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Escono di scena gli studi di settore ed entrano in vigore gli ISA 2019: ogni contribuente obbligato alla compilazione avrà un voto e i più virtuosi accederanno a un regime premiale

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È on-line il nuovo e-book sugli indicatori sintetici di affidabilità fiscale edito da Fisco e Tasse della Maggioli Editore.Con la predisposizione della dichiarazione dei redditi Unico 2019 relativo ai redditi 2018 debutteranno i nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale (ISA) che sostituiranno definitivamente gli studi di settore.

Con la predisposizione della dichiarazione dei redditi Unico 2019 relativo ai redditi 2018 debutteranno i nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale (ISA) che sostituiranno definitivamente gli studi di settore.

Nei fatti, come noto, l’entrata in vigore dei suddetti indicatori risultava già prevista a decorrere dal precedente periodo d’imposta, per il quale è intervenuta la proroga contenuta nell’art. 1, comma 931, L. 205/2017 (Legge di bilancio 2018).

Gli ISA prevedono un meccanismo particolare di calcolo per gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni riconducibile principalmente ad una rappresentazione di sintesi di indicatori elementari atti a verificare la normalità e la coerenza della gestione aziendale o professionale, esprimendo con un giudizio di sintesi da 1 a 10 il grado di affidabilità fiscale riconosciuto a ciascun contribuente (più basso sarà il risultato e minore sarà l’affidabilità fiscale del contribuente).

Nel caso in cui i contribuenti vengano definiti, in riferimento all’applicazione degli ISA, come “affidabili fiscalmente” potranno accedere al regime premiale normativamente previsto.

In merito alle metodologie di calcolo occorre specificare come per la determinazione del valore finale di affidabilità fiscale verranno presi in considerazione due macro indicatori elementari:

  • indicatore di affidabilità;
  • indicatore di anomalia.

Rimandando ad approfondimenti specifici nei successivi paragrafi, risulta possibile, in sintesi, definire come il calcolo per determinare il punteggio sintetico di affidabilità fiscale di ciascun contribuente venga fatto applicando la media aritmetica semplice ai risultati di analisi degli indicatori suddetti.

L’obiettivo della presenta pubblicazione è quello di presentare una sintesi esaustiva sugli indicatori di affidabilità fiscale pur considerando come, allo stato attuale, manchino alcuni tasselli fondamentali per la definitiva entrata in vigore.

 

A parte i casi di esonero dagli obblighi di fatturazione elettronica (vedi soggetti in regime forfettario, regime di esonero agricoltura), l’Agenzia delle entrate, con una risposta n. 7 del 16 gennaio 2019, esclude che, dal 1° gennaio 2019, la c.d. “fattura con scontrino” possa ancora avere la forma analogica (ovvero, cartacea).

Il quesito è stato posto da un soggetto che svolge attività di commercio al minuto e assimilate.

L’istante chiedeva se la fattura a richiesta del cliente (“fattura con scontrino”) vada per forza emessa in maniera elettronica, in considerazione del fatto che

  • la previsione contenuta nell’articolo 22 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 (decreto IVA), che, in determinate situazioni, consente di non emettere fattura se non a richiesta del cliente;

  • l’entrata in vigore dell’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019.

L’Amministrazione finanziaria, con la circolare ministeriale n. 97 del 4 aprile 1997, aveva già precisato che:

  1. avendo la fattura di cui all’articolo 21, comma 1, del DPR 633/1972 funzione sostitutiva dei due documenti fiscali emessi dai commercianti al minuto ed assimilati (scontrino oppure ricevuta fiscale) nei casi in cui ne è prescritta l’emissione, «è escluso il rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale solo nell’ipotesi in cui per la stessa operazione venga rilasciata la fattura ordinaria contestualmente alla consegna del bene o all’ultimazione della prestazione. Ciò nella considerazione che qualora non si desse luogo all’emissione contestuale della fattura, verrebbe meno qualsiasi possibilità di controllo immediato in ordine soprattutto alle operazioni poste in essere dai soggetti di cui all’art. 22 del D.P.R. n. 633/1972»;
  2. «l’operatore economico che intende avvalersi della fatturazione differita potrà utilizzare, in luogo del documento di trasporto o degli altri documenti similari, sia lo scontrino fiscale integrato sia la ricevuta fiscale integrata. Va da sé che, in tal caso, come, peraltro, già previsto con la circolare ministeriale n. 249/E dell’11 ottobre 1996, l’ammontare dei corrispettivi certificati da scontrino fiscale e oggetto difatturazione differita, vanno scorporati dal totale giornaliero. In caso di emissione di ricevuta fiscale per corrispettivi oggetto di fatturazione differita, gli stessi potranno essere tenuti distinti nel registro dei corrispettivi, ai fini della loro esclusione dalle liquidazioni periodiche, in quanto i medesimi concorreranno alle liquidazioni relative alle corrispondenti fatture differite».

Le precisazione richiamate non risultano superate dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, la quale, all’articolo 1, commi 909 e ss., ha introdotto un obbligo generalizzato di fatturazione elettronica a decorrere dal 1° gennaio 2019.

