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Cosa fare in caso di trasmissione errata dei corrispettivi?

Con una FAQ del 17 gennaio 2020, pubblicata sul portale Fatture e corrispettivi, l’Agenzia delle Entrate illustra la procedura da seguire per segnalare una trasmissione errata dei corrispettivi.

In tale situazione l’utente deve

  1. accedere alla sezione “Monitoraggio delle ricevute dei file trasmessi” del portale Fatture e corrispettivi;
  2. risalire alla trasmissione errata, flaggare la casella "Trasmissione anomala";
  3. compilare il campo "Motivazione”.

L’Agenzia delle Entrate ricorda che è importante contattare l'installatore per modificare le impostazioni del registratore telematico e liquidare correttamente l'imposta.


L'Agenzia delle Entrate ha precisato la corretta procedura da adottare al fine di segnalare una trasmissione errata dei corrispettivi.

Sonno interessati alla procedura i soggetti tenuti alla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri, ai sensi dell’art. 2, comma 1, del DLgs. n. 127/2015, che hanno effettuato la trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate, ma hanno rilevato anomalie nei dati inviati.
I passaggi, in particolare, sono i seguenti:

  1. accedere al portale “Fatture e corrispettivi”;
  2. accedere alla sezione “Monitoraggio delle ricevute dei file trasmessi” dell'area di Consultazione;
  3. accedere a “Ricevute file corrispettivi telematici”;
  4. risalire alla trasmissione errata, attraverso gli appositi parametri di ricerca (data o identificativo trasmissione);
  5. compilare il campo “Motivazione”.

Nella FAQ si ricorda altresì la necessità di contattare l’installatore del registratore telematico per modificarne le impostazioni e di liquidare correttamente l’imposta.

 

Per approfondire: Trasmissione telematica dei corrispettivi: "scontrino elettronico"

Cosa fare se il registratore telematico non funziona?

Nel portale “fatture e corrispettivi” presente nel sito Internet dell’Agenzia delle Entrate sono presenti gli strumenti che permettono di gestire la trasmissione dei dati dei corrispettivi in caso di malfunzionamenti del Registratore Telematico che impediscono la memorizzazione elettronica degli stessi.

Il malfunzionamento è segnalato direttamente dal registratore telematico: il sistema interrompe il funzionamento e trasmette apposita segnalazione all’Agenzia delle Entrate secondo il tracciato “Evento dispositivo”.

Se tale segnalazione non viene effettuata automaticamente dal registratore, l’esercente deve immediatamente segnalare l'anomalia all’Agenzia delle Entrate sempre attraverso il portale “Fatture e Corrispettivi”.

Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate sono contenute nel Provvedimento 28.10.2016. Tale documento evidenzia che in caso di mancato o irregolare funzionamento del registratore telematico l’esercente deve richiedere tempestivamente l’intervento di un tecnico abilitato e, fino a quando non ne sia ripristinato il corretto funzionamento (oppure si doti di altro Registratore Telematico regolarmente in servizio) provvede all’annotazione dei dati dei corrispettivi delle singole operazioni giornaliere su apposito registro, che potrà essere tenuto anche in modalità informatica (esempio: excel, word o altro).

 

Quali procedure da seguire in caso di guasto? L’esercente deve:

  1. comunicare il guasto all’Agenzia delle Entrate. Sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate è necessario accedere alla funzione tramite la voce di menù “Procedure di Emergenza > Dispositivo Fuori Servizio”, disponibile nella sezione “Area Gestore ed Esercente”;
  2. richiedere l’intervento di un tecnico abilitato;
  3. annotare i corrispettivi incassati nel periodo di malfunzionamento del registratore in un apposito registro cartaceo; a tal fine potrà essere utilizzato il registro già predisposto per il vecchio registratore di cassa. Tale registro può essere anche tenuto in formato elettronico;
  4. provvedere all’invio dei dati relativi agli incassi giornalieri direttamente all’Agenzia delle Entrate.

La procedura da seguire in caso di malfunzionamento è, pertanto, simile alla precedente in vigenza dei “vecchi registratori”, con in più il nuovo doppio onere di segnalare il “fuori servizio” del Registratore Telematico guasto all’Agenzia delle Entrate e di trasmettere telematicamente i corrispettivi.

