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In data 10/10/2018, nel corso delle interrogazioni a risposta immediata presso la VI Commissione permanente Finanze della Camera dei Deputati, sono arrivati chiarimenti in merito all’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica.


Entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica. Per la generalità dei soggetti passivi IVA l’entrata in vigore dell’obbligo della fatturazione elettronica resta confermata al 1° gennaio 2019.

Nessun rinvio: ecco le ragioni

Le ragioni che giustificano la mancata adesione alle diverse richieste di rinvio dell’operatività dell’obbligo sono le seguenti:

  • l’eventuale differimento presenta significativi impatti sul gettito, per le minori entrate derivanti dalla lotta all’evasione Iva
  • l’autorizzazione in deroga a introdurre l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica, concessa all’Italia dalla Ue per il periodo 2019-2021, potrà essere rinnovata solo dopo aver dimostrato alla Commissione l’efficacia della nuova misura, da fornire sulla base dei dati raccolti nel periodo 2019-2021
  • l’eventuale avvio dell’obbligo con cadenze temporalmente diversificate a seconda della tipologia dei contribuenti sarebbe in contrasto con le caratteristiche proprie del sistema della fatturazione elettronica, che integra un processo “simmetrico” destinato a vincolare non solo il soggetto emittente, ma anche quello ricevente; pertanto, se l’obbligo fosse limitato a specifiche categorie di operatori, si introdurrebbero elementi di notevole complessità per gli operatori stessi (e per i loro intermediari) nella gestione quotidiana delle fatture e, quindi, dei relativi processi amministrativi e contabili
  • peraltro, l’entrata in vigore scaglionata dell’obbligo è suscettibile di introdurre elementi di notevole complessità anche per l’Agenzia delle entrate, che, infatti, si troverebbe a dover gestire la coesistenza di due adempimenti (fatturazione elettronica e spesometro) tra loro distinti per categorie di operatori Iva, disciplina e termini; tutto ciò aumenterebbe notevolmente il rischio di errori degli operatori con conseguenti difficoltà di controllo da parte dell’Amministrazione e ripercussioni negative sull’attività di prevenzione e contrasto dei fenomeni di frode ed evasione Iva (aspetto, quest’ultimo, già chiarito dal direttore dell’Agenzia nel corso dell’audizionedello scorso 3 ottobre). 

 Fonte: fiscooggi.it 

 

 

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