tema di emissione delle fatture

Nella fattura deve essere indicata anche la data di effettuazione dell'operazione oppure quella in cui è pagato in tutto o in parte il corrispettivo, quando tale data è diversa da quella di emissione.

L'articolo introduce anche un nuovo più ampio termine per l'emissione delle fatture: tali documenti potranno ora essere emessi entro 10 giorni dall'effettuazione dell'operazione determinata ai sensi dell'art. 6 del D.P.R. n. 633 del 1972, e non più al momento dell'effettuazione dell'operazione.

Tale norma si applicherà a partire dal 1° luglio 2019. Per il primo semestre di tale anno, come visto sopra, l'art. 10 dispone la disapplicazione o la riduzione delle sanzioni per la ritardata emissione delle fatture.

 

Art. 12 - Disposizioni di semplificazione in tema di annotazione delle fatture emesse

Il Decreto Legge, modificando il primo comma dell'art. 23 del D.P.R. n. 633 del 1972, stabilisce che le fatture emesse devono essere registrate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni, ma con riferimento al mese di effettuazione. La norma, tenendo conto del nuovo termine di emissione delle fatture stabilito dall'art. 11 (entro 10 giorni dall'effettuazione dell'operazione), è volta ad assicurare che l'operazione partecipi comunque alla liquidazione del periodo di riferimento (mese o trimestre) in cui l'operazione è stata effettuata.

 

Art. 13 - Disposizioni di semplificazione in tema di registrazione degli acquisti

A seguito della riformulazione del primo e del secondo comma dell'art. 25 del D.P.R. n. 633/1972, vengono eliminati gli obblighi

di numerare progressivamente le fatture ricevute

e di annotare nel registro acquisti tali numeri,

poiché ci troveremo a trattare solo fatture elettroniche, essendo esse immodificabili.

 

Art. 14 - Norme di semplificazione in tema di detrazione dell'IVA

Le nuove disposizioni stabiliscono che il diritto alla detrazione dell'IVA relativa alle fatture ricevute può essere esercitato anche in relazione ai documenti ricevuti e registrati entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione, eccezion fatta per le operazioni relative all'anno precedente.

La nuova disposizione prevede che il cessionario/committente può detrarre l'lVA relativa alle fatture passive nella liquidazione relativa al periodo in cui l'operazione è stata effettuata e, conseguentemente, l'imposta è diventata esigibile, a condizione che tali fatture siano ricevute e registrate entro il termine ultimo per la liquidazione relativa a tale periodo.

Unica eccezione resta il caso in cui le fatture relative ad operazioni effettuate in un anno d'imposta vengano ricevute nell'anno successivo: in tal caso la detrazione deve essere effettuata nell'anno di ricezione del documento.

 

Art. 15 - Disposizioni di coordinamento in tema di fatturazione elettronica

Viene apportata una modifica alla legge di bilancio 2018, la quale, nell'introdurre l'obbligo generalizzato di emissione della fattura elettronica, aveva fatto riferimento ai soggetti "residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato".

Poiché l'inclusione nel perimetro dell'obbligo anche dei soggetti non residenti identificati ai fini IVA in Italia non era prevista dalla deroga alla direttiva IVA concessa dagli Organi comunitari, correttamente la nuova norma specifica che tale obbligo vige solo per i soggetti "residenti o stabiliti nel territorio dello Stato".

 

Art. 16 - Memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi

Il Decreto legge prevede l'estensione dell'obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi all'Agenzia delle entrate a partire dal 1° gennaio 2020, obbligo anticipato al 1° luglio 2019 per alcuni soggetti IVA.

L'obbligo di memorizzare e trasmettere in via telematica all'Agenzia delle Entrate i corrispettivi giornalieri è previsto attualmente solo a carico dei gestori di distributori automatici o di impianti stradali di distribuzione del carburante ad elevata automazione.

Per le altre tipologie di commercianti al minuto (supermercati, grandi catene commerciali, ecc.) la trasmissione di tali dati costituisce oggi solo una facoltà, da esercitare mediante apposita opzione di durata quinquennale (art. 2 del D. Lgs. 127/2015).

