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News del 04/10/2018

Fatture elettroniche in differita. Entro il 16° giorno se si hanno problemi di connessione .Una fatturazione differita (entro giorno 15 del mese successivo) salverà professionisti e imprese dai rigori della fatturazione elettronica, o meglio dal vincolo della data di emissione della fattura nel giorno stesso di effettuazione dell’operazione stessa. A lanciare la scialuppa di salvataggio è stato ieri Antonino Maggiore, direttore da cinque giorni dell’Agenzia delle entrate alla sua prima uscita pubblica in audizione davanti alla commissione finanze della camera.” Fonte: ItaliaOggi del 04/10/2018

 

PremessaFatturazione elettronica tra privati obbligatoria a partire dal 2019: la Legge di Bilancio 2018 (L. 205 del 27/12/2017), al fine di contrastare l’evasione Iva, ha esteso l'obbligo dell'emissione di fatture in formato elettronico (attualmente in vigore per i rapporti con la Pubblica Amministrazione) anche alle cessione di beni e alle prestazioni di servizi (e alle relative variazioni) tra sggetti privati. Fatturazione elettronica anche per i rapporti B2B (tra soggetti con partita Iva) e B2C (tra partite Iva e consumatori finali).

Secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2018 la fatturazione elettronica obbligatoria entrerà in vigore

  • dal 1° luglio 2018 soltanto per le imprese che operano nel settore della cessione di benzina e gasolio e per i subappalti nell’ambito di appalti pubblici;

  • dal 1° gennaio 2019 per tutte le altre imprese e tutte le altre operazioni (B2B e B2C).

 

Data di emissione e data di invioLa data di emissione della fattura elettronica è quella indicata nel campo "DATA" della sezione "DATI GENERALI" del file della fattura. La data di invio è quella in cui il file della fattura viene inviato al Sistema di Interscambio (SdI).

In linea generale la fattura elettronica si considera emessa all'atto della sua consegna, spedizione, trasmissione o messa a disposizione del cessionario o committente. Potrebbe però accadere che l'iter di emissione, pur tempestivamente avviato, si concluda oltre la mezzanotte del medesimo giorno. In considerazione di ciò, l'AdE ha specificato che la «data di emissione» della fattura elettronica è la data riportata nel campo «Data» della sezione «Dati Generali»del file della fattura elettronica. Di conseguenza, una volta che la fattura sia stata inviata tempestivamente al Sdi (e non sia stata scartata dal sistema, nel qual caso si potrà rimediare nei cinque giorni successivi), i tempi di elaborazione «diventano marginali, assumendo rilievo, ai fini dell'emissione della fattura immediata, la sola data di formazione e contestuale invio al Sdi».In fase di prima applicazione delle nuove disposizioni, però, considerato anche il necessario adeguamento tecnologico richiesto alla platea di soggetti coinvolti e le connesse difficoltà organizzative, si ritiene che il file «fattura» inviato con un minimo ritardo, comunque tale da non pregiudicare la corretta liquidazione dell'imposta, costituisca violazione non punibile ai sensi dell'art. 6, comma 5bis, dlgs. n.472/1997. Fonte: Italia Oggi del 26/09/2018 - “Fattura elettronica, data di emissione in chiaro”. La data di emissione della fattura elettronica è quella riportata nel campo "data" della sezione "dati generali" del file della fattura. E’ quanto emerso nel corso del Workshop "Fatturazione elettronica: gli aspetti critici, nell'ambito del 2° Forum nazionale dei commercialisti ed esperti contabili

 

Documenti di riferimento:

 

Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate Prot. n. 89757/2018 del 30 aprile 2018 rappresenta una fonte fondamentale per l'esame degli adempimenti legati alla fatturazione elettronica.

Tale documento fornisce le “regole tecniche per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato e per le relative variazioni, utilizzando il Sistema di Interscambio”.

Uno dei “problemi” che andranno affrontati è quello inerente il momento di effettuazione dell’operazione (esigibilità del tributo) e la data dell’emissione della fattura.

L’obbligo di emissione della fattura deve essere assolto, secondo le indicazioni di cui all’art. 21 del D.P.R n. 633/1972, in corrispondenza del momento di effettuazione dell’operazione (ex art. 6 del D.P.R. n. 633/1972). La normativa prevede però alcune eccezioni, come la possibilità di emettere la fattura differita: è il caso delle cessioni di beni effettuate nei confronti dello stesso soggetto nel corso del mese solare precedente risultanti dal/dai documento/i di trasporto.

Il provvedimento direttoriale in analisi (si veda il punto 4.1) evidenzia che la data di emissione della fattura elettronica è la data riportata nel campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file della fattura elettronica, che rappresenta una delle informazioni obbligatorie ai sensi degli articoli 21 e 21 – bis” del D.P.R. n. 633/1972. Viene inoltre precisato che la fattura elettronica scartata dal SdI si considera non emessa e tale situazione può essere sanata emettendo, entro 5 giorni (si contano anche i festivi), una “nuova” fattura con stesso numero e data.