N.B.: l'obbligo di fatturazione elettronica è un obbligo generalizzato e, in più occasioni ( risoluzioni nn. 88/E del 19 ottobre 2015 e 98/E del 25 novembre 2015, nonché, da ultimo, la circolare n.13/E del 2 luglio 2018) è stato evidenziato che la disciplina in materia di fattura elettronica non ha creato una categoria sostanziale nuova o diversa dalla fattura “ordinaria”.

 

 

In occasione del Videoforum dello scorso 15 Gennaio 2019 tra l’Agenzia delle entrate e il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, sono state fornite interessanti precisazioni in tema di fatturazione elettronica.

Le risposte fornite dall’Amministrazione finanziaria ai quesiti posti riguardano i seguenti argomenti:

  • Contenuto delle fatture elettroniche

  • Emissione e ricezione

  • Conservazione

  • QR code

  • Obblighi invio dati per dichiarazione precompilata

  • Spese per carburanti

  • Rapporti con l’estero

  • Portale fatture e corrispettivi

  • Deleghe

Qui potete scaricare l’intero documento (clicca QUI)

 

Fattura elettronica obbligatoria del 1 gennaio 2019: come devono comportarsi tutti quei soggetti che, considerando le tempistiche concesse per la trasmissione elettronica della fattura al SDI (Sistema di Interscambio), si trovano in difficoltà nella gestione del flusso attivo (emissione)?

Ristoranti, agriturismo, negozi, bar, commercianti al dettaglio in genere, normalmente rilasciano scontrino o ricevuta fiscale, ma sono tenuti all’emissione di fattura a richiesta del cliente. La fattura, se emessa nell’immediato, ha valore sostitutivo dello scontrino/ricevuta e, nelle attività di somministrazione di alimenti e bevande, il cliente non può lasciare il locale sprovvisto di un valido giustificativo ai fini fiscali.

Come comportarsi? La fattura elettronica, per sua natura, non sarà mai realmente “immediata”: essa, infatti, si considera emessa nel momento in cui la stessa viene trasmessa al SDI e tale procedura si perfezione solamente nel momento in cui vi è l'accettazione del file da parte del Sistema di Interscambio, che per i controlli può concedersi fino a cinque giorni di tempo.In pratica è tecnicamente impossibile far sì che un soggetto “lasci i locali” accompagnato da una fattura elettronica validamente emessa, in tempo reale, come invece era possibile fare con le fatture cartacee.

N.B.: il D.L. 119/2018, recentemente convertito in Legge, consente tempi alquanto estesi per la trasmissione dei flussi al Sistema di Interscambio.Per tutto il primo semestre 2019, la fattura elettronica non sarà sanzionabile se emessa, cioè se trasmessa al SDI, entro il termine della propria liquidazione IVA (quindi con tempi diversi a seconda che l’emittente sia un soggetto tenuto alla liquidazione IVA a cadenza mensile o trimestrale). A partire dal 1 luglio 2019, la discrasia tra momento di effettuazione dell’operazione e momento di emissione e trasmissione della fattura al Sistema di Interscambio sarà prevista “a regime” dalla norma che, con riscrittura delle disposizioni di cui al D.P.R. 633/72, prevede che la fattura possa essere formata e trasmessa entro 10 giorni dalla data di avvenuta esigibilità dell’imposta.

Qual è la soluzione proposta dall'Agenzia delle Entrate? L'Amministrazione finanziaria, nelle nuove FAQ pubblicate il 21 dicembre, ha fornito chiarimenti in merito a tali problematiche. Nello specifico la risposta fornita si riferisce alla situazione di un dettagliante, che ai sensi dell’articolo 22 del DPR 633/72, emette fattura solo su richiesta del cliente, ma è tenuto dalla norma a farlo entro e non oltre il momento dell’effettuazione dell’operazione, mentre in assenza di fattura il corrispettivo deve essere certificato mediante ricevuta fiscale o scontrino.

Alla luce di una similare situazione, l’Agenzia offre due soluzioni possibili:

  • Soluzione A - EMISSIONE DI FATTURA DIFFERITA, mediante emissione nell’immediato di una ricevuta fiscale o uno scontrino fiscale - ai sensi dell’art. 3, comma 3 del d.P.R. n. 696/1996 - da utilizzarsi come “documenti idonei” ai fini dell’emissione in un secondo momento di una “fattura differita” ai sensi dell'articolo 21, comma 4, terzo periodo, lettera a), del d.P.R. n.633/1972. In buona sostanza, in questo caso la ricevuta fiscale o lo scontrino assumono valore di documento equipollente al DDT, e la fattura potrà essere emesse in via differita entro il giorno 15 del mese successivo, con riferimento a tutte le operazioni intercorse nel mese precente. Il cliente lascerà quindi i locali “accompagnato” da una ricevuta fiscale o da uno scontrino, cui seguirà fattura differita. Onde evitare che il corrispettivo venga ad essere duplicato, come già previsto con la circolare n. 249/E del 11 ottobre 1996, l’ammontare dei corrispettivi certificati da ricevuta/scontrino fiscale e oggetto di fatturazione differita dovrà essere scorporato (estromesso) dal totale giornaliero dei corrispettivi.

