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Circolare direttoriale 6 giugno 2019, n. 243317

ZFU Sisma Centro Italia. Chiarimenti in merito alle modalità e ai termini di presentazione delle istanze di accesso alle agevolazioni

La circolare fornisce chiarimenti in merito alle modalità di fruizione delle esenzioni fiscali e contributive, nonché alle modalità e ai termini di presentazione delle istanze di accesso alle agevolazioni in favore delle imprese e dei titolari di reddito di lavoro autonomo localizzati nella zona franca urbana istituita ai sensi dell’articolo 46 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 nei comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a far data dal 24 agosto 2016, alla luce delle novità introdotte dall’articolo 1, comma 759, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio 2019).

Un comunicato relativo alla circolare è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 Fonte www.mise.gov.it 
 
 
PRINCIPALI DISPOSIZIONI DELLA CIRCOLARE
 
Proroga del periodo di fruizione delle agevolazioni già concesse
Proroga del periodo di fruizione delle agevolazioni I soggetti già beneficiari delle esenzioni fiscali e contributive previste per la zona franca urbana di cui all’articolo 46 del decreto-legge 50/2017, ai sensi di quanto disposto dall’articolo 1, comma 759, della legge di bilancio 2019, possono fruire delle somme residue già concesse e non fruite per i periodi d’imposta 2017 e 2018 anche per i periodi d’imposta 2019 e 2020.
 
Nuovo bando per la concessione delle agevolazioni
Soggetti beneficiari Possono beneficiare delle nuove agevolazioni le seguenti categorie di soggetti:
a) le imprese e i titolari di reddito di lavoro autonomo, già beneficiari delle agevolazioni di cui all’articolo 46, comma 2, del decreto-legge 50/2017 nell’ambito dei precedenti bandi emanati dal Ministero;
b) le imprese e i titolari di reddito di lavoro autonomo, di qualsiasi dimensione che, all’interno della zona franca urbana, hanno avviato una nuova iniziativa economica in data successiva Al 31 dicembre 2017, ovvero che si impegnano ad avviarla entro il 31 dicembre 2019.
 
