user_mobilelogo

L'art. 17, comma 1, D.Lgs. n. 241/1997 stabilisce che “i contribuenti eseguono versamenti unitari delle imposte, dei contributi dovuti all’INPS e delle altre somme a favore dello Stato, delle regioni e degli enti previdenziali, con eventuale compensazione dei crediti, dello stesso periodo, nei confronti dei medesimi soggetti, risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce periodiche presentate successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto. Tale compensazione deve essere effettuata entro la data di presentazione della dichiarazione successiva…”.

Ai sensi dell’art. art. 19, comma 3, D.Lgs. n. 241 del 1997 un Modello F24 in cui sono compensati crediti e debiti tributari con saldo finale pari a zero va, comunque, presentato al versamento. 

Il Modello F24 con “saldo zero” per effetto di compensazioni tra crediti e debiti tributari va sempre e comunque presentato al versamento entro il termine previsto per il pagamento del debito tributario dovuto. L'omessa presentazione, infatti, fa scattare la sanzione di 100 euro (50 euro se il ritardo non è superiore a 5 giorni lavorativi). 

Anche in questo caso è possibile applicare l’istituto del ravvedimento operoso di cui all’art. 13 D. Lgs. 472/1997: l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti con la Risoluzione n. 36/E/2017.

E' possibile , in sede di versamento all'erario, operare compensazioni tra debiti e crediti tributari di diversa natura.

Ravvedimento operoso

sanzioni ridotte a

  • 1/9 del minimo, se la regolarizzazione avviene ne primi 90 giorni

  • 1/8 del minimo, se la regolarizzazione avviene oltre i 90 giorni ma entro 1 anno dall’omissione

  • 1/7 del minimo, se la regolarizzazione avviene oltre 1 anno ma entro 2 anni dall’omissione

  • 1/6 del minimo, se la regolarizzazione avviene oltre i due anni

Con la Risoluzione n. 36/E del 20 marzo 2017, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito quale sia la corretta sanzione da ravvedimento applicabile per la regolarizzazione dell’omessa presentazione al versamento di un Modello F24 a saldo zero per effetto di compensazioni.

Errore corretto entro 90 giorni: la sanzione prevista dalla legge per l’omessa presentazione del modello in cui si effettua la compensazione, dal primo gennaio del 2016 è in generale di 100 euro. La sanzione scende a 50 euro, però, se il ritardo non supera cinque giorni lavorativi. Pertanto, poiché in caso di ravvedimento operoso entro 90 giorni dall’omissione la sanzione si riduce di 1/9, in questa ipotesi le somme da versare saranno:

  • 5,56 euro (1/9 di 50 euro), se il modello di pagamento a saldo zero viene presentato con un ritardo non superiore a cinque giorni lavorativi

  • 11,11 euro (1/9 di 100 euro), se il modello F24 viene presentato con un ritardo superiore a cinque giorni lavorativi ma entro novanta giorni dall’omissione

Errore corretto dopo 90 giorni: Se il contribuente intende regolarizzare la propria posizione con il Fisco, ma sono già trascorsi 90 giorni dalla scadenza, invece, gli importi previsti dal nuovo ravvedimento sono i seguenti:

  • 12,50 euro (1/8 di 100 euro) se la delega di pagamento a saldo zero viene presentata entro un anno dall’omissione

  • 14,29 euro (1/7 di 100 euro) se il modello F24 a saldo zero viene presentato entro due anni dall’omissione

  • 16,67 euro (1/6 di 100 euro) se l’F24 a saldo zero viene presentato superati i due anni dall’omissione

  • 20 euro (1/5 di 100 euro) se il contribuente si ravvede dopo che la violazione viene constatata con un processo verbale

In caso di omessa presentazione al versamento di un Modello F24 che per effetto di compensazioni presenta saldo zero, significa:

  • presentare al versamento il Modello F24 riportandovi i crediti e debiti compensati

  • versare la sanzione ridotta nelle misure di cui sopra a seconda di quanto ci si ravvede (il modello F24 non avrà, quindi, più saldo zero) utilizzando il codice tributo 8911 - “Sanzioni pecuniarie per altre violazioni tributarie relative alle imposte sui redditi, alle imposte sostitutive, all’Irap e all’Iva” e indicando come anno di riferimento quello in cui è stata commessa la violazione.

Attenzione

  • i titolari di partita IVA, in qualsiasi caso, sono obbligati all’utilizzo del Modello F24 in modalità telematica per il versamento di imposte e contributi (direttamente tramite i canali Ag. Entrate o tramite intermediari);

  • per i soggetti non titolari di partita IVA (per effetto delle novità introdotte con il D.L. 193/2016), l’obbligo del modello F24 telematico sussisterà solo qualora per effetto di compensazioni il saldo finale sarà pari a 0 oppure se in presenza di compensazione, il saldo finale sarà positivo. Il versamento telematico potrà essere eseguito direttamente dal contribuente tramite l’home banking delle banche e di Poste Italiane oppure (se abilitato) mediante il servizio telematico (Entratel o Fisconline) oppure tramite intermediario abilitato.

 

Il mio profilo Facebook

Il mio profilo Twitter

Il mio profilo LinkedIn

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Se vuoi saperne di più o negare il consenso ai cookie consulta l'informativa.
Cliccando su "Ok, accetto" o continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità all'informativa.