user_mobilelogo

Il decreto concorrenza (L. 124/2017 ) ha profondamente modificato aspetti importanti nel settore delle farmacie:

  1. titolarità: possono essere titolari di farmacia anche le società di capitali (Srl, Spa e Sapa). Il titolo di farmacista resta obbligatorio per il direttore, mentre i soci delle società di gestione delle farmacie potranno essere anche non farmacisti.
  2. sostituzione del limite delle 4 farmacie gestibili da un unico soggetto con il limite del 20% per regione.
  3. nessuna limitazione al trasferimento delle quote sociali, in precedenza legate a titolo di farmacista anche nella persona dell’avente causa. In caso di morte le quote sociali saranno trasferibili anche a eredi non farmacisti. 
  4. incompatibilità del socio: questi non potrà essere, tra le altre, direttore della farmacia di cui non è socio o titolare di farmacia individuale.

 

Per approfondire:

Farmacie: il Notariato analizza la legge sulla concorrenza

Farmacie e Decreto Concorrenza: nuove opportunità e spunti di riflessione

La farmacia: scenario attuale e riflessioni sul futuro

 

Cosa cambierà per le farmacie?

Tali cambiamenti, insieme al mutato contesto economico, culturale e sociale, renderanno la farmacia sempre più una “azienda vera e propria” (un mix tra libera professione e impresa), in competizione n un mercato “più libero”. Proprio questo nuovo tipo di rapporto con il mercato e con la concorrenza imporrà importanti cambiamenti nella gestione: nuovi metodi, nuove valutazioni e nuovi strumenti.

Le farmacie si dovranno misurare con un approccio piuttosto nuovo per il settore che presuppone, pianificazione, controllo e valutazione aziendale.

In proposito è opportuno riportare una considerazione del Notariato (studio 75/2018/I del 16/05/2018):

Appare ormai pacifico il rilievo per cui i l farmacista è nel contempo imprenditore e professionista, e le due qualità non possono scindersi. L’attività del farmacista si configura, infatti, come attività non solo professionale, ma anche «imprenditoriale» poiché prevede operazioni economiche - come le «vendite» - e, quindi, deve essere qualificata come «di impresa» sussistendo i requisiti indicati negli articoli 2082 e 2238 del codice civile. Può, dunque, affermarsi che la gestione della farmacia mediante una società è sintesi di attività intellettuale e di attività commerciale, unificate dal pubblico interesse, ed è un atipico caso di esercizio della professione intesa come elemento di una attività organizzata in forma di impresa.”

La riforma sopra citata consente ragionamenti anche sull'assetto e l'organizzazione della gestione. Possiamo anche porre in essere operazioni straordinarie, come trasformazioni o conferimenti, per modificare il soggetto gestore ed avere vantaggi di diversa natura (fiscale, organizzativa, ecc.): conferimento della ditta individuale in società di persone o di capitali con valorizzazione dell'avviamento (vedi articolo); conferimento dell’azienda con perizia dalla società di persone (che diventa holding) alla società di capitali; trasformazione da società di persone a società di capitali; ecc.

Tutti questi cambiamenti avranno inoltre ripercussioni sull'aspetto contributivo che andranno valutati attentamente.

Di fronte a una rivoluzione di tale portata dobbiamo essere pronti ad adattarci e a sfruttare nel migliore dei modi le opportunità che la riforma offre.

 

 

Fabio Rocci

Dottore Commercialista e Revisore Legale

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Website: www.rocciconsulenze.it

Tel. 3930884585

 

 

Il mio profilo Facebook

Il mio profilo Twitter

Il mio profilo LinkedIn

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Se vuoi saperne di più o negare il consenso ai cookie consulta l'informativa.
Cliccando su "Ok, accetto" o continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità all'informativa.