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L'Agenzia delle Entrate, nel corso del video-forum organizzato da “Italia Oggi” il giorno 15 novembre 2018,

ha fornito i primi chiarimenti sul tema della fatturazione elettronica.

Ecco in sintesi i chiarimenti forniti

 

MODELLI INTRA

Domanda: Si chiede se, con l'introduzione della fatturazione elettronica a partire dal prossimo 1° gennaio 2019, per le cessioni in ambito comunitario resta obbligatoria la presentazione del modello INTRA ovvero se il fornitore italiano emette la fattura con indicazione della sigla XXXXXXX, in quanto destinatario non residente, resta comunque obbligatorio il detto adempimento.

Risposta: Il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate n. 194409 del 25 settembre 2017 - emanato in attuazione delle disposizioni dell'articolo 50, comma 6, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331 (da ultimo modificato dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19) – ha introdotto misure di semplificazione degli obblighi comunicativi dei contribuenti in relazione agli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie (c.d. “Intrastat”).

In particolare, in considerazione dell'obbligo di comunicazione dei dati delle fatture transfrontaliere di cui all'articolo 1, comma 3bis, del D.Lgs. n.127/15, restano in vigore le predette semplificazioni per le quali:

  • l'obbligo di comunicazione mensile dei modelli INTRA 2bis resta in capo – ai soli fini statistici – ai soggetti passivi che hanno effettuato acquisti di beni intracomunitari per importi trimestrali pari o superiori a 200.000 euro;

  • l'obbligo di comunicazione mensile dei modelli INTRA 2quater resta in capo – ai soli fini statistici – ai soggetti passivi che hanno effettuato acquisti di servizi intracomunitari per importi trimestrali pari o superiori a 100.000 euro.

Per maggiori approfondimenti: Provvedimento del 25 settembre 2017.

 

DELEGHE DEI CONTRIBUENTI

Domanda: Il conferimento delle deleghe anche per utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica deve essere sottoscritto dal contribuente e consegnato anche da un intermediario; si chiede quale sia la procedura, giacché alcuni Uffici periferici chiedono la presentazione di una procura ad hoc e l'attestazione in calce al modello che la firma è originale da parte dello stesso intermediario.

Risposta: Le procedure per il conferimento della delega ai servizi di fatturazione elettronica messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate nel portale “Fatture e Corrispettivi” sono quelle definite con il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate n. 291241 del 5 novembre scorso, disponibile anche nell'area tematica della fatturazione elettronica accessibile dalla home page del sito internet dell'Agenzia delle entrate.

 

SEZIONALI IVA

Domanda: In vigenza del D.M. 23/1/2004 in presenza di alcune fatture elettroniche, per evitare di dover conservare anche quelle cartacee in modo sostitutivo, era stata individuata la possibilità di adottare numerazioni e/o annotazioni sezionali delle fatture elettroniche (circolare 36/E/2006 § 5.3, risoluzioni 161/E/2007 e 267/E/2007). Il D.M. 17/6/2014, a differenza del precedente decreto del 2004, non richiede espressamente l'obbligo di operare, per periodo d'imposta, la medesima modalità di conservazione per tutti i documenti rientranti nella medesima categoria. Ferma restando la facoltà per il contribuente, è corretto ritenere quindi che la suddetta adozione di sezionali non è più obbligatoria al fine di evitare di ricadere nell'obbligo di conservare in modo sostitutivo anche le fatture analogiche?

Risposta: In linea con la piena equiparazione tra fattura analogica ed elettronica, i contribuenti non sono tenuti ad adottare registri sezionali/sotto sezionali ai fini della registrazione e della conservazione delle fatture elettroniche e analogiche, potendo avvalersi di modalità di conservazione sia elettroniche - obbligatorie per le fatture elettroniche ai sensi dell'articolo 39 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 – sia analogiche. Inoltre, la numerazione delle fatture elettroniche e di quelle analogiche può, come già chiarito dalla risoluzione n. 1/E del 10 gennaio 2013, proseguire ininterrottamente, a condizione che sia garantita l'identificazione univoca della fattura, indipendentemente dalla natura analogica o elettronica. Così, ad esempio, alla fattura numero 1 analogica, possono succedere la numero 2 e 3 elettroniche, la numero 4 analogica e così via, senza necessità di ricorrere a separati registri sezionali, fermo restando il rispetto del sopra richiamato articolo 39.