  • Soluzione B - RILASCIO DI UNA QUIETANZA, cui segue una fattura immediata. In questo caso, a “certificare provvisoriamente” l’operazione dovrà essere rilasciata una apposita quietanza (ex art. 1199 del codice civile) che assume rilevanza solo commerciale e non fiscale. In sostanza, il cliente dovrà lasciare i locali con “un qualcosa” che certifichi provvisoriamente la transazione, tant’è che le FAQ indicano come strada percorribile anche l’utilizzo di una semplice stampa della fattura ovvero dalla ricevuta del POS, in caso di pagamento elettronico. Sarà poi emessa fattura immediata (ovvero riportante la medesima data dell’operazione), e questa potrà essere poi trasmessa – per il primo semestre 2019 – entro il termine della propria liquidazione IVA. Resta comunque possibile, anche con fattura immediata a seguire, rilasciare scontrino/ricevuta fiscale(oppure “documento commerciale” nel caso l’esercente effettui la memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi mediante registratore telematico ai sensi dell’art. 2 del d.Lgs. n. 127/15). In presenza di ricevuta fiscale o scontrino, o documento commerciale, esattamente come nella prima opzione illustrata, l’ammontare dei corrispettivi oggetto di fatturazione andrà scorporato dal totale dei corrispettivi giornalieri.

Quando una fattura elettronica viene emessa a seguito di rilascio di scontrino o ricevuta fiscale, o “documento commerciale” nel caso di trasmissione telematica dei corrispettivi, è sempre necessario che la fattura richiami il documento originariamente emesso. Si tratta di un passaggio fondamentale per dimostrare che l’importo è stato estromesso dai corrispettivi poiché oggetto di fatturazione. Le informazioni relative alla ricevuta fiscale o scontrino dovranno essere indicati nei campi deputati del tracciato XML di fatturazione elettronica che, ricordiamo, si trovano nel blocco informativo “AltriDatiGestionali”.

La compilazione dovrà essere effettuata come segue:

  • nel campo “TipoDato” occorrerà indicare il tipo di documento originariamente rilasciato, utilizzando i termini “NUMERO SCONTRINO”, oppure “NUMERO RICEVUTA” oppure “NUMERO DOC. COMMERCIALE”;

  • nel campo “RiferimentoTesto” occorrerà indicare l’identificativo alfanumerico del documento cui sopra, quindi in numero dello scontrino o della ricevuta o del documento commerciale;

  • nel campo “RiferimentoNumero” il numero progressivo dello scontrino o della ricevuta o del documento commerciale;

  • nel campo “RiferimentoData” la data dello scontrino, ricevuta o documento commerciale.

Attenzione! L’Agenzia ha ricordato, inoltre, che se il cliente è un soggetto “non titolare di partita IVA, deve essere emessa e consegnata una copia cartacea della fattura, a meno che il cliente stesso non vi rinunci espressamente. Nel caso di controlli successivi che evidenzino difformità tra la copia analogica e la e-fattura, salvo prova contraria, prevarranno comunque le informazioni riportate nella fattura elettronica.

 

Addio agli studi di settore. Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria ha firmato, in data 28/12/2018, il decreto che approva l’introduzione di 106 nuovi indici sintetici di affidabilità (ISA) fiscale dei contribuenti, dopo i primi 69 introdotti nel marzo scorso (totale 175 indici).

I nuovi ISA riguarderanno varie attività economiche quali agricoltura, manifatture, commercio e professioni e saranno validi già per la dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2018.

Il nuovo sistema introduce una scala di valori con cui l’Agenzia delle Entrate potrà verificare normalità e coerenza della gestione aziendale e professionale dei contribuenti definendone il grado di affidabilità con un voto da 1 a 10: tanto più alto il punteggio raccolto, tanto più elevato il premio riconosciuto al soggetto virtuoso che potrà, con un 10, ritrovarsi anche esonerato dagli accertamenti sintetici.

Comunicato Stampa N° 225 del 28/12/2018

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, ha firmato oggi il decreto che approva l’introduzione di 106 nuovi indici sintetici di affidabilità (ISA) fiscale dei contribuenti, dopo i primi 69 introdotti nel marzo scorso. Per un totale di 175.

I nuovi ISA, che subentreranno agli studi di settore, riguarderanno varie attività economiche quali agricoltura, manifatture, commercio e professioni e saranno validi già per la dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2018.

Il nuovo sistema introduce una scala di valori con cui l’Agenzia delle Entrate potrà verificare normalità e coerenza della gestione aziendale e professionale dei contribuenti definendone il grado di affidabilità con un voto da 1 a 10: tanto più alto il punteggio raccolto, tanto più elevato il premio riconosciuto al soggetto virtuoso che potrà, con un 10, ritrovarsi anche esonerato dagli accertamenti sintetici.

 Fine degli studi di settore, entrano in vigore gli indici di affidabilità dei contribuenti - download PDF

Roma 28/12/2018”

Fonte: www.mef.gov.it



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