Requisiti di accesso alle agevolazioni
a) Requisiti di accesso alle agevolazioni per i soggetti già beneficiari di cui al paragrafo 6, lettera a) Ai fini dell’accesso alle nuove agevolazioni, i soggetti già beneficiari di cui al paragrafo 6, lettera a) devono confermare, in sede di presentazione dell’istanza di cui al paragrafo 10, il mantenimento dei pertinenti requisiti di cui alle circolari attuative n. 99473 del 4 agosto 2017 e n. 144220 del 5 marzo 2018, già dichiarati in occasione dei precedenti bandi, così come eventualmente variati o aggiornati per effetto di comunicazioni di variazione trasmesse al Ministero e da questo approvate.
b) Requisiti di accesso alle agevolazioni per i soggetti di cui al paragrafo 6, lettera b) Ai fini dell’accesso alle agevolazioni, i soggetti di cui al paragrafo 6, lettera b), devono essere in possesso di tutti i requisiti di seguito elencati:
- Costituzione Tutte le imprese devono essere costituite e regolarmente iscritte nel Registro delle imprese alla data di presentazione dell’istanza di agevolazione di cui al paragrafo 10. Ai fini di cui sopra, rileva la data di costituzione, oppure di iscrizione al Registro delle imprese per quelle non tenute alla costituzione con apposito atto, come risultante dal certificato camerale dell’impresa. I titolari di reddito di lavoro autonomo devono aver presentato, alla data di presentazione dell’istanza, la comunicazione di cui all’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 e successive modificazioni e integrazioni.
- Disponibilità della sede all’interno della zona franca urbana I soggetti istanti, per l’esercizio dell’attività economica, devono disporre, sulla base di un idoneo titolo di disponibilità regolarmente registrato, della sede legale o di una sede operativa ubicata all’interno della zona franca urbana. Per le imprese, la sede di cui sopra deve essere regolarmente segnalata alla competente Camera di Commercio e risultare dal relativo certificato camerale. Per i titolari di reddito di lavoro autonomo, la sede deve essere stata comunicata all’Agenzia delle entrate ai sensi di quanto previsto dal citato 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 e successive modificazioni e integrazioni. 6 Per i soggetti che, alla data di presentazione dell’istanza di cui al paragrafo 10, non hanno ancora avviato l’attività economica all’interno della zona franca urbana, la disponibilità della sede legale o di una sede operativa ubicata all’interno della medesima deve essere dimostrata all’atto della comunicazione di avvio dell’attività di cui al successivo punto.
- Attività svolta all’interno della zona franca urbana Fermi restando i motivi di esclusione di cui al paragrafo 6, possono accedere alle agevolazioni i soggetti che, disponendo della sede legale o della sede operativa ubicata all’interno della zona franca urbana, hanno avviato l’attività in data successiva al 31 dicembre 2017, ovvero che, pur non disponendo di una sede all’interno della medesima, si impegnano ad avviarla entro il 31 dicembre 2019. A tal fine, rileva la data di inizio dell’attività come risultante da certificato camerale, ovvero, nel caso di titolari di reddito di lavoro autonomo, la data di inizio attività comunicata all’Agenzia delle entrate mediante la dichiarazione di inizio attività di cui all’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica. n. 633 del 1972 e successive modificazioni e integrazioni. Per i soggetti non ancora avviati alla data di presentazione dell’istanza, l’efficacia del provvedimento di concessione e la conseguente fruizione dell’agevolazione restano condizionate all’avvio dell’attività nella zona franca urbana, il quale dovrà essere comunicato al Ministero con dichiarazione sostitutiva di atto notorio (allegato n. 3 alla presente circolare) e nelle modalità che saranno comunicate sul sito web istituzionale del Ministero www.mise.gov.it successivamente al provvedimento di concessione. Il mancato avvio dell’attività nella zona franca urbana entro il previsto termine del 31 dicembre 2019 comporta la decadenza dalle agevolazioni. Per la perimetrazione della zona franca urbana si rimanda alla circolare n. 99473 del 4 agosto 2017, disponibile anche sul sito istituzionale del Ministero www.mise.gov.it, nella quale è riportato l’elenco dei Comuni compresi nella predetta zona franca.
- Attività economica Le agevolazioni sono concesse nel rispetto del regolamento 1407/2013 e del regolamento 1408/2013. Possono, quindi, accedere alle agevolazioni i soggetti che operano in tutti i settori di attività economica, con esclusione del settore della pesca e dell’acquacoltura. I soggetti richiedenti rientrano nell’ambito di applicazione di uno dei predetti regolamenti de minimis in relazione al codice ATECO 2007 riferito all’attività svolta nella sede legale o nella sede operativa ubicata nella zona franca urbana alla data di presentazione dell’istanza, come risultante dal relativo certificato camerale dell’impresa istante, ovvero, per i titolari di reddito di lavoro autonomo, dalla comunicazione di cui all’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 e successive modificazioni e integrazioni.  Per i soggetti che, alla data di presentazione dell’istanza di agevolazione, non hanno ancora avviato l’attività in zona franca urbana, farà fede, ai fini della determinazione delle agevolazione concedibile, il codice ATECO 2007 relativo all’attività dichiarata nella medesima istanza, fatte salve le successive verifiche. Nel caso in cui, nella medesima sede ubicata nella zona franca urbana, sono svolte, congiuntamente all’attività ammissibile alle agevolazioni, anche attività riconducibili al settore della pesca e dell’acquacoltura di cui al regolamento 1379/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea n. L 354/22 del 28 dicembre 2013, le agevolazioni possono essere riconosciute esclusivamente per l’attività ammissibile. In tali casi, trova applicazione quanto stabilito dall’articolo 1, comma 2, del regolamento 1407/2013, ovvero dall’articolo 1, comma 3, del regolamento 1408/2013 in merito all’obbligo in capo al soggetto beneficiario di assicurare, attraverso un’adeguata separazione delle attività e/o la distinzione dei costi, che le attività escluse dall’ambito di applicazione dei predetti regolamenti non beneficino degli aiuti in oggetto. A tal fine, si ritiene che un “criterio giuridico” idoneo possa essere quello della “contabilità separata”, mediante il quale è agevole la verifica che il beneficio resti confinato nell’ambito dell’attività ammissibile in relazione alla quale è concesso. Nel caso in cui il soggetto interessato svolga la propria attività anche al di fuori della zona franca urbana e, al contempo, eserciti, all’interno della stessa, anche un’attività riconducibile al settore della pesca e dell’acquacoltura, andrà garantita dal punto di vista contabile la separazione dei redditi prodotti fuori dalla zona franca urbana da quelli prodotti al suo interno, nonché, con riferimento a questi ultimi, la segregazione di quelli esclusi e, pertanto, non agevolabili.
- Assenza di procedure concorsuali I soggetti istanti devono trovarsi, alla data di presentazione dell’istanza di agevolazione di cui al paragrafo 10, nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili, non essere in liquidazione volontaria o sottoposti a procedure concorsuali.
- Sanzioni interdittive Non possono essere ammessi alle agevolazioni i soggetti nei cui confronti sia stata applicata la sanzione interdittiva di cui all’articolo 9, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.
- Incompatibilità delle agevolazioni con il regime fiscale di vantaggio e forfetario per i contribuenti minimi I contribuenti cui è applicabile il regime fiscale di vantaggio per imprenditoria giovanile e per i lavoratori in mobilità ex articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, nonché il regime fiscale forfetario di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 8 190 e successive modificazioni, per poter accedere alle agevolazioni devono aver optato, alla data di presentazione dell’istanza di cui al paragrafo 10, per l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto e delle imposte sui redditi nei modi ordinari, con le modalità previste dal comma 70 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190.
 