 

CONSERVAZIONE A NORMA

Domanda: È previsto che la conservazione per 15 anni delle fatture XML da parte dell'Agenzia delle Entrate è necessario sottoscrivere un accordo di durata triennale, rinnovabile. Il rinnovo non è attualmente tacito e quindi l'Agenzia delle Entrate prevede un sistema di “allarme” prima della scadenza? E se il contribuente dimentica il rinnovo, quali sono le conseguenze? È possibile ratificare comunque l'allungamento della gestione di conservazione?

Risposta: Attraverso il servizio di conservazione elettronica offerto gratuitamente dall'Agenzia delle entrate – attivabile con la sottoscrizione della Convenzione nel portale “Fatture e Corrispettivi” – tutte le fatture elettroniche emesse e ricevute dal contribuente attraverso il Sistema di Interscambio sono automaticamente portate in conservazione, mantenute e rese disponibili all'utente per 15 anni, anche in caso di decadenza o recesso dal servizio. La durata della Convenzione è di 3 anni, quindi, per poter continuare a fruirne occorre una nuova sottoscrizione alla scadenza secondo le modalità previste dal portale “Fatture e Corrispettivi”. Nel predetto portale sarà implementato un servizio che metterà in evidenza all'operatore l'approssimarsi della scadenza della Convenzione. Qualora l'operatore rinnovi in ritardo la predetta Convenzione, una volta sottoscritta nuovamente la stessa, potrà portare in conservazione manualmente – mediante upload sempre nel portale “Fatture e Corrispettivi” – le singole fatture elettroniche emesse e ricevute nel lasso di tempo scoperto dalla Convenzione stessa.

 

DETRAZIONE IVA

Domanda: Risulta tuttora vigente il DPR 100/1998 che permette di portare in detrazione l'IVA emergente dalle fatture registrate riferibili al periodo precedente (mese o trimestre) entro il termine della liquidazione riferibile al detto periodo. Stante i tempi fisiologici del Sistema di interscambio, quindi, una fattura di acquisto del mese gennaio, pervenuta nei primi giorni di febbraio, può partecipare alla liquidazione del mese di gennaio?

Risposta: L'articolo 14 del decreto legge n. 119 del 23 ottobre scorso – attualmente in fase di conversione in legge – ha introdotto una modifica all'articolo 1, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100, stabilendo che – entro il giorno 16 di ciascun mese può essere esercitato il diritto alla detrazione dell'imposta relativa ai documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione, fatta eccezione per i documenti di acquisto relativi ad operazioni effettuate nell'anno precedente. Pertanto, ad esempio, per una fattura elettronica di acquisto che riporta la data del 30 gennaio 2019 ed è ricevuta attraverso il SdI il giorno 1 febbraio 2019, potrà essere esercitato il diritto alla detrazione dell'imposta con riferimento al mese di gennaio.

 

TRASMISSIONE DELLA FATTURA ELETTRONICA

Domanda: È possibile trasmettere al SdI la fattura emessa entro il termine della scadenza della liquidazione iva periodica? ad esempio, incasso il corrispettivo il 20 agosto, trasmetto la fattura entro il 15 settembre, con data documento (data emissione) 20 agosto, registro la fattura nel registro Iva acquisti con competenza agosto, verso l'Iva pagata correttamente il 16 settembre.

Risposta: Si, l'esempio riportato nel quesito risulta in linea con le disposizioni che consentono la disapplicazione delle sanzioni per il primo semestre 2019.

 

AUTOFATTURA AGRICOLTORI

Domanda: Un agricoltore che si avvale del regime di esonero e che splafona è soggetto alle sanzioni per omessa fatturazione perché non ha trasmesso le fatture al SdI?

Risposta: L'articolo 34, comma 6, del d.P.R. n. 633 del 1972 prevede, in caso di superamento del limite dei 7.000 euro di volume d'affari annuo, la cessazione del regime speciale dal periodo d'imposta successivo, a condizione che non sia superato il limite di un terzo delle cessioni di beni diversi da quelli cui si applica il regime speciale di cui al comma 1 del medesimo art. 34. In tale ultimo caso occorre, invece, annotare tutte le fatture emesse e ricevute in apposito registro. In nessun caso, tuttavia, muta in corso d'anno il regime IVA applicabile ai prodotti agricoli, di cui alla Tab. A, parte I, del d.P.R. n. 633 del 1972, che rimangono soggetti alla c.d. aliquota di compensazione, mentre alle cessioni di prodotti diversi si applica l'aliquota IVA propria del bene. Peraltro, atteso che le “autofatture” emesse dai committenti/cessionari e le fatture di acquisto dei soggetti in parola transitano comunque dal Sistema di Interscambio, si ritiene che nessuna ulteriore emissione di fattura debba essere effettuata dagli operatori agricoli che fuoriescono dal regime speciale.