 

Art. 18 - Lotteria dei corrispettivi

A decorrere dal 1° gennaio 2020 sarà realizzata una lotteria nazionale abbinata alle cessioni e alle prestazioni documentate dai Registratori Telematici, una misura già prevista dalla legge di bilancio 2017 (art. 1, commi da 537 a 544, della L. 232/2016) ma rimasta inattuata.

 

(Fonte: Assonime, nota del 26 ottobre 2018)

 

Agenzia delle Entrate, risoluzione 77/E del 16 Ottobre 2018: l'Amministrazione finanziaria ha fornito chiarimenti in merito al trattamento fiscale ai fini dell’Iva sulle prestazioni rese con finalità socio-educative da una azienda agricola iscritta nei registri regionali delle “Fattorie didattiche”, in quello delle “Fattorie sociali” e nel registro delle Comunità per minori, nonché nel Sistema informativo minori accolti (Sim) del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Le attività socio-educative svolte dall'azienda agricola sociale rientrano nel regime di esenzione ai sensi all’articolo 10, comma 1, n. 21 del DPR 26 ottobre 1972 n. 633: rileva infatti il carattere oggettivo delle prestazioni rese mentre non è richiesta una qualità particolare del soggetto che le rende.

Per l’attività di casa-accoglienza svolta da un’azienda agricola che realizza interventi, azioni e percorsi di integrazione e di inserimento lavorativo di minori in situazioni di disagio non si applica l'IVA, poiché si è in presenza di prestazioni assimilabili a quelle svolte da “brefotrofi, orfanotrofi, asili, case di riposo per anziani”.

 

Il quesito e il parere dell'Amministrazione finanziaria

Nella richiesta di chiarimenti all'Agenzia delle Entrate, l’azienda dichiara di attuare un modello peculiare di accoglienza volto a valorizzare, ai fini della riabilitazione, l’aspetto ambientale. In tale modello la natura e il lavoro agricolo diventano parte terapeutica del progetto nell’ambito di una “agri-comunità” che offre una pluralità di opportunità formative attraverso la promozione dell’agricoltura sociale. Viene inoltre specificato che per la realizzazione di interventi, azioni e percorsi finalizzati all’accoglienza, all’integrazione socio-educativa e di inserimento lavorativo di minori in situazioni di disagio, vengono stipulate apposite convenzioni con i vari Comuni interessati, che gli riconoscono una retta pro-capite per ogni giorno di effettiva presenza (almeno sei ore), del minore nella comunità. La retta comprende le spese per vitto, alloggio, igiene, vestiario, lavanderia, trasporto e spese minute sostenute per conto del minore e quant’altro inserito nella convenzione.

L’azienda agricola ha chiesto se quest’attività di casa accoglienza può beneficiare dell’esenzione ai fini Iva di cui all’articolo 10, comma 1, n. 21 del Dpr 633/1972.

Il parere delle Entrate: l’Agenzia delle entrate partendo dal citato art. 10 che ammette l’esenzione Iva per “le prestazioni proprie dei brefotrofi, orfanotrofi, asili, case di riposo per anziani e simili, delle colonie marine, montane e campestri e degli alberghi e ostelli per la gioventù di cui alla legge 21 marzo 1958, n. 326, comprese le somministrazioni di vitto, indumenti e medicinali, le prestazioni curative e le altre prestazioni accessorie”, considera che, ai fini dell’applicazione dell’Iva, rileva il carattere oggettivo delle prestazioni rese, mentre non è richiesta una qualità particolare nel soggetto che le rende. Viene anche sottolineato che lo stesso comma 21 (dell’articolo 10, Dpr 633/1972) elenca quali sono le attività esenti Iva: “le prestazioni proprie dei brefotrofi, orfanotrofi, asili, case di riposo per anziani e simili, delle colonie marine, montane e campestri e degli alberghi e ostelli per la gioventù di cui alla legge 21 marzo 1958, n. 326, comprese le somministrazioni di vitto, indumenti e medicinali, le prestazioni curative e le altre prestazioni accessorie”. Nel caso di specie, la natura e le finalità essenzialmente sociali, assistenziali e di mero soccorso a favore della gioventù sono assimilabili a quelle svolte da istituzioni assistenziali tipiche, quali: “brefotrofi, orfanotrofi, asili, case di riposo per anziani” e, pertanto, agli effetti dell’Iva, è applicabile il regime di esenzione ai sensi all’articolo 10, comma 1, n. 21 del Dpr 633/1972.

