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L’articolo 177 del D.l. 34/2020 - Decreto Rilancio prevede l’abolizione della prima rata dell'IMU (quota Stato e quota Comune) per l’anno 2020 in favore dei possessori di immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali o stabilimenti termali, così come per gli immobili classificati nella categoria catastale D/2, vale a dire gli immobili di agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù e campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività.

Il comma 1 del citato articolo esenta dalla prima rata relativa all’anno 2020 dell'imposta municipale propria (IMU) gli immobili:

  • adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali e degli stabilimenti termali (lettera a));

  • rientranti nella categoria catastale D/2 (alberghi e pensioni con fine di lucro) ovvero – secondo quanto specificato dalla norma - agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed & breakfast, residence e campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività esercitate (lettera b)).

Novità della Legge di Bilancio 2020. I commi da 738 a 783 della Legge di Bilancio 2020 hanno riformato l'assetto dell'imposizione immobiliare locale, unificando le due vigenti forme di prelievo, cioè IMU e TASI, che sono confluite in un unico testo normativo. L'aliquota di base è fissata allo 0,86% e può essere manovrata dai comuni a determinate condizioni. Ulteriori aliquote sono definite nell'ambito di una griglia individuata con decreto del MEF. Sono introdotte modalità di pagamento telematiche.

Il comma 772 dispone della Legge di Bilancio in parola, dispone, relativamente agli immobili strumentali, la deducibilità dell'IMU dal reddito di impresa e dal reddito derivante dall'esercizio di arti e professioni. In ambito IRAP, invece, il tributo locale risulta indeducibile.

In via transitoria, il successivo comma 773, stabilisce che la deduzione si applica:

  • nella misura del 60% per gli anni 2020 e 2021 (ovvero per i periodi d'imposta successivi a quello in corso, rispettivamente, al 31 dicembre 2019 e al 31 dicembre 2020),

  • mentre l'intera deducibilità dell'IMU, dell'IMI e dell'IMIS ha effetto a decorrere dal 2022, ovvero dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2021.

 

 

Cessioni di beni necessari per il contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19:

aliquota Iva pari a zero

Aliquota IVA pari a zero sulle misure che possono essere immediatamente adottate per mitigare l’impatto della pandemia (fino al 31 dicembre 2020).

La nuova disposizione si applica alle cessioni effettuate ai fini IVA (ai sensi del’art.6 del DPR n. 633/72), dal 19 maggio 2020 (data di pubblicazione in Gazzetta ufficiale del D.L. Rilancio), fino al 31 dicembre 2020.

A partire dal 1° gennaio 2021, invece, gli stessi beni sconteranno l’aliquota IVA ridotta del 5%: l’art.124, comma 1, del D.L. Rilancio (n. 34 del 2020) prevede che dal 1° gennaio 2021 i beni saranno inclusi nella voce 1-quater della Tabella A, parte II-bis, allegata al D.P.R. n.633/72 che elenca i beni e servizi la cui cessione o importazione è soggetta alla aliquota IVA del 5%.

 

DECRETO RILANCIO - Art. 124 del Decreto Legge n. 34 del 2020

Riduzione aliquota IVA per le cessioni di beni necessari per il contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 - In vigore dal 19/05/2020

Alla tabella A, parte II-bis, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo il numero 1-ter, èaggiunto il seguente: "1-ter.1. Ventilatori polmonari per terapia intensiva e subintensiva; monitor multiparametrico anche da trasporto; pompe infusionali per farmaci e pompe peristaltiche per nutrizione enterale; tubi endotracheali; caschi per ventilazione a pressione positiva continua; maschere per la ventilazione non invasiva; sistemi di aspirazione; umidificatori; laringoscopi;strumentazione per accesso vascolare; aspiratore elettrico; centrale di monitoraggio per terapia intensiva; ecotomografo portatile;elettrocardiografo; tomografo computerizzato; mascherine chirurgiche; mascherine Ffp2 e Ffp3; articoli di abbigliamento protettivo per finalita' sanitarie quali guanti in lattice, in vinile e in nitrile, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione, calzari e soprascarpe, cuffie copricapo, camici impermeabili, camici chirurgici; termometri; detergenti disinfettanti per mani; dispenser a muro per disinfettanti; soluzione idroalcolica in litri; perossido al 3 per cento in litri; carrelli per emergenza; estrattori RNA;strumentazione per diagnostica per COVID-19; tamponi per analisi cliniche; provette sterili; attrezzature per la realizzazione di ospedali da campo".

2. Per il contenimento dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, le cessioni di beni di cui al comma 1, effettuate entro il 31 dicembre 2020, sono esenti dall'imposta sul valore aggiunto, con diritto alla detrazione dell'imposta ai sensi dell'articolo 19, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

3. Alle minori entrate derivanti dal presente articolo valutati in 257 milioni di euro per l'anno 2020 e 317,7 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2021, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

 

In sintesi:

  • disapplicazione, sino al 31 dicembre 2020, dell’IVA sulla cessione di numerosi beni necessari per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
  • I medesimi beni dall’anno prossimo sconteranno invece a regime l’aliquota IVA ridotta del 5%.