Gli importi dei corrispettivi andranno trasmessi telematicamente utilizzando la procedura d’emergenza (dispositivo fuori servizio) nell’area dedicata (area gestore ed esercente).

Tali corrispettivi dovranno essere trasmessi sotto forma di totale giornaliero distinto per aliquota IVA.

In caso di guasto al registratore telematico, perciò, l'operatore dovrà procedere all'invio telematico dei corrispettivi sul attraverso il sito dell'Agenzia delle Entrate. Per fare ciò è necessario

  1. accedere alla piattaforma Fatture e Corrispettivi, Servizi Gestore ed Esercente;
  2. selezionare il dispositivo (il R.T.) interessato dal malfunzionamento;
  3. selezionare la funzione cambia stato, evento “fuori servizio” .

Per poter trasmettere telematicamente i dati è necessario

  • accedere all’area procedure di emergenza, dispositivo fuori servizio (cioè il registratore telematico che non funziona);
  • inviare entro 12 giorni i dati relativi ai corrispettivi giornalieri, totalizzati per aliquota IVA, nel campo relativo al registratore messo fuori servizio.

Il Registratore Telematico una volta tornato in funzione invierà telematicamente segnalazione all’Agenzia delle Entrate della propria riattivazione in servizio.

 

Per approfondire: Trasmissione telematica dei corrispettivi: "scontrino elettronico"

 

 

Con la circolare n. 14/E del 17 giugno 2019 l'Agenzia delle Entrate è intervenuta nuovamente sulla fatturazione elettronica: in prossimità del termine del periodo transitorio e con l’avvio delle novità che si applicheranno dal 1° luglio 2019, il documento fornisce indicazioni sulla data di emissione della fattura elettronica e sui soggetti obbligati all’invio dell'esterometro.

Nella circolare l'Amministrazione finanziaria affronta inoltre il tema della fatture miste relative alle spese sanitarie così come il tema spinoso del calcolo dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche da pagare con cadenza trimestrale.

 

Entreranno in vigore dal 1° luglio 2019

  • le nuove regole relative alla data di emissione della fattura elettronica,

 

Fattura elettronica: le novità dal 1° luglio 2019

Il primo periodo di applicazione dell'obbligo di fatturazione elettronica ha permesso ai titolari di partita Iva di familiarizzare con i nuovi strumenti di emissione e ricezione.

Questo periodo transitorio è stato caratterizzato dalla moratoria sulle sanzioni e dal termine di invio più ampio.

 

ATTENZIONE: DAL1° LUGLIO SI CAMBIA!

La circolare n. 14/E del 17 giugno 2019 fornisce indicazioni e chiarimenti sui nuovi obblighi in tema di fatturazione elettronica.

 

Novità per la fattura “immediata”

Di particolare interesse è il paragrafo relativo alle novità che si applicheranno a partire dal 1° luglio 2019. L’articolo 11 del D.L. n. 119/2018 ha modificato l’articolo 21 del DPR 633/1972 prevedendo, per le fatture emesse dal 1° luglio 2019:

  • che il documento deve indicare la data in cui è effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi ovvero data in cui è corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo, se tale data risulti diversa dalla data di emissione della fattura (cfr. il nuovo comma 2, lettera g-bis);

  • la possibilità di emettere la fattura entro dieci giorni dall’effettuazione dell’operazione determinata ai sensi dell’articolo 6 (così il nuovo comma 4, primo periodo). La fattura non deve essere necessariamente essere emessa entro le 24 ore del giorno in cui è effettuata l’operazione, ma si avranno 10 giorni di tempo a partire dal 1° luglio 2019. In sede di conversione del Decreto Crescita il termine è passato da 10 a 12 giorni.

La circolare evidenzia che la data di emissione della fattura elettronica è la data riportata nel campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file della fattura elettronica e rappresenta una delle informazioni obbligatorie ai sensi degli articoli 21 e 21-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

La data da indicare nella fattura è quella in cui è effettuata l’operazione in quanto sarà il SdI ad attestare la data e l’orario di avvenuta “trasmissione”.