Agevolazioni concedibili Le agevolazioni concedibili sono rappresentate dalle esenzioni fiscali e contributive previste dall’articolo 46, comma 2, del decreto-legge 50/2017.
Per i soggetti di cui alla lettera a) del paragrafo 6, le predette agevolazioni sono riconosciute esclusivamente per i periodi di imposta 2019 e 2020. Come previsto dall’articolo 46, comma 2, del decreto-legge 50/2017, i titolari di reddito di lavoro autonomo possono beneficiarie esclusivamente dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
Per i soggetti di cui alla lettera b) del paragrafo 6 che hanno avviato l’attività in zona franca urbana in data successiva al 31 dicembre 2017, ovvero che si impegnano ad avviarla entro il 31 dicembre 2019, le agevolazioni sono riconosciute per il periodo d’imposta relativo all’avvio dell’attività nella medesima zona franca urbana e per i periodi successivi, che non potranno comunque eccedere l’annualità del 2020.
Resta inteso che, ai sensi di quanto stabilito dall’articolo 46, comma 2, del decreto-legge 50/2017, ai titolari di reddito di lavoro autonomo è riconosciuto il solo esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente di cui alla lettera d) del predetto articolo 46, comma 2. Per la più completa disciplina delle condizioni e dei limiti riferiti a ciascuna delle tipologie di esenzioni fiscali e contributive si rimanda a quanto chiarito al paragrafo 3 della circolare n. 99473 del 4 agosto 2017.
 
Intensità delle agevolazioni Le agevolazioni sono concesse ai sensi e nei limiti del regolamento 1407/2013 e del regolamento 1408/2013. Ciascun soggetto può beneficiare delle agevolazioni fino al limite massimo di euro 200.000,00, ovvero:
a) nel caso di soggetti attivi nel settore del trasporto di merci su strada per conto terzi, di euro 100.000,00;
b) nel caso di soggetti attivi nel settore agricolo, di euro 20.000,00, ovvero 25.000,00 qualora lo Stato italiano soddisfi le due condizioni previste dall’articolo 3 del regolamento 1408/2013.
 
 
 

Escono di scena gli studi di settore ed entrano in vigore gli ISA 2019: ogni contribuente obbligato alla compilazione avrà un voto e i più virtuosi accederanno a un regime premiale

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È on-line il nuovo e-book sugli indicatori sintetici di affidabilità fiscale edito da Fisco e Tasse della Maggioli Editore.Con la predisposizione della dichiarazione dei redditi Unico 2019 relativo ai redditi 2018 debutteranno i nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale (ISA) che sostituiranno definitivamente gli studi di settore.

Con la predisposizione della dichiarazione dei redditi Unico 2019 relativo ai redditi 2018 debutteranno i nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale (ISA) che sostituiranno definitivamente gli studi di settore.