Per quanto riguarda le disposizioni fino al prossimo 31 dicembre 2020, come si legge nella relazione tecnica di accompagnamento del provvedimento, viene introdotta l’applicazione di una aliquota IVA pari a zero, come comunicato dalla Commissione europea agli Stati membri con nota del 26 marzo 2020, in merito alle misure che possono essere immediatamente adottate per mitigare l’impatto della pandemia.

L’art.124, comma 2 del D.L. Rilancio dispone che, in via transitoria fino al 31 dicembre 2020, sono esenti dall’imposta sull’IVA, con riconoscimento del diritto alla detrazione di quella assolta a monte, ai sensi del’art.19, comma 1, del D.P.R. n.633/72, le cessioni dei seguenti beni:

  • articoli di abbigliamento protettivo per finalità sanitarie quali guanti in lattice, in vinile e in nitrile, visiere e occhiali protettivi, tuta di protezione, calzari e soprascarpe, cuffia copricapo, camici chirurgici e camici impermeabili;
  • attrezzature per la realizzazione di ospedali da campo;
  • carrelli per emergenza;
  • caschi per ventilazione a pressione positiva continua;
  • centrale di monitoraggio per terapia intensiva;
  • detergenti disinfettanti per mani;
  • dispenser a muro per disinfettanti;
  • ecotomografo portatile;
  • elettrocardiografo;
  • estrattori RNA;
  • laringoscopi;
  • mascherine chirurgiche; mascherine Ffp2 e Ffp3;
  • maschere per la ventilazione non invasiva;
  • monitor multiparametrico anche da trasporto;
  • perossido al 3% in litri;
  • pompe infusionali per farmaci e pompe peristaltiche per nutrizione enterale;
  • provette sterili;
  • sistemi di aspirazione;
  • strumentazione per accesso vascolare; aspiratore elettrico;
  • soluzione idroalcolica in litri;
  • strumentazione per diagnostica per COVID-19;
  • tamponi per analisi cliniche;
  • termometri;
  • tomografo computerizzato;
  • tubi endotracheali;
  • umidificatori;
  • ventilatori polmonari per terapia intensiva e subintensiva.

ATTENZIONE: viene accordata in via transitoria alle cessioni dei beni sopra elencati un regime di maggior favore, prevedendo che le stesse, fino al 31 dicembre 2020, siano esenti da IVA, conservando in capo al fornitore il diritto alla detrazione dell’imposta pagata sugli acquisti e sulle importazioni dei beni e dei servizi afferenti dette operazioni esenti. Il trattamento di esenzione dal lato delle vendite con diritto alla detrazione dell'Iva sugli acquisti (regime ad aliquota zero) comporta che il fornitore da una parte non addebita l’IVA sulla cessione e, dall’altra, detrae (“scarica”) l’imposta pagata a monte per acquistare, importare o produrre tali beni. Detti beni vengono così immessi in consumo completamente sgravati dall’IVA fino alla fine dell’anno 2020.

 

 

 

Il mondo dello sport dilettantistico fruisce di notevoli vantaggi fiscali, non solo per le associazioni sportive (ASD) e società sportive dilettantistiche (SSD). In alcuni casi, infatti, chi eroga importi a tali soggetti, come nel caso delle spese pubblicitarie pagate ai suddetti sodalizi sportivi da soggetti commerciali (ditte individuali, società di persone e altri soggetti) entro un limite ben definito dal legislatore, può usufruire della deduzione per l'intero importo.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 8540 del 5 maggio 2020, ha ancora una volta stabilito che, in relazione allo sport dilettantistico, le spese di pubblicità possono essere dedotte fino a 200.000,00 euro per presunzione assoluta. Secondo la Suprema Corte si tratta di un principio abbastanza noto da tempo: l’Amministrazione finanziaria, almeno in tale fattispecie, non può fare alcun rilievo sull'inerenza e sulla congruità della spesa, poiché si tratta di una presunzione legale assoluta circa la natura pubblicitaria della spesa, a favore del soggetto erogante.

Le somme fino a 200.000,00 euro corrisposte alle società e alle associazioni sportive dilettantistiche costituiscono, pertanto, spese di pubblicità deducibili in base a una presunzione legale assoluta che non consente al fisco alcun sindacato sull’inerenza e sulla congruità dell'onere.

 

 

Riporto dal sito della Regione Marche:

La Regione Marche sostiene le imprese agricole danneggiate dall’emergenza Covid-19 attraverso la concessione di contributi a fondo perduto per promuovere la vendita a domicilio con 1,9 milioni di euro per favorire gli investimenti produttivi, gli interventi di gestione, di informazione e promozione, con percentuali variabili dal 60 all’80 per cento.

“All’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus, ha fatto seguito quella economica del settore agricolo – rileva la vicepresidente Anna Casini, assessore all’Agricoltura - Le istituzioni ora sono chiamate a proteggere il comparto con ogni azione utile volta a limitare l’effetto negativo della crisi, a sostenere la liquidità, gli investimenti delle imprese agricole e il reddito delle famiglie. In questo contesto, il bando emanato, insieme a quelli già pubblicati e agli altri in preparazione, favoriscono la ripresa produttiva aiutando la commercializzazione dei prodotti agricoli freschi o trasformati, favorendo la consegna a domicilio, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza sanitaria”

La misura rientra nel pacchetto degli interventi recentemente approvato dall’Assemblea legislativa anche a favore del settore agricolo. Tra i contributi già a bando, rientrano quelli a favore del settore lattiero e degli allevamenti ovini che hanno subito danni per le mancate vendite nel periodo pasquale. Gli interventi rientrano tra le misure temporanee in materia di aiuti di stato che prevedono anche le “sovvenzioni dirette”. Le domande saranno finanziate in ordine di punteggio in graduatoria regionale e fino a esaurimento delle risorse finanziarie destinate alle due linee di intervento individuate: attività florovivaistiche (le più gravemente colpite dalla pandemia) e restanti attività agricole (con una dotazione riservata a quelle associate o aggregate). Allo scopo di favorire al massimo le aziende beneficiarie è prevista l’erogazione di un anticipo fino a un massimo dell’80% del contributo concesso (garantito da polizza fidejussoria a favore della Regione Marche). 

La vendita a domicilio riguarderà i settori produttivi più sensibili ai problemi di deperibilità; tra questi il settore ortofrutta, carni, florovivaistico, lattiero-caseario, vitivinicolo. Ammessi anche i settori olio, cerealicolo/proteaginose (piante destinate alla produzione di mangimi ad alto valore proteico) e miele. I criteri di ripartizione del bando sono stati condivisi, in videoconferenza, con il Tavolo tecnico strategico regionale.

Le domande vanno presentate attraverso il Siar (Sistema informativo agricolo regionale), a partire da lunedì 4 maggio e fino alle ore 13.00 di martedì 30 giugno 2020.

Link al Bando

(Giovedì 30 aprile 2020)

 

 

Niente obbligo di registrare la riduzione del canone di locazione. Il contribuente che, comunque, preferisce registrare l'accordo di riduzione, potrà procedere alla registrazione anche al termine dell’emergenza da Coronavirus. Questo è quanto precisato l’Agenzia delle entrate, all’interno di una FAQ pubblicata sul sito internet istituzionale.

Nel caso il contribuente volesse procedere ora alla registrazione, potrebbe farlo, senza pagamento dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo, mediante PEC o e-mail, indicando i propri riferimenti per essere contattato.

Alla richiesta di registrazione tramite PEC o e-mail il contribuente dovrà allegare:

  • la scansione dell’accordo di riduzione;

  • il modello 69 debitamente sottoscritto;

  • la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà;

  • la copia del documento di identità del richiedente.

 

FAQ dal sito dell'Agenzia delle Entrate

Domanda: Il conduttore mi chiede una riduzione del canone di locazione del canone abitativo in cedolare secca, a causa dell’emergenza Coronavirus. Vorrei sapere come comunicare all’Agenzia delle entrate tale modifica del contratto originario, senza recarmi presso un vostro ufficio e quale è il termine per la comunicazione?”

Risposta: “Non sussiste l’obbligo di registrazione della riduzione del canone. Il contribuente può tuttavia scegliere di registrare questa modifica contrattuale per comunicare la riduzione della base imponibile ai fini del calcolo dell'imposta di registro (se dovuta) e delle imposte dirette (Irpef o cedolare secca). Pertanto, non sussistendo l’obbligo di registrazione dell’atto di riduzione del canone lei potrà procedere alla registrazione anche al termine dell’emergenza. Se però vuole effettuarla ora, può farlo (senza pagamento dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo, in virtù della previsione dell’art. 19, comma 1, del D.L. 12 settembre 2014, n. 133) mediante posta elettronica certificata (PEC) o e-mail; ricordi di indicare i suoi riferimenti per essere contattato. Alla richiesta di registrazione tramite PEC o e-mail dovrà allegare:

  • la scansione dell’accordo di riduzione

  • il modello 69debitamente sottoscritto

  • la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà – resa dal richiedente ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 – avente ad oggetto il possesso dell’originale dell’accordo e della conformità a questo dell’immagine inviata, l’impegno a depositare in ufficio l’atto in originale al termine del periodo emergenziale e la copia del documento di identità del richiedente. Il richiedente deve poi specificare che la registrazione è esente da imposte ai sensi del sopra menzionato art. 19, comma 1.

La richiesta di registrazione va indirizzata all’ufficio presso il quale era stata registrata la locazione oggetto di modifica (ufficio competente). L’ufficio verificherà la correttezza della documentazione ed effettuerà la registrazione, comunicando gli estremi a chi l’ha richiesta (una volta terminato il periodo emergenziale, questi sarà tenuto a depositare l'originale dell'accordo presso lo stesso ufficio).Ad ogni buon fine, le segnaliamo che l’art.62, comma 1 e 6, del Decreto Legge n.18/2020 dispone la sospensione degli adempimenti tributari in scadenza tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020, adempimenti che potranno essere effettuati, senza sanzioni, entro il 30 giugno 2020.”.

(Fonte: FAQ – Agenzia delle Entrate)

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