L’Agenzia delle Entrate fornisce il seguente esempio: a fronte di una cessione effettuata in data 28 settembre 2019, la fattura “immediata” che la documenta potrà essere:

  • emessa (ossia generata e inviata allo SdI) il medesimo giorno, così che “data dell’operazione” e “data di emissione” coincidano ed il campo “Data” della sezione “Dati Generali” sia compilato con lo stesso valore (28 settembre 2019);
  • generata il giorno dell’operazione e trasmessa allo SdI entro i 10 giorni successivi (in ipotesi l’8 ottobre 2019), valorizzando la data della fattura (campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file) sempre con la data dell’operazione (in ipotesi il 28 settembre 2019);
  • generata e inviata allo SdI in uno qualsiasi dei giorni intercorrenti tra l’operazione (28 settembre 2019) e il termine ultimo di emissione (8 ottobre 2019), valorizzando la data della fattura (campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file) sempre con la data dell’operazione (28 settembre 2019).”

 

Fattura elettronica “differita”: nessun cambiamento

Resta in vigore, anche a partire dal 1° luglio 2019, la possibilità di emissione della fattura differita. In questi casi, come data di effettuazione dell'operazione, sarà possibile indicare una sola data, cioè quella dell’ultima operazione (ultimo DDT).

L’opzione per la fattura differita resta valida nei casi di cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulta dal documento commerciale individuato nell’articolo 2, comma 5, ultimo periodo del d.lgs. n. 127 del 2015, cioè da un documento di trasporto (DDT) o da altro idoneo a identificare i soggetti tra i quali è effettuata l’operazione, avente le caratteristiche determinate con decreto del Presidente della Repubblica 14 agosto 1996, n. 472, per i quali è previsto che la fattura rechi il dettaglio delle operazioni (cfr. l’articolo 21, comma 4, lettera a), del decreto IVA).

Esempio: vengono effettuate tre cessioni nei confronti dello stesso soggetto in data 2, 10 e 28 settembre 2019, con consegna accompagnata dai rispettivi documenti di trasporto e si vuole emettere un’unica fattura ex articolo 21, comma 4, lettera a), del decreto IVA. In questo caso si può generare ed inviare la fattura differita allo SdI in uno qualsiasi dei giorni intercorrenti tra il 1° ed il 15 ottobre 2019, valorizzando la data della fattura (campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file) con la data dell’ultima operazione (28 settembre 2019).

 

 

Altre novità evidenziate nella circolare

  1. Minimi e forfettari fuori dall’esterometro. Non sono tenuti all’invio dell’esterometro i contribuenti titolari di partita IVA in regime dei minimi e in regime forfettario.
  2. Sanzioni spesometro secondo semestre 2018. L’Agenzia delle Entrate ricorda che l’abrogazione dello spesometro a decorrere dal 1° gennaio 2019 non salva dall’applicazione delle sanzioni l’omesso o tardivo invio della comunicazione relativa al secondo semestre, la cui scadenza era fissata al 30 aprile 2019.
  3. Fatture sanitarie sempre cartacee. Per le fatture sanitarie resta il divieto di emissione del documento in formato elettronico anche in caso di prestazioni miste, sia sanitarie che accessorie: anche se l’operatore fattura separatamente le spese sanitarie rispetto a quelle non sanitarie, queste ultime devono essere fatturate elettronicamente solo se non contengono alcun elemento da cui sia possibile desumere informazioni relative allo stato di salute del paziente.
  4. Bollo solo sulle e-fatture corrette. Il nuovo servizio che calcola in automatico l’importo dovuto si basa esclusivamente sulle fatture transitate attraverso lo Sdi, correttamente elaborate e non quelle scartate.

 

 

 Guida all'adempimento dal 1 gennaio 2020, aggiornato con il Provvedimento 739122 del 31/10/2019

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Guida all'adempimento dal 1 gennaio 2020, aggiornato con il Provvedimento 739122 del 31/10/2019

Dal 1° luglio 2019, sempre nell’ottica di favorire i processi di digitalizzazione delle imprese, è entrato in vigore un nuovo adempimento di carattere fiscale. Infatti, dopo l’avvento della fatturazione elettronica nei rapporti B2B e B2C è stato introdotto il c.d. “scontrino elettronico”. Tutti gli operatori economici obbligati all’emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale trasmettono, quotidianamente, all’Agenzia delle Entrate i dati relativi agli incassi giornalieri rilevati nei propri misuratori fiscali.

