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Ci avviciniamo al Natale e al consueto scambio di regali. Come ogni anno le aziende e i professionisti si stanno organizzando per omaggiare i propri clienti, fornitori o dipendenti di un dono natalizio.

Per operare delle scelte ponderate è bene tenere in considerazione anche l’inquadramento di tali spese ai fini delle imposte dirette ed indirette.

L’omaggio può essere rappresentato da beni acquisiti appositamente a tal fine o da beni oggetto della propria attività e può essere indirizzato a soggetti terzi, clienti o dipendenti, con diversi riflessi in termini contabili e fiscali.

Possiamo avere i seguenti casi:

  1. omaggi, a dipendenti, di beni da parte dell’impresa;
  2. omaggi, a clienti/fornitori, di beni che rientrano nella propria attività;
  3. omaggi, a clienti/fornitori, di beni che non rientrano nella propria attività;
  4. omaggi dei professionisti.

 

  1. L’azienda può decidere di omaggiare il proprio cliente o fornitore con beni propri, cioè con beni prodotti o anche solo commercializzati dalla stessa.

In questi casi bisogna fare molta attenzione nel predisporre la corretta documentazione attestante l’uso del bene prodotto o commercializzato e in contabilità dovrà essere rilevato il passaggio del bene tra le spese di rappresentanza. Il valore del bene da prendere a base della scrittura contabile e anche del calcolo IVA sarà costituito dal prezzo di acquisto o, in mancanza, dal prezzo di costo del bene, determinato nel momento in cui si effettua la cessione gratuita.

 

  1. Nel caso in cui si voglia omaggiare il cliente/fornitore con beni che non rientrano nell’attività d’impresa i relativi costi di acquisto saranno:
  • integralmente deducibili dal reddito di impresa nel periodo di sostenimento, se i beni sono di valore unitario inferiore a 50 euro;
  • qualificati come spese di rappresentanza e deducibili nel limite massimo ottenuto applicando, ai ricavi della gestione caratteristica, le percentuali previste a seconda del volume di ricavi (dal 1° gennaio 2016 valgono i seguenti limiti: 1,5% dei ricavi e altri proventi della gestione caratteristica fino a euro 10 milioni; 0,6% dei ricavi e altri proventi della gestione caratteristica per la parte eccedente euro 10 milioni e fino a 50 milioni; 0,4% dei ricavi e altri proventi della gestione caratteristica per la parte eccedente euro 50 milioni.

Cerchiamo di sintetizzare di seguito i principali casi di “omaggi di beni non rientranti nell’attività di impresa” e, nello specifico, di

  • acquisto di cesti natalizi;
  • acquisto di alimenti e bevande o compresi in cesti natalizi o acquistati separatamente;
  • spese relative alle cene natalizie.

Per quanto riguarda l’acquisto di cesti natalizi, l’unica accortezza da utilizzare è che il limite di € 50,00 va riferito al costo dell’intera confezione e non a quello dei singoli componenti. Di conseguenza è indetraibile l’IVA relativa all’acquisto di un cesto regalo di costo superiore a 50 Euro, mentre è detraibile l’IVA relativa all’acquisto di un cesto regalo di costo non superiore a 50 Euro.

Per quanto riguarda l’acquisto di alimenti e bevande (che non formano oggetto dell’attività d’impresa), l’art. 19, co. 1, lett. f), D.P.R. 633/1972 prevede che “non è ammessa in detrazione l'imposta relativa all'acquisto o all'importazione di alimenti e bevande ad eccezione di quelli che formano oggetto dell'attività propria dell'impresa o di somministrazione in mense scolastiche, aziendali o interaziendali o mediante distributori automatici collocati nei locali dell'impresa”. Tuttavia, in deroga a tale disposizione, l’Amministrazione Finanziaria nella C.M. 54/E/2002 ha riconosciuto la detrazione dell’IVA purché gli stessi siano di costo unitario non superiore a 50 Euro e rientrino fra le spese di rappresentanza (cioè sono inerenti rispetto l’attività e risultano destinate ai clienti).

Per quanto riguarda le cene natalizie è importante definire quando le stesse rientrano tra le spese di rappresentanza: la C.M. 34/E/2009 ha precisato che le spese per feste e ricevimenti organizzati in occasione di ricorrenze aziendali o festività religiose o nazionali sono da considerare spese di rappresentanza a meno che all’evento siano presenti esclusivamente dipendenti dell’impresa. In caso, dunque, alla cena siano presenti esclusivamente dipendenti dell’impresa la spesa non rientrerà tra le spese di rappresentanza e l’IVA sarà indetraibile (vedi punto 3 di seguito).

 

  1. Spesso l’omaggio è destinato ai propri dipendenti. In tali casi il costo di acquisto dei beni va classificato nella voce “spese per prestazioni di lavoro dipendente” e non tra le spese di rappresentanza. La regola relativa alla deduzione è contenuta negli articoli 81, 95 e 100 Tuir.

Il bene regalato, sia esso prodotto o commercializzato dalla azienda ovvero appositamente acquistato, genererà un costo interamente deducibile.

Dal punto di vista IVA, invece, occorre distinguere due casi:

  • se vi è una cessione gratuita di beni che non rientrano nell’attività propria dell’impresa, l’imposta all’atto dell’acquisto sarà indetraibile e la loro cessione esclusa dal campo di applicazione della stessa;
  • in presenza invece di cessione gratuita di beni la cui produzione/commercio rientra nell’attività propria dell’impresa, se i beni omaggio avranno valore imponibile inferiore a 50 Euro sconteranno la detrazione dell’imposta al 100%, in caso contrario l’Iva sarà completamente indetraibile.

 

  1. Un trattamento diverso è previsto per i professionisti che effettuano omaggi.

Se l’omaggio è destinato ai clienti o fornitori, il costo di acquisto dei beni sarà contabilizzato quale spesa di rappresentanza a prescindere dal valore unitario del bene omaggiato e risulterà deducibile fino al valore corrispondente all’1% dei compensi relativi al periodo di imposta considerato. La detraibilità IVA sarà legata all’importo:

  • se i beni omaggio hanno valore imponibile inferiore a 50 Euro, sconteranno la detrazione dell’imposta al 100%,
  • se il valore imponibile è superiore a 50 Euro, la relativa imposta sarà indetraibile.

Se gli omaggi sono rivolti ai dipendenti, troveranno applicazione le medesime regole previste per l’attività di impresa sopra analizzate.

 

 

 

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