 

CONTRIBUENTI IN REGIME DI VANTAGGIO

Domanda: Nel caso di superamento in corso d'anno di più del 50% del volume di euro 30.000 scatta l'obbligo di assoggettare ad Iva le operazioni anche precedentemente effettuate. Come va coordinata tale situazione con i nuovi obblighi di fatturazione attraverso il SdI, in particolare nel caso in cui – in via facoltativa – detto contribuente abbia già emesso fattura elettronica (anziché analogica) ma non soggetta a Iva (N2)?

Risposta: Nel caso prospettato nel quesito, l'operatore dovrà emettere una nota di variazione elettronica che riporti l'ammontare dell'IVA non addebitata nella originaria fattura elettronica. Dal punto di vista tecnico, si precisa che per la nota di variazione si può utilizzare la “fattura semplificata”. In particolare, sarà necessario:

  • inserire gli estremi della fattura che si vuole rettificare (blocco 2.1.2 della rappresentazione tabellare della fattura), per non violare il controllo sull'importo massimo;

  • valorizzare il dato dell'importo (elemento 2.2.2 della rappresentazione tabellare della fattura) e il dato dell'imposta (elemento 2.2.3.1 ) entrambi con l'importo della variazione;

  • non valorizzare il dato dell'aliquota (elemento 2.2.3.2 della rappresentazione tabellare).

 

MODULI POLIVALENTI RICEVUTE/FATTURE

Domanda: Quale sarà la sorte, dal 2019, dei moduli polivalenti delle ricevute/fatture fiscali acquistati presso le tipografie autorizzate e adottati in molti settori (alberghi, ristoranti, artigiani che prestano servizi in locali aperti al pubblico o presso i clienti e quant'altro)?

Risposta: Si premette che, a seguito delle semplificazioni introdotte con il dPR n. 696 del 1996, recante norme regolamentari per la semplificazione degli obblighi di certificazione dei corrispettivi, l'emissione ed il rilascio della ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale non è necessaria se, per la stessa operazione, sia stata emessa fattura ai sensi dell'articolo 21 del dPR n. 633 del 1972. Conseguentemente non ricorre più l'obbligo di utilizzo della “fattura-ricevuta fiscale” su prestampati fiscali di cui all'articolo 3 del decreto ministeriale 28 gennaio 1983. Ciò detto, l'articolo 1, comma 3, del D.Lgs. n. 127 del 2015 ha stabilito che per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, e per le relative variazioni, sono emesse esclusivamente fatture elettroniche utilizzando il Sistema di Interscambio. Conseguentemente, coloro che ancora utilizzano la “fattura-ricevuta”, dovranno emettere esclusivamente fatture elettroniche via SdI. I predetti stampati fiscali potranno essere utilizzati eventualmente solo dagli operatori esonerati dall'obbligo di fatturazione elettronica sempre ai sensi dell'articolo 1, comma 3, del D.Lgs. n. 127/15.

 

OPERAZIONI PRIVE DI CONTROPARTE (AUTOCONSUMO, AUTOFATTURA PER PASSAGGI INTERNI)

Domanda: I nuovi obblighi 2019 di fatturazione elettronica regolamentati dal provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 30/4/2018 riguardano anche le operazioni prive di controparte? Ci si riferisce, ad esempio, al caso dell'autoconsumo dell'imprenditore individuale, ovvero all'autofattura per passaggi interni fra contabilità separate.

Risposta: Le fatture utilizzate per documentare l'autoconsumo o il passaggio tra contabilità separate devono essere fatture elettroniche inviate al SdI.

 

OPERAZIONI CON L'ESTERO (CESSIONARI/COMMITTENTI ESTERI)

Domanda: Secondo la circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 13/E/2018, non è incompatibile con la decisione del Consiglio del 16 aprile 2018 la possibilità di indirizzare la fattura elettronica a cessionari e/o committenti “non residenti identificati in Italia”, sempre che sia assicurata loro, su richiesta, la possibilità di ottenere copia cartacea del documento. Al riguardo, si chiede di precisare se la fatturazione elettronica nei confronti di soggetti esteri identificati in Italia sia obbligatoria oppure facoltativa. Si chiede, inoltre, se i predetti soggetti siano tenuti ad attrezzarsi per poter ricevere la fattura elettronica (attivazione codice destinatario, apertura Pec, abilitazione Fisconline per accedere al cassetto fiscale) e, in caso di risposta affermativa, se debbano procedere alla conservazione elettronica ai sensi del dm 17 giugno 2014, oppure possano limitarsi a richiedere al fornitore la copia cartacea.