Tale rivoluzione, come anzi detto, connessa all’avvento della fatturazione elettronica tra privati, ha come scopo principale quello di combattere l’evasione fiscale favorendo uno scambio immediato delle informazioni tra contribuente e amministrazione finanziaria.

Nel presente e-book affronteremo le principali tematiche connesse al nuovo adempimento con un focus particolare sugli ultimi provvedimenti normativi e sulle ultime risoluzioni emanate dall’Agenzia delle Entrate.

Il nuovo adempimento, come anzi detto obbligatorio già dal 1° luglio 2019 per i contribuenti con volume d’affari superiore a 400.000 euro, verrà esteso a tutti i commercianti e ai soggetti di cui all’art. 22 del D.P.R. 633/72, indipendentemente dal volume d’affari annuale.

Successivamente all’entrata in vigore generalizzata di tale obbligo non sarà più possibile utilizzare le vecchie ricevute o l’emissione dello scontrino fiscale che dovranno essere sostituiti dalla fatturazione elettronica o dalla emissione dello scontrino c.d. elettronico.

Nella prima parte della pubblicazione verrà affrontato il contesto normativo di riferimento con un focus particolare sui recenti provvedimenti emanati dall’Agenzia delle Entrate e dal Ministero delle Economia e Finanza.

Nella seconda parte verranno affrontate, con un taglio operativo, le modalità di assolvimento del nuovo obbligo e le particolarità connesse al funzionamento dei misuratori fiscali.

Nella terza parte verrà affrontata la questione relativa ai soggetti esonerati dall’adempimento e alle criticità connesse alla loro individuazione.

Nella quarta parte verrà affrontata la tematica connessa al credito d’imposta spettante, per l’esercizio 2019 e 2020, a tutti i contribuenti che acquistano o adeguano un misuratore fiscale al fine di poter adempiere alla trasmissione telematica di corrispettivi giornalieri.

Nell’ultima parte vengono affrontate alcune tematiche in relazione agli adempimenti che i soggetti obbligati devono porre in essere, all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi”, per collegare il misuratore fiscale ed eventualmente intervenire qualora vi siano delle particolari problematiche di connessione.

Il lavoro sarà completato da una appendice normativa utile al fine di rendere maggiormente fruibile al lettore la presente pubblicazione.

Indice

Introduzione
1. Contesto normativo di riferimento
1.1 Legge n. 311 del 30/12/2004
1.2 Decreto legislativo n. 127 del 05/08/2015
1.3 Decreto Ministero Economia e Finanze del 10/05/2019
1.4 Risoluzione 116/E del 21/12/2016 e Risoluzione 47/E del 8/05/2019
2. I corrispettivi elettronici: modalità di assolvimento dell’adempimento 
2.1 Implicazioni del nuovo adempimento
2.2 Modalità operative di assolvimento dell’adempimento
2.3 Obbligo di certificazione: il documento di ASSIREVI
2.3 Regime sanzionatorio
2.4 Ultimi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate
2.5 Fattura elettronica semplificata: un’alternativa da considerare
3. I soggetti esonerati dalla trasmissione telematica dei corrispettivi 
3.1 Esenzione per commercio elettronico indiretto
3.2 Trasmissione telematica dei corrispettivi anche per i forfetari
4. Credito d’imposta per acquisto o adeguamento misuratori fiscali
4.1 Esemplificazione pratica determinazione e utilizzo del credito d’imposta
5. Modalità operative per l’adeguamento dei misuratori fiscali 
5.1 Le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate
5.2 Guida alla configurazione e adattamento dei registratori telematici
5.2.1 Primo passo: dotarsi di un registratore telematico
5.2.2 Secondo passo: ottenere le credenziali per accedere al portale
5.2.3 Terzo passo: accreditamento del Registratore Telematico
5.2.4 Quarto passo: installazione, censimento, attivazione e messa in servizio del Registratore Telematico
5.2.5 Quinto passo: utilizzo dei servizi messi a disposizione del soggetto obbligato
5.2.6 Sesto passo: consultazione
6. Il cronoprogramma degli adeguamenti 
Appendice normativa

  • Decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127
  • Decreto MEF del 10 maggio 2019
  • Risoluzione n.116 /E del 21 dicembre 2016
  • Risoluzione n. 47/E dell’8 maggio 2019
  • E Book – Collana I PRATICI di Fiscoetasse 4
  • Risoluzione N. 33 /E del 1 marzo 2019
  • Provvedimento Agenzia delle Entrate n. 99297/2019

Isbn: 9788868058104

Circolare direttoriale 6 giugno 2019, n. 243317

ZFU Sisma Centro Italia. Chiarimenti in merito alle modalità e ai termini di presentazione delle istanze di accesso alle agevolazioni

La circolare fornisce chiarimenti in merito alle modalità di fruizione delle esenzioni fiscali e contributive, nonché alle modalità e ai termini di presentazione delle istanze di accesso alle agevolazioni in favore delle imprese e dei titolari di reddito di lavoro autonomo localizzati nella zona franca urbana istituita ai sensi dell’articolo 46 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 nei comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a far data dal 24 agosto 2016, alla luce delle novità introdotte dall’articolo 1, comma 759, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio 2019).

Un comunicato relativo alla circolare è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 Fonte www.mise.gov.it 
 
 
PRINCIPALI DISPOSIZIONI DELLA CIRCOLARE
 
Proroga del periodo di fruizione delle agevolazioni già concesse
Proroga del periodo di fruizione delle agevolazioni I soggetti già beneficiari delle esenzioni fiscali e contributive previste per la zona franca urbana di cui all’articolo 46 del decreto-legge 50/2017, ai sensi di quanto disposto dall’articolo 1, comma 759, della legge di bilancio 2019, possono fruire delle somme residue già concesse e non fruite per i periodi d’imposta 2017 e 2018 anche per i periodi d’imposta 2019 e 2020.
 
Nuovo bando per la concessione delle agevolazioni
Soggetti beneficiari Possono beneficiare delle nuove agevolazioni le seguenti categorie di soggetti:
a) le imprese e i titolari di reddito di lavoro autonomo, già beneficiari delle agevolazioni di cui all’articolo 46, comma 2, del decreto-legge 50/2017 nell’ambito dei precedenti bandi emanati dal Ministero;
b) le imprese e i titolari di reddito di lavoro autonomo, di qualsiasi dimensione che, all’interno della zona franca urbana, hanno avviato una nuova iniziativa economica in data successiva Al 31 dicembre 2017, ovvero che si impegnano ad avviarla entro il 31 dicembre 2019.
 