Nei fatti, come noto, l’entrata in vigore dei suddetti indicatori risultava già prevista a decorrere dal precedente periodo d’imposta, per il quale è intervenuta la proroga contenuta nell’art. 1, comma 931, L. 205/2017 (Legge di bilancio 2018).

Gli ISA prevedono un meccanismo particolare di calcolo per gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni riconducibile principalmente ad una rappresentazione di sintesi di indicatori elementari atti a verificare la normalità e la coerenza della gestione aziendale o professionale, esprimendo con un giudizio di sintesi da 1 a 10 il grado di affidabilità fiscale riconosciuto a ciascun contribuente (più basso sarà il risultato e minore sarà l’affidabilità fiscale del contribuente).

Nel caso in cui i contribuenti vengano definiti, in riferimento all’applicazione degli ISA, come “affidabili fiscalmente” potranno accedere al regime premiale normativamente previsto.

In merito alle metodologie di calcolo occorre specificare come per la determinazione del valore finale di affidabilità fiscale verranno presi in considerazione due macro indicatori elementari:

  • indicatore di affidabilità;
  • indicatore di anomalia.

Rimandando ad approfondimenti specifici nei successivi paragrafi, risulta possibile, in sintesi, definire come il calcolo per determinare il punteggio sintetico di affidabilità fiscale di ciascun contribuente venga fatto applicando la media aritmetica semplice ai risultati di analisi degli indicatori suddetti.

L’obiettivo della presenta pubblicazione è quello di presentare una sintesi esaustiva sugli indicatori di affidabilità fiscale pur considerando come, allo stato attuale, manchino alcuni tasselli fondamentali per la definitiva entrata in vigore.

 

A parte i casi di esonero dagli obblighi di fatturazione elettronica (vedi soggetti in regime forfettario, regime di esonero agricoltura), l’Agenzia delle entrate, con una risposta n. 7 del 16 gennaio 2019, esclude che, dal 1° gennaio 2019, la c.d. “fattura con scontrino” possa ancora avere la forma analogica (ovvero, cartacea).

Il quesito è stato posto da un soggetto che svolge attività di commercio al minuto e assimilate.

L’istante chiedeva se la fattura a richiesta del cliente (“fattura con scontrino”) vada per forza emessa in maniera elettronica, in considerazione del fatto che

  • la previsione contenuta nell’articolo 22 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 (decreto IVA), che, in determinate situazioni, consente di non emettere fattura se non a richiesta del cliente;

  • l’entrata in vigore dell’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019.

L’Amministrazione finanziaria, con la circolare ministeriale n. 97 del 4 aprile 1997, aveva già precisato che:

  1. avendo la fattura di cui all’articolo 21, comma 1, del DPR 633/1972 funzione sostitutiva dei due documenti fiscali emessi dai commercianti al minuto ed assimilati (scontrino oppure ricevuta fiscale) nei casi in cui ne è prescritta l’emissione, «è escluso il rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale solo nell’ipotesi in cui per la stessa operazione venga rilasciata la fattura ordinaria contestualmente alla consegna del bene o all’ultimazione della prestazione. Ciò nella considerazione che qualora non si desse luogo all’emissione contestuale della fattura, verrebbe meno qualsiasi possibilità di controllo immediato in ordine soprattutto alle operazioni poste in essere dai soggetti di cui all’art. 22 del D.P.R. n. 633/1972»;
  2. «l’operatore economico che intende avvalersi della fatturazione differita potrà utilizzare, in luogo del documento di trasporto o degli altri documenti similari, sia lo scontrino fiscale integrato sia la ricevuta fiscale integrata. Va da sé che, in tal caso, come, peraltro, già previsto con la circolare ministeriale n. 249/E dell’11 ottobre 1996, l’ammontare dei corrispettivi certificati da scontrino fiscale e oggetto difatturazione differita, vanno scorporati dal totale giornaliero. In caso di emissione di ricevuta fiscale per corrispettivi oggetto di fatturazione differita, gli stessi potranno essere tenuti distinti nel registro dei corrispettivi, ai fini della loro esclusione dalle liquidazioni periodiche, in quanto i medesimi concorreranno alle liquidazioni relative alle corrispondenti fatture differite».