Risposta: I soggetti passivi IVA residenti e stabiliti in Italia hanno l'obbligo, dal 1° gennaio 2019, di emettere le fatture elettroniche via SdI anche nei confronti degli operatori consumatori finali (B2C), nei confronti degli operatori che rientrano nel regime di vantaggio e in quello forfettario e anche nei confronti dei soggetti identificati. Come precisato dal provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018, per trasmettere al Sistema di Interscambio le fatture elettroniche destinate ai predetti cessionari/committenti, il cedente/prestatore potrà inserire il valore predefinito “0000000” nel campo “codice destinatario” della fattura elettronica, salvo che il cliente non gli comunichi uno specifico indirizzo telematico (PEC o codice destinatario). Le fatture elettroniche trasmesse al SdI saranno poi messe a disposizione dei cessionari/committenti nelle loro specifiche aree riservate del sito dell'Agenzia delle entrate. Si ritiene opportuno, inoltre, che il cedente/prestatore consegni al cliente una copia della fattura elettronica inviata al SdI evidenziando a quest'ultimo che potrà acquisire l'originale del documento nella sua area autenticata del sito dell'Agenzia delle entrate. Gli operatori che rientrano nel regime di vantaggio o nel regime forfettario e gli operatori identificati (anche attraverso rappresentante fiscale) in Italia non hanno, invece, l'obbligo di emettere le fatture elettroniche e di conservarle elettronicamente.

 

FATTURAZIONE DIFFERITA

Domanda: Ai sensi dell'art. 21, comma 4, lett. a), del D.P.R. 633/72, è possibile ricorrere alla c.d. fattura differita anche per “le prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione”. Si chiede di conoscere il parere dell'Agenzia in merito alla idoneità di documenti quali la c.d. “fattura proforma” (o “avviso di parcella”), riportanti la descrizione delle prestazioni fornite, a supportare il differimento dell'emissione della fattura al giorno 15 del mese successivo a quello dell'incasso del corrispettivo.

Risposta: Come previsto dall'articolo 21, comma 4, lett. a), del D.P.R. 633/72, è possibile emettere fatture differite per le prestazioni di servizi: un documento come la c.d. “fattura proforma”, contenente la descrizione dell'operazione, la data di effettuazione e gli identificativi delle parti contraenti, può certamente essere idoneo a supportare il differimento dell'emissione della fattura elettronica.

 

INVERSIONE CONTABILE

Domanda: Posto che le fatture elettroniche non sono modificabili, si chiede di sapere se, nei casi in cui il debitore dell'imposta sia il cessionario/committente, sia indispensabile che questi, ai fini dell'assolvimento del tributo, provveda a generare un documento informatico riportante l'integrazione della fattura del fornitore, da associare alla fattura stessa, oppure possa ritenersi sufficiente che gli elementi per il calcolo dell'imposta dovuta emergano direttamente ed esclusivamente dalla registrazione della fattura ai sensi dell'art. 23, D.P.R. n. 633/72.

Risposta: Per quanto riguarda le operazioni in reverse charge bisogna fare una distinzione di base. Per gli acquisti intracomunitari e per gli acquisti di servizi extracomunitari, l'operatore IVA residente o stabilito in Italia sarà tenuto ad effettuare l'adempimento della comunicazione dei dati delle fatture d'acquisto ai sensi dell'art. 1, comma 3bis, del D.Lgs. n. 127/15. Per gli acquisti interni per i quali l'operatore IVA italiano riceve una fattura elettronica riportante la natura “N6” in quanto l'operazione è effettuata in regime di inversione contabile, ai sensi dell'articolo 17 del d.P.R. n. 633/72, l'adempimento contabile previsto dalle disposizioni normative in vigore prevede una “integrazione” della fattura ricevuta con l'aliquota e l'imposta dovuta e la conseguente registrazione della stessa ai sensi degli articoli 23 e 25 del d.P.R. n. 633/72. Al fine di rispettare il dettato normativo, l'Agenzia ha già chiarito con la circolare 13/E del 2 luglio 2018 che una modalità alternativa all'integrazione della fattura possa essere la predisposizione di un altro documento, da allegare al file della fattura in questione, contenente sia i dati necessari per l'integrazione sia gli estremi della stessa. Al riguardo, si evidenzia che tale documento – che per consuetudine viene chiamato “autofattura” poiché contiene i dati tipici di una fattura e, in particolare, l'identificativo IVA dell'operatore che effettua l'integrazione sia nel campo del cedente/prestatore che in quello del cessionario/committente – può essere inviato al Sistema di Interscambio e, qualora l'operatore usufruisca del servizio gratuito di conservazione elettronica offerto dall'Agenzia delle entrate, il documento verrà portato automaticamente in conservazione.

 

 

 

 

 

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