Requisiti di accesso alle agevolazioni
a) Requisiti di accesso alle agevolazioni per i soggetti già beneficiari di cui al paragrafo 6, lettera a) Ai fini dell’accesso alle nuove agevolazioni, i soggetti già beneficiari di cui al paragrafo 6, lettera a) devono confermare, in sede di presentazione dell’istanza di cui al paragrafo 10, il mantenimento dei pertinenti requisiti di cui alle circolari attuative n. 99473 del 4 agosto 2017 e n. 144220 del 5 marzo 2018, già dichiarati in occasione dei precedenti bandi, così come eventualmente variati o aggiornati per effetto di comunicazioni di variazione trasmesse al Ministero e da questo approvate.
b) Requisiti di accesso alle agevolazioni per i soggetti di cui al paragrafo 6, lettera b) Ai fini dell’accesso alle agevolazioni, i soggetti di cui al paragrafo 6, lettera b), devono essere in possesso di tutti i requisiti di seguito elencati:
- Costituzione Tutte le imprese devono essere costituite e regolarmente iscritte nel Registro delle imprese alla data di presentazione dell’istanza di agevolazione di cui al paragrafo 10. Ai fini di cui sopra, rileva la data di costituzione, oppure di iscrizione al Registro delle imprese per quelle non tenute alla costituzione con apposito atto, come risultante dal certificato camerale dell’impresa. I titolari di reddito di lavoro autonomo devono aver presentato, alla data di presentazione dell’istanza, la comunicazione di cui all’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 e successive modificazioni e integrazioni.
- Disponibilità della sede all’interno della zona franca urbana I soggetti istanti, per l’esercizio dell’attività economica, devono disporre, sulla base di un idoneo titolo di disponibilità regolarmente registrato, della sede legale o di una sede operativa ubicata all’interno della zona franca urbana. Per le imprese, la sede di cui sopra deve essere regolarmente segnalata alla competente Camera di Commercio e risultare dal relativo certificato camerale. Per i titolari di reddito di lavoro autonomo, la sede deve essere stata comunicata all’Agenzia delle entrate ai sensi di quanto previsto dal citato 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 e successive modificazioni e integrazioni. 6 Per i soggetti che, alla data di presentazione dell’istanza di cui al paragrafo 10, non hanno ancora avviato l’attività economica all’interno della zona franca urbana, la disponibilità della sede legale o di una sede operativa ubicata all’interno della medesima deve essere dimostrata all’atto della comunicazione di avvio dell’attività di cui al successivo punto.
- Attività svolta all’interno della zona franca urbana Fermi restando i motivi di esclusione di cui al paragrafo 6, possono accedere alle agevolazioni i soggetti che, disponendo della sede legale o della sede operativa ubicata all’interno della zona franca urbana, hanno avviato l’attività in data successiva al 31 dicembre 2017, ovvero che, pur non disponendo di una sede all’interno della medesima, si impegnano ad avviarla entro il 31 dicembre 2019. A tal fine, rileva la data di inizio dell’attività come risultante da certificato camerale, ovvero, nel caso di titolari di reddito di lavoro autonomo, la data di inizio attività comunicata all’Agenzia delle entrate mediante la dichiarazione di inizio attività di cui all’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica. n. 633 del 1972 e successive modificazioni e integrazioni. Per i soggetti non ancora avviati alla data di presentazione dell’istanza, l’efficacia del provvedimento di concessione e la conseguente fruizione dell’agevolazione restano condizionate all’avvio dell’attività nella zona franca urbana, il quale dovrà essere comunicato al Ministero con dichiarazione sostitutiva di atto notorio (allegato n. 3 alla presente circolare) e nelle modalità che saranno comunicate sul sito web istituzionale del Ministero www.mise.gov.it successivamente al provvedimento di concessione. Il mancato avvio dell’attività nella zona franca urbana entro il previsto termine del 31 dicembre 2019 comporta la decadenza dalle agevolazioni. Per la perimetrazione della zona franca urbana si rimanda alla circolare n. 99473 del 4 agosto 2017, disponibile anche sul sito istituzionale del Ministero www.mise.gov.it, nella quale è riportato l’elenco dei Comuni compresi nella predetta zona franca.
- Attività economica Le agevolazioni sono concesse nel rispetto del regolamento 1407/2013 e del regolamento 1408/2013. Possono, quindi, accedere alle agevolazioni i soggetti che operano in tutti i settori di attività economica, con esclusione del settore della pesca e dell’acquacoltura. I soggetti richiedenti rientrano nell’ambito di applicazione di uno dei predetti regolamenti de minimis in relazione al codice ATECO 2007 riferito all’attività svolta nella sede legale o nella sede operativa ubicata nella zona franca urbana alla data di presentazione dell’istanza, come risultante dal relativo certificato camerale dell’impresa istante, ovvero, per i titolari di reddito di lavoro autonomo, dalla comunicazione di cui all’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 e successive modificazioni e integrazioni.  Per i soggetti che, alla data di presentazione dell’istanza di agevolazione, non hanno ancora avviato l’attività in zona franca urbana, farà fede, ai fini della determinazione delle agevolazione concedibile, il codice ATECO 2007 relativo all’attività dichiarata nella medesima istanza, fatte salve le successive verifiche. Nel caso in cui, nella medesima sede ubicata nella zona franca urbana, sono svolte, congiuntamente all’attività ammissibile alle agevolazioni, anche attività riconducibili al settore della pesca e dell’acquacoltura di cui al regolamento 1379/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea n. L 354/22 del 28 dicembre 2013, le agevolazioni possono essere riconosciute esclusivamente per l’attività ammissibile. In tali casi, trova applicazione quanto stabilito dall’articolo 1, comma 2, del regolamento 1407/2013, ovvero dall’articolo 1, comma 3, del regolamento 1408/2013 in merito all’obbligo in capo al soggetto beneficiario di assicurare, attraverso un’adeguata separazione delle attività e/o la distinzione dei costi, che le attività escluse dall’ambito di applicazione dei predetti regolamenti non beneficino degli aiuti in oggetto. A tal fine, si ritiene che un “criterio giuridico” idoneo possa essere quello della “contabilità separata”, mediante il quale è agevole la verifica che il beneficio resti confinato nell’ambito dell’attività ammissibile in relazione alla quale è concesso. Nel caso in cui il soggetto interessato svolga la propria attività anche al di fuori della zona franca urbana e, al contempo, eserciti, all’interno della stessa, anche un’attività riconducibile al settore della pesca e dell’acquacoltura, andrà garantita dal punto di vista contabile la separazione dei redditi prodotti fuori dalla zona franca urbana da quelli prodotti al suo interno, nonché, con riferimento a questi ultimi, la segregazione di quelli esclusi e, pertanto, non agevolabili.
- Assenza di procedure concorsuali I soggetti istanti devono trovarsi, alla data di presentazione dell’istanza di agevolazione di cui al paragrafo 10, nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili, non essere in liquidazione volontaria o sottoposti a procedure concorsuali.
- Sanzioni interdittive Non possono essere ammessi alle agevolazioni i soggetti nei cui confronti sia stata applicata la sanzione interdittiva di cui all’articolo 9, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.
- Incompatibilità delle agevolazioni con il regime fiscale di vantaggio e forfetario per i contribuenti minimi I contribuenti cui è applicabile il regime fiscale di vantaggio per imprenditoria giovanile e per i lavoratori in mobilità ex articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, nonché il regime fiscale forfetario di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 8 190 e successive modificazioni, per poter accedere alle agevolazioni devono aver optato, alla data di presentazione dell’istanza di cui al paragrafo 10, per l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto e delle imposte sui redditi nei modi ordinari, con le modalità previste dal comma 70 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190.
 