E' doveroso precisare che il sistema consente l’emissione del documento, cioè del file “xml”, anche in una data successiva rispetto a quella riportata nel campo “data fattura”.

Il cedente potrà perciò generare il “file fattura” in formato “xml” in data 30 gennaio 2019 riportando “data fattura” 30/01/2019 ed effettuare la trasmissione al Sdi in data 2 febbraio 2019. L’operazione è tecnicamente possibile.

Ai fini fiscali il documento non si considera ancora emesso, ma solo semplicemente formato, fino a che non avviene materialmente la trasmissione. L’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972 dispone infatti che “La fattura, cartacea o elettronica, si ha per emessa all’atto della sua consegna, spedizione, trasmissione o messa a disposizione del cessionario o committente …”. Al soggetto che ha emesso ed inviato la fattura elettronica verrà inviata una ricevuta di consegna, all’interno della quale sarà contenuta anche la data di ricezione della stessa da parte del destinatario.

La data della fattura deve coincidere con quella dell’effettuazione dell’operazione secondo la disciplina del citato art. 6 del D.P.R. n. 633/1972. Tornando all’esempio: se il professionista ha incassato il compenso il 30/01/2019 o il cedente ha consegnato la merce entro la medesima data, la stessa indicazione deve essere contenuta nella fattura emessa (“data documento”). Non assumerà alcuna rilevanza la circostanza che l’effettiva trasmissione al SdI possa non essere contestuale, come chiarito da Confindustria nel documento “Fatturazione elettronica tra privati, Prime indicazioni operative dell’8 giugno 2018”.

Nello stesso documento è stato evidenziato che, “al fine di individuare il momento di emissione della fattura, e quindi di esigibilità dell’imposta, non rileva il momento in cui la fattura viene trasmessa né quella in cui il Sdi invia la ricevuta di consegna o l’avviso di messa a disposizione”.

Il Dipartimento delle Finanze con la Circolare n. 1 del 31 marzo 2014 ha affermato espressamente che “per data di emissione deve intendersi la data indicata nella fattura, …”.

Nel sopracitato documento Confindustria precisa che “Non bisogna confondere, pertanto, i momenti rilevanti ai fini Iva dagli altri momenti che sanciscono esclusivamente la finalizzazione delle procedure informatiche”.

Per quanto evidenziato, la fattura trasmessa al SdI in data 2 febbraio 2019, si considererà emessa il 30/01/2019 (data indicata nel file “xml” nel campo “data documento”). L’emissione si considererà tempestiva in quanto la data del documento risulta perfettamente coincidente con la data di effettuazione dell’operazione. Il tributo risulterà esigibile nel corso della liquidazione del mese di gennaio (data di emissione).

Il SdI, a seguito della trasmissione del file, effettua i necessari controlli formali e, se non ci sono errori, consegna al soggetto trasmittente una “ricevuta di consegna” della fattura elettronica che contiene anche l’informazione della data di ricezione da parte del destinatario. La ricevuta costituisce la prova dell’avvenuta emissione della fattura. Tornando sempre allo stesso esempio, se la data della ricevuta è il 04/02/2019, l’emissione della fattura dovrà considerarsi effettuata tempestivamente il 30/01/2019.

In caso di anomalie/errori rilevati dal Sistema di Interscambio, viene trasmessa una notifica di scarto. La fattura, in tale ipotesi, si considera non emessa e l’emittente risulta obbligato ad effettuare un nuovo invio: l’emittente ha 5 giorni lavorativi di tempo, dal ricevimento della notifica di scarto, per provvedere ad un nuovo invio senza incorrere in una violazione sanzionabile.

Tornando all’esempio: il contribuente potrebbe ricevere la notifica di scarto il 4 febbraio. Da questo momento inizieranno a decorrere i 5 giorni lavorativi per effettuare il nuovo invio tramite il SdI. Il documento/file in formato “xml” riporterà nuovamente la data del 30 gennaio 2019 e andrà inviato entro il giorno 9 febbraio e, qualora non intervenga un’ulteriore notifica di scarto, il documento si considererà tempestivamente emesso in data 30/01/2019. Il tributo risulterà comunque e in ogni caso esigibile al 30/01/2019 ed entrerà nel periodo di liquidazione del mese di gennaio.

ATTENZIONE: E' fondamentale la tempestiva trasmissione del file: non deve decorrere un numero eccessivo di giorni tra la data indicata nella fattura e quella di trasmissione al SdI. Infatti, se la notifica di scarto interviene successivamente alla data di liquidazione mensile del 15 febbraio (periodo di gennaio), il contribuente deve avvalersi del ravvedimento operoso. Infatti, la data di emissione della fattura è pur sempre quella indicata nel documento/file in formato “xml”.

 

 

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