Le precisazione richiamate non risultano superate dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, la quale, all’articolo 1, commi 909 e ss., ha introdotto un obbligo generalizzato di fatturazione elettronica a decorrere dal 1° gennaio 2019.

N.B.: l'obbligo di fatturazione elettronica è un obbligo generalizzato e, in più occasioni ( risoluzioni nn. 88/E del 19 ottobre 2015 e 98/E del 25 novembre 2015, nonché, da ultimo, la circolare n.13/E del 2 luglio 2018) è stato evidenziato che la disciplina in materia di fattura elettronica non ha creato una categoria sostanziale nuova o diversa dalla fattura “ordinaria”.

 

 

In occasione del Videoforum dello scorso 15 Gennaio 2019 tra l’Agenzia delle entrate e il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, sono state fornite interessanti precisazioni in tema di fatturazione elettronica.

Le risposte fornite dall’Amministrazione finanziaria ai quesiti posti riguardano i seguenti argomenti:

  • Contenuto delle fatture elettroniche

  • Emissione e ricezione

  • Conservazione

  • QR code

  • Obblighi invio dati per dichiarazione precompilata

  • Spese per carburanti

  • Rapporti con l’estero

  • Portale fatture e corrispettivi

  • Deleghe

Qui potete scaricare l’intero documento (clicca QUI)

 

Fattura elettronica obbligatoria del 1 gennaio 2019: come devono comportarsi tutti quei soggetti che, considerando le tempistiche concesse per la trasmissione elettronica della fattura al SDI (Sistema di Interscambio), si trovano in difficoltà nella gestione del flusso attivo (emissione)?

Ristoranti, agriturismo, negozi, bar, commercianti al dettaglio in genere, normalmente rilasciano scontrino o ricevuta fiscale, ma sono tenuti all’emissione di fattura a richiesta del cliente. La fattura, se emessa nell’immediato, ha valore sostitutivo dello scontrino/ricevuta e, nelle attività di somministrazione di alimenti e bevande, il cliente non può lasciare il locale sprovvisto di un valido giustificativo ai fini fiscali.

Come comportarsi? La fattura elettronica, per sua natura, non sarà mai realmente “immediata”: essa, infatti, si considera emessa nel momento in cui la stessa viene trasmessa al SDI e tale procedura si perfezione solamente nel momento in cui vi è l'accettazione del file da parte del Sistema di Interscambio, che per i controlli può concedersi fino a cinque giorni di tempo.In pratica è tecnicamente impossibile far sì che un soggetto “lasci i locali” accompagnato da una fattura elettronica validamente emessa, in tempo reale, come invece era possibile fare con le fatture cartacee.

N.B.: il D.L. 119/2018, recentemente convertito in Legge, consente tempi alquanto estesi per la trasmissione dei flussi al Sistema di Interscambio.Per tutto il primo semestre 2019, la fattura elettronica non sarà sanzionabile se emessa, cioè se trasmessa al SDI, entro il termine della propria liquidazione IVA (quindi con tempi diversi a seconda che l’emittente sia un soggetto tenuto alla liquidazione IVA a cadenza mensile o trimestrale). A partire dal 1 luglio 2019, la discrasia tra momento di effettuazione dell’operazione e momento di emissione e trasmissione della fattura al Sistema di Interscambio sarà prevista “a regime” dalla norma che, con riscrittura delle disposizioni di cui al D.P.R. 633/72, prevede che la fattura possa essere formata e trasmessa entro 10 giorni dalla data di avvenuta esigibilità dell’imposta.

Qual è la soluzione proposta dall'Agenzia delle Entrate? L'Amministrazione finanziaria, nelle nuove FAQ pubblicate il 21 dicembre, ha fornito chiarimenti in merito a tali problematiche. Nello specifico la risposta fornita si riferisce alla situazione di un dettagliante, che ai sensi dell’articolo 22 del DPR 633/72, emette fattura solo su richiesta del cliente, ma è tenuto dalla norma a farlo entro e non oltre il momento dell’effettuazione dell’operazione, mentre in assenza di fattura il corrispettivo deve essere certificato mediante ricevuta fiscale o scontrino.