 

In data 10/10/2018, nel corso delle interrogazioni a risposta immediata presso la VI Commissione permanente Finanze della Camera dei Deputati, sono arrivati chiarimenti in merito all’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica.


Entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica. Per la generalità dei soggetti passivi IVA l’entrata in vigore dell’obbligo della fatturazione elettronica resta confermata al 1° gennaio 2019.

Nessun rinvio: ecco le ragioni

Le ragioni che giustificano la mancata adesione alle diverse richieste di rinvio dell’operatività dell’obbligo sono le seguenti:

  • l’eventuale differimento presenta significativi impatti sul gettito, per le minori entrate derivanti dalla lotta all’evasione Iva
  • l’autorizzazione in deroga a introdurre l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica, concessa all’Italia dalla Ue per il periodo 2019-2021, potrà essere rinnovata solo dopo aver dimostrato alla Commissione l’efficacia della nuova misura, da fornire sulla base dei dati raccolti nel periodo 2019-2021
  • l’eventuale avvio dell’obbligo con cadenze temporalmente diversificate a seconda della tipologia dei contribuenti sarebbe in contrasto con le caratteristiche proprie del sistema della fatturazione elettronica, che integra un processo “simmetrico” destinato a vincolare non solo il soggetto emittente, ma anche quello ricevente; pertanto, se l’obbligo fosse limitato a specifiche categorie di operatori, si introdurrebbero elementi di notevole complessità per gli operatori stessi (e per i loro intermediari) nella gestione quotidiana delle fatture e, quindi, dei relativi processi amministrativi e contabili
  • peraltro, l’entrata in vigore scaglionata dell’obbligo è suscettibile di introdurre elementi di notevole complessità anche per l’Agenzia delle entrate, che, infatti, si troverebbe a dover gestire la coesistenza di due adempimenti (fatturazione elettronica e spesometro) tra loro distinti per categorie di operatori Iva, disciplina e termini; tutto ciò aumenterebbe notevolmente il rischio di errori degli operatori con conseguenti difficoltà di controllo da parte dell’Amministrazione e ripercussioni negative sull’attività di prevenzione e contrasto dei fenomeni di frode ed evasione Iva (aspetto, quest’ultimo, già chiarito dal direttore dell’Agenzia nel corso dell’audizionedello scorso 3 ottobre). 

 Fonte: fiscooggi.it 

 

 

Al via i controlli su spesometro e dichiarazione IVA: invio di lettere di compliance in caso di anomalie riscontrate dall’incrocio di spesometro e dichiarazioni IVA.

I controlli riguarderanno l’omessa dichiarazione in tutto o in parte del volume d’affari conseguito, ai sensi dei dati IVA comunicati con lo spesometro, nella versione vigente fino al 23 ottobre 2016.

 

Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate dell’8 ottobre 2018, prot. n. 237975/2018 sono state approvate le modalità con le quali sono messe a disposizione del contribuente e della Guardia di Finanza, anche mediante l’utilizzo di strumenti informatici (Pec, cassetto fiscale), le informazioni derivanti dal confronto con i dati comunicati all’Agenzia delle Entrate mediante lo spesometro dal contribuente e dai suoi clienti soggetti passivi IVA (ai sensi dell’articolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, nella versione vigente fino al 23 ottobre 2016), da cui risulterebbe che lo stesso abbia omesso, in tutto o in parte, di dichiarare il volume d’affari conseguito.

I contribuenti, avuto conoscenza delle informazioni e degli elementi resi dall’Agenzia delle Entrate possono regolarizzare gli errori o le omissioni eventualmente commessi secondo le modalità previste dall’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, beneficiando della riduzione delle sanzioni in ragione del tempo trascorso dalla commissione delle violazioni stesse.

 

 

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