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Il Decreto Concorrenza ha portato numerosi cambiamenti e ha generato non pochi dubbi, perplessità e malumori. In situazioni del genere dobbiamo essere pronti a cogliere gli aspetti positivi e a sfruttare le opportunità che ci vengono concesse.

Con l’entrata in vigore della L. 124/2017 (Decreto concorrenza) vi è stato un ampliamento dei soggetti che possono essere titolari di farmacie. A seguito del citato intervento normativo, possono essere titolari dell’esercizio della farmacia privata:

  • persone fisiche;
  • società di persone;
  • società di capitali;
  • società cooperative a responsabilità limitata.

Le nuove norme hanno inoltre stabilito che, a determinate condizioni, possono essere soci di una società titolare di farmacia anche soggetti non farmacisti. Ciò è possibile qualora i soci

  • non esercitino una professione medica o un’attività riconducibile al settore della produzione e informazione scientifica del farmaco;
  • non siano titolari di un rapporto di lavoro;
  • non siano titolari, gestori provvisori, direttori o collaboratori di altra farmacia.

Queste limitazioni valgono anche per i soci farmacisti.

Potremmo quindi chiederci se sia opportuno, per una attività già in essere, passare a una forma societaria.

In questo caso la costituzione di una società avviene mediate il conferimento dell’azienda-farmacia (individuale o familiare) nella società costituenda.

L’operazione di conferimento appena citata, da un punto di vista fiscale, è neutrale (art. 176 del TUIR e art. 2 DPR 633/1972), cioè “i conferimenti di aziende effettuati tra soggetti residenti nel territorio dello Stato nell'esercizio di imprese commerciali, non costituiscono realizzo di plusvalenze o minusvalenze” e “non sono considerate cessioni di beni … le cessioni e i conferimenti in società o altri enti, compresi i consorzi e le associazioni o altre organizzazioni, che hanno per oggetto aziende o rami di azienda”: non si generano somme imponibili e, di conseguenza, non vi sono imposte da pagare in relazione all’operazione.

Altro aspetto importante e da tenere in considerazione è quello dei vantaggi che tale operazione, con alcuni passaggi e accorgimenti pianificati, potrebbe generare.

In particolare potremmo avere interessanti vantaggi per quanto riguarda imposte dirette ed IRAP nel caso in cui evidenziassimo l’eventuale avviamento dell’impresa/farmacia conferita nella società all’interno della contabilità di quest’ultima e procedessimo al riconoscimenti ai fini fiscali di tale valore mediante il cosiddetto affrancamento (rif. Circolare 8/E/2010 Agenzia Entrate; art. 176, co. 2-ter TUIR).

Il riconoscimento fiscale del valore dell’avviamento

  1. comporta il pagamento dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF, dell’IRES e dell’IRAP per una aliquota pari al 12%, al 14% oppure al 16% a seconda dell’importo da “affrancare”
  2. e permette la deduzione dal reddito d’impresa (IRPEF per i soci di società di persone; IRES per le società di capitali) e dall’imponibile IRAP delle relative quote di ammortamento.

 

ESEMPIO

La “Farmacia Alfa” viene conferita in una società di persone, la “Farma Omega snc”. Si decide di far emergere e affrancare l’avviamento per un valore di € 1.200.000. Si deve perciò versare una imposta sostitutiva pari a 12% * 1.000.000 = € 144.000

Tale riconoscimento fiscale del valore dell’avviamento (affrancamento) per € 1.000.000 mediante il versamento di € 144.000 di imposta sostitutiva, offre alla “Farma Omega snc” la possibilità di beneficiare, per un periodo di 18 anni, della deduzione delle quote di ammortamento.

Quota di ammortamento annuale deducibile = 1.200.000 / 18 = € 66.666,67

Tale importo viene sottratto alla base imponibile per il calcolo delle imposte, perciò, ipotizzando una aliquota media IRPEF dei soci della “Farma Omega snc” pari al 35%, il risparmio totale di imposta, spalmato su 18 anni, sarebbe di € 420.000 (35% di 1.200.000, ovvero 18*66.666,67*35%).

Il beneficio IRPEF netto di tutta l’operazione, spalmato su 18 anni, sarebbe pari a € 276.000, cioè pari a € 420.000 di risparmio IRPEF, meno € 144.000 di imposta sostitutiva pagata. Un beneficio annuale pari a € 15.333,33.

Tutto ciò senza considerare il risparmio legato all’IRAP, ma, ipotizzando un'aliquota del 4,73% il vantaggio totale è presto evidente.

L’operazione appena illustrata, se studiata, pianificata, opportunamente programmata e adattata alle specifiche esigenze dei soggetti coinvolti, permette dei buoni vantaggi in termini di imposte.

 

Caso “pratico-teorico”. Spesso le farmacie sono delle imprese individuali o familiari. Con la nuova normativa abbiamo a disposizione anche le forme societarie. Facendo attenzione ai divieti e alle incompatibilità, si potrebbe valutare, ad esempio, l'opportunità di costituire una società, mediante il conferimento della farmacia, tra

  • il marito-padre farmacista;
  • la moglie-madre non farmacista, che lavora nella farmacia (potrebbe essere socio anche se non lavorasse in farmacia);
  • il figlio/la figlia farmacista.

Da tale operazione si potrebbero ottenere quei vantaggi sopra descritti.

Per info, consulenze e approfondimenti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Riferimenti:

Agenzia delle Entrate - circolare 8/E/2010: “Qualora si verifichino i presupposti per l’iscrizione ex novo di una posta a titolo di avviamento, il soggetto conferitario potrà optare per il regime dell’imposta sostitutiva di cui all’art. 15, comma 10, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 ovvero ai sensi dell’art. 176, comma 2-ter, del Tuir”.

Comma 2-ter dell’articolo 176 Tuir: “la societa' conferitaria puo' optare, nella dichiarazione dei redditi relativa all'esercizio nel corso del quale e' stata posta in essere l'operazione o, al piu' tardi, in quella del periodo d'imposta successivo, per l'applicazione, in tutto o in parte, sui maggiori valori attribuiti in bilancio agli elementi dell'attivo costituenti immobilizzazioni materiali e immateriali relativi all'azienda ricevuta, di un'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, dell'imposta sul reddito delle societa' e dell'imposta regionale sulle attivita' produttive, con aliquota del 12 per cento sulla parte dei maggiori valori ricompresi nel limite di 5 milioni di euro, del 14 per cento sulla parte dei maggiori valori che eccede 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro e del 16 per cento sulla parte dei maggiori valori che eccede i 10 milioni di euro. I maggiori valori assoggettati a imposta sostitutiva si considerano riconosciuti ai fini dell'ammortamento a partire dal periodo d'imposta nel corso del quale e' esercitata l'opzione; in caso di realizzo dei beni anteriormente al quarto periodo d'imposta successivo a quello dell'opzione, il costo fiscale e' ridotto dei maggiori valori assoggettati a imposta sostitutiva e dell'eventuale maggior ammortamento dedotto e l'imposta sostitutiva versata e' scomputata dall'imposta sui redditi ai sensi degli articoli 22 e 79.”

 

 

Fabio Rocci

Dottore Commercialista e Revisore Legale

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www.rocciconsulenze.it - www.consulenzafarmacia.it

 

 

 

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