Alla luce di una similare situazione, l’Agenzia offre due soluzioni possibili:

  • Soluzione A - EMISSIONE DI FATTURA DIFFERITA, mediante emissione nell’immediato di una ricevuta fiscale o uno scontrino fiscale - ai sensi dell’art. 3, comma 3 del d.P.R. n. 696/1996 - da utilizzarsi come “documenti idonei” ai fini dell’emissione in un secondo momento di una “fattura differita” ai sensi dell'articolo 21, comma 4, terzo periodo, lettera a), del d.P.R. n.633/1972. In buona sostanza, in questo caso la ricevuta fiscale o lo scontrino assumono valore di documento equipollente al DDT, e la fattura potrà essere emesse in via differita entro il giorno 15 del mese successivo, con riferimento a tutte le operazioni intercorse nel mese precente. Il cliente lascerà quindi i locali “accompagnato” da una ricevuta fiscale o da uno scontrino, cui seguirà fattura differita. Onde evitare che il corrispettivo venga ad essere duplicato, come già previsto con la circolare n. 249/E del 11 ottobre 1996, l’ammontare dei corrispettivi certificati da ricevuta/scontrino fiscale e oggetto di fatturazione differita dovrà essere scorporato (estromesso) dal totale giornaliero dei corrispettivi.

  • Soluzione B - RILASCIO DI UNA QUIETANZA, cui segue una fattura immediata. In questo caso, a “certificare provvisoriamente” l’operazione dovrà essere rilasciata una apposita quietanza (ex art. 1199 del codice civile) che assume rilevanza solo commerciale e non fiscale. In sostanza, il cliente dovrà lasciare i locali con “un qualcosa” che certifichi provvisoriamente la transazione, tant’è che le FAQ indicano come strada percorribile anche l’utilizzo di una semplice stampa della fattura ovvero dalla ricevuta del POS, in caso di pagamento elettronico. Sarà poi emessa fattura immediata (ovvero riportante la medesima data dell’operazione), e questa potrà essere poi trasmessa – per il primo semestre 2019 – entro il termine della propria liquidazione IVA. Resta comunque possibile, anche con fattura immediata a seguire, rilasciare scontrino/ricevuta fiscale(oppure “documento commerciale” nel caso l’esercente effettui la memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi mediante registratore telematico ai sensi dell’art. 2 del d.Lgs. n. 127/15). In presenza di ricevuta fiscale o scontrino, o documento commerciale, esattamente come nella prima opzione illustrata, l’ammontare dei corrispettivi oggetto di fatturazione andrà scorporato dal totale dei corrispettivi giornalieri.

Quando una fattura elettronica viene emessa a seguito di rilascio di scontrino o ricevuta fiscale, o “documento commerciale” nel caso di trasmissione telematica dei corrispettivi, è sempre necessario che la fattura richiami il documento originariamente emesso. Si tratta di un passaggio fondamentale per dimostrare che l’importo è stato estromesso dai corrispettivi poiché oggetto di fatturazione. Le informazioni relative alla ricevuta fiscale o scontrino dovranno essere indicati nei campi deputati del tracciato XML di fatturazione elettronica che, ricordiamo, si trovano nel blocco informativo “AltriDatiGestionali”.

La compilazione dovrà essere effettuata come segue:

  • nel campo “TipoDato” occorrerà indicare il tipo di documento originariamente rilasciato, utilizzando i termini “NUMERO SCONTRINO”, oppure “NUMERO RICEVUTA” oppure “NUMERO DOC. COMMERCIALE”;

  • nel campo “RiferimentoTesto” occorrerà indicare l’identificativo alfanumerico del documento cui sopra, quindi in numero dello scontrino o della ricevuta o del documento commerciale;

  • nel campo “RiferimentoNumero” il numero progressivo dello scontrino o della ricevuta o del documento commerciale;

  • nel campo “RiferimentoData” la data dello scontrino, ricevuta o documento commerciale.

Attenzione! L’Agenzia ha ricordato, inoltre, che se il cliente è un soggetto “non titolare di partita IVA, deve essere emessa e consegnata una copia cartacea della fattura, a meno che il cliente stesso non vi rinunci espressamente. Nel caso di controlli successivi che evidenzino difformità tra la copia analogica e la e-fattura, salvo prova contraria, prevarranno comunque le informazioni riportate nella fattura elettronica.

 

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