Agevolazioni concedibili Le agevolazioni concedibili sono rappresentate dalle esenzioni fiscali e contributive previste dall’articolo 46, comma 2, del decreto-legge 50/2017.
Per i soggetti di cui alla lettera a) del paragrafo 6, le predette agevolazioni sono riconosciute esclusivamente per i periodi di imposta 2019 e 2020. Come previsto dall’articolo 46, comma 2, del decreto-legge 50/2017, i titolari di reddito di lavoro autonomo possono beneficiarie esclusivamente dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
Per i soggetti di cui alla lettera b) del paragrafo 6 che hanno avviato l’attività in zona franca urbana in data successiva al 31 dicembre 2017, ovvero che si impegnano ad avviarla entro il 31 dicembre 2019, le agevolazioni sono riconosciute per il periodo d’imposta relativo all’avvio dell’attività nella medesima zona franca urbana e per i periodi successivi, che non potranno comunque eccedere l’annualità del 2020.
Resta inteso che, ai sensi di quanto stabilito dall’articolo 46, comma 2, del decreto-legge 50/2017, ai titolari di reddito di lavoro autonomo è riconosciuto il solo esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente di cui alla lettera d) del predetto articolo 46, comma 2. Per la più completa disciplina delle condizioni e dei limiti riferiti a ciascuna delle tipologie di esenzioni fiscali e contributive si rimanda a quanto chiarito al paragrafo 3 della circolare n. 99473 del 4 agosto 2017.
 
Intensità delle agevolazioni Le agevolazioni sono concesse ai sensi e nei limiti del regolamento 1407/2013 e del regolamento 1408/2013. Ciascun soggetto può beneficiare delle agevolazioni fino al limite massimo di euro 200.000,00, ovvero:
a) nel caso di soggetti attivi nel settore del trasporto di merci su strada per conto terzi, di euro 100.000,00;
b) nel caso di soggetti attivi nel settore agricolo, di euro 20.000,00, ovvero 25.000,00 qualora lo Stato italiano soddisfi le due condizioni previste dall’articolo 3 del regolamento 1408/2013.
